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Adunata in Aspromonte del Gruppo Tattico Avanzato Paracadutisti della decima zona.

Scritto da on lug 16th, 2009 archiviato in Calabria, Cronaca, Reggio Calabria, Regionale. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

All’adunata sono stati presenti numerosi soci appartenenti alle Sezioni di Reggio Calabria, Cosenza, Catania e Siracusa, con in testa i loro rispettivi Presidenti. 

roccacastelloCome è tradizione, la Sezione di Reggio Calabria ha organizzato, anche quest’anno, per l’ultimo week end del mese di giugno, una uscita in montagna con bivacco notturno, senza alcun utilizzo di strutture organizzate, ma esclusivamente in totale autonomia e con ciò che ciascun partecipante è stato in grado di portarsi sulle spalle.

Invero, il giorno 27 giugno 2009,  fra i monti dell’Aspromonte – ed esattamente sull’altopiano dello “Zillastro”, in prossimità del Monumento, eretto anni addietro, all’interno di un’ampia pineta, per ricordare la cruenta battaglia ingaggiata l’8 settembre 1943 da 400 Paracadutisti appartenenti all’VIII Btg. del 185° Rgt. della Divisione Nembo contro 5.000 uomini del reparto anglocanadese Nova Scotia – sono accorsi, puntuali all’adunata, numerosi Paracadutisti appartenenti alla X Zona (Calabria e Sicilia) e, più in particolare, i Parà delle Sezioni di Reggio Calabria, Cosenza, Catania e Siracusa.

All’appello hanno risposto: Tommaso Daidone (Presidente e Consigliere X° Gruppo), Giovanni Bombarola, Pino Caruso, Salvo Caruso, Claudio Lino, Paolo Pettinato e Franco Siciliano (della Sez. di Catania), Vittorio Tranchina  (Presidente) e Pino Aprile  (della Sez. di Siracusa), Piero Preite (Presidente), Manuel Aquila, Ferruccio Caruso, Sante Longo, Mario Merola, Mario Pellino e Fulvio Terzi (della Sez. di Cosenza), nonché  Pino Perrone (Presidente), Giuseppe Arena, Gaspare Corduana, Nicola De Tullio, Francesco Giovinazzo, Gennaro Fera, Alfonso Mazzuca , Antonio Nucera, Francesca Parisi (Aggregata), Michele Petullà, Francesco Politi , Domenico Russo e Cosimo Sfrarmeli (della Sez. di Reggio Calabria). 

 Dopo l’alza bandiera, i Parà si sono suddivisi in squadre al fine di svolgere differenti attività: alcuni hanno approntato la zona bivacco installando anche i teli mimetici per l’accampamento (ai più anziani è stato consentito di montare comode tende attrezzate con brande da campo…), mentre altri hanno provveduto ad effettuare indispensabili lavori di manutenzione al Monumento.

 Il rancio è stato, come al solito, ottimo ed abbondante; anzi, questa volta i cucinieri, con le loro “mezze maniche al sugo aspromontano”, hanno veramente superato se stessi (più in particolare, il sugo, preparato col salame calabrese piccante e come magistralmente realizzato, peraltro velocemente, dal Paracadutista Giovinazzo, è stato veramente apprezzato da tutti!).

 Successivamente alla “pausa pranzo”, i Paracadutisti hanno effettuato una ricognizione nelle circostanti zone, tra splendidi boschi di faggio ed abete bianco, oltre che tra agrifogli ed aceri, sino a raggiungere Monte Misafumera (mt. 1390) dal quale hanno potuto osservare i luoghi interessati dalla marcia rievocativa svolta ogni anno nel mese di settembre, nonché i luoghi oggetto di destinazione dell’escursione da effettuare il giorno successivo, vale a dire la Valle delle Grandi Pietre.

 Rientrati al campo-base soltanto al tramonto, i Parà, dopo l’ammaina bandiera, non si sono risparmiati davanti ai formaggi locali, alle insalate ed alle grigliate di carne, rigorosamente “innaffiando” il tutto con ottimo vino messo a disposizione dal Presidente Perrone.

 Al calar della notte – alimentato il fuoco del bivacco e, nel contempo, dato fondo ai fiaschi di grappa – i Parà, come consuetudine, hanno intonato svariati canti ed inni militari di antica memoria.
Prima di ritirarsi nei loro sacchi a pelo, i Paracadutisti, raccolti in semicerchio innanzi al Monumento illuminato dalle torce, hanno reso omaggio ai caduti di ogni guerra e battaglia, recitando la Preghiera del Paracadutista mentre, in sottofondo, veniva suonato il silenzio fuori ordinanza.

Il giorno successivo, svegliati alle 6:30 con tanto di segnale di tromba, i Paracadutisti hanno fatto colazione e, subito dopo, hanno smantellato il campo per effettuare la seconda escursione programmata lungo la Valle delle Grandi Pietre e, più esattamente, in quella zona del Parco d’Aspromonte ricca di enormi conglomerati rocciosi a cui il vento e l’acqua hanno dato forme caratteristiche, meritando nomi particolari che richiamano le rispettive forme assunte, come Pietra Cappa (già oggetto di escursione in occasione del campo estivo del 2007), Pietra San Pietro, Pietra Tonda, Pietra Drione (‘Ndriuni), etc., tanto da essere anche motivo dell’assegnazione, alla valle in cui si trovano, del ricordato nome di “Valle delle Grandi Pietre”.

 Percorrendo ripidissimi assolati sentieri, tra eriche, lentisco, mirto, corbezzoli, castagni e lecci, nonché respirando forti fragranze fra cespugli di menta e di origano, i Parà, accompagnati per tutta la loro scalata dal maestoso volteggiare di alcuni falchi immersi nell’azzurro del cielo, hanno raggiunto Pietra Longa (mt. 817) e, successivamente, Rocca Castello (mt. 943) dalla cui sommità, quale miglior premio per il faticoso impegno, si è spalancato ai loro occhi un panorama mozzafiato.

 Scesi a valle soltanto nelle prime ore del pomeriggio e consumato il rancio, i Paracadutisti,  felici di aver potuto rivivere intensi momenti di fratellanza, in piena amalgama e come soltanto tra Parà sempre avviene, si sono lasciati salutandosi con un ripetuto e lungo “GHERI GHERI GHEZ”, l’onomatopeutico grido dell’aquila che, decisamente, hanno tutti fortemente lasciato echeggiare per le circostanti valli prima di ritornare a casa, alle rispettive famiglie ed alla vita di tutti i giorni.

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