Un concreto segnale di rinascita.
L’AQUILA . Riapre oggi finalmente una parte del centro storico de L’Aquila chiuso ai cittadini dal 6 aprile. Ma la pioggia intensa che si sta abbattendo sul capoluogo abruzzese rischia di rovinare la cerimonia. Le scosse degli ultimi giorni e le perturbazioni di oggi hanno variato il programma della manifestazione di apertura, il percorso partito dalla villa comunale, attraverso il corso, sino a piazza Duomo, è stato affrontato solo da un minuto gruppo di cittadini che ha sfidato il maltempo, presenti tra loro il Commissario straordinario Guido Bertolaso ed il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta.
Le misure di sicurezza sono tante, imponenti le forze di polizia e dei vigili del fuoco che scortano tutto il perimetro del tragitto, con l’ausilio di imponenti barricate per evitare qualsiasi tipo di incidente. Gruppi di massimo sessanta persone, sino alle 22 di questa sera, possono visitare come turisti le ferite aperte del centro storico, oramai rammendate dalle fasciature applicate dalle sapienti mani dei vigili del fuoco. Nessun esercizio commerciale ha avuto ancora l’autorizzazione a riaprire, non ci sono ancora le condizioni per questo tipo di operazione, un unica possibilità, per una probabile apertura, è stata data al Bar di Ninetto Nurzia, attività storica della Città e celebre soprattutto per la produzione del torrone artigianale. Un’occasione mancata, quella del divieto di apertura degli esercizi commerciali, che poteva dare un effettivo senso di rinascita alla Città.
Lo “spot” dell’apertura di una parte del centro storico de L’Aquila è una goccia d’acqua nel mare ricco d’insidie dell’intera emergenza Abruzzo, non basterà sicuramente a calmare gli animi degli abruzzesi che dovranno affrontare una torbida estate nelle tendopoli, ma soprattutto non placherà l’ira di una popolazione che non si sente interamente coinvolta nella ricostruzione, testimoniata dai malumori degli scorsi giorni culminati con la manifestazione del sedici giugno di fronte a Montecitorio. Protesta motivata dalla carenza di chiarezza e trasparenza del decreto sugli appalti per la ricostruzione. Dimostrazione questa che gli abruzzesi, popolo rinomato per la loro forza d’animo e riservatezza durante il sisma, non si lasceranno certo soggiogare da promesse illusorie, ma daranno prova del loro coraggio con caparbietà nel far valere i loro diritti.
Antonio Alliva








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