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Il presidente europeo Jerzy Buzek sogna un’Europa unita, Ma i valori cristiani sono ancora la radice?

Scritto da Domenico Salvatore on ott 1st, 2009 archiviato in Editoriali. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

Il ritornello dei “valori cristiani” e Jerzy Buzek, presidente (polacco) del parlamento europeo

Piccolo ripassino necessario se non indispensabile, prima di entrare in argomento… Il fondatore del Cristianesimo è Gesù Cristo, divinità, Dio. E’ una religione monoteistica. E’ seguita nel mondo da due miliardi e cento milioni di fedeli. Il testo sacro è la “Bibbia”. Gli edifici del culto sono: tempio. abbazia, monastero, basilica, cattedrale, cappella, chiesa. Simbolo della religione; la Santa Croce. Storicamente il Cristianesimo  è nato in Terra Santa provincia romana della Giudea. L’Armenia fu il primo Paese ad adottarla; anche il primo ad erigere una cattedrale. Gli Stati Uniti, il Paese con più fedeli. In quanto fede religiosa, il Cristianesimo ha i suoi contenuti (dottrina). Questi, secondo la tradizione, si basano sulle rivelazioni di Dio al popolo di Israele (tradizione comune anche alla religione ebraica), sulla predicazione del Vangelo con la dottrina di salvezza di Gesù di Nazaret detto Il Cristo (“Unto da Dio”).Il concilio ecumenico è una riunione solenne di tutti i vescovi della cristianità per definire argomenti controversi di fede o indicare orientamenti generali di morale. L’etimologia del termine risale a ecumene, la “casa dove tutti viviamo”.Siamo figli della Repubblica. Qualcheduno della Monarchia. Chi non è andato mai al Catechismo alzi la mano. Patti Lateranensi, è il nome con cui sono noti gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d’Italia e lo Stato della Città del Vaticano sottoscritti l’11 febbraio 1929.

patti_lateranensiPresero il nome del palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi, che furono negoziati tra il cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e Benito Mussolini, capo del Fascismo, come primo ministro italiano.Il rapporto tra Stato e Chiesa era precedentemente disciplinato dalla cosiddetta «legge delle Guarentigie», approvata dal Parlamento italiano il 13 maggio 1871 dopo la presa di Roma. Nel 1948 i Patti furono riconosciuti costituzionalmente nell’articolo 7, con la conseguenza che lo Stato non può denunciarli unilateralmente come nel caso di qualsiasi altro trattato internazionale, senza aver prima modificato la Costituzione. Qualsiasi modifica dei Patti deve inoltre avvenire di mutuo accordo tra lo Stato e la Santa Sede. Il Concordato fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza della Santa Sede. Il nuovo Concordato stabilì che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale IRPEF, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l’approvazione del governo italiano. Inoltre, per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall’ufficiale di stato civile e produrre gli effetti riconosciuti dall’ordinamento giuridico italiano oltre a porre delle limitazioni al riconoscimento in Italia delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai tribunali della Chiesa che prima avveniva in modo automatico. Fu anche stabilito che l’ora di religione cattolica nelle scuole diventasse da obbligatoria a facoltativa, scelta che deve essere effettuata e comunicata all’atto dell’iscrizione all’anno scolastico successivo.

Periodicamente il dibattito, la discussione, si accendono sui vari temi etici, talora dettati da eventi contingenti come lo shock terroristico dell’11 settembre. Ora la bioetica. Ogni tanto vengono fuori gli uomini di Chiesa che rivendicano la tutela ed il rispetto dei valori cristiani, fenomeno non nuovo; valori della famiglia, dell’economia di mercato, della giustizia sociale. Nel 1907, il quarto figlio dell’arcivescovo di Canterbury da poco convertitosi al Cristianesimo scrisse un libro che suonava come un  grido di avvertimento ed un richiamo alla mobilitazione contro la trasformazione del cattolicesimo. Trasformismo che papa Ratzinger ha bollato come “relativismo” . Una religione senza dio, dove non c’ è più il sacerdote, ma il deputato; non c’ è più il profeta, ma il pedagogo. La riduzione del cristianesimo a  religione civile, costruita sui valori di un umanitarismo falso, che, alla prova dei fatti, si dimostra anche estremamente violento; che predica l’ abolizione della guerra, della pena di morte, il progresso, l’ amore universale, la buona morte, che in realtà è l’ eutanasia, e l’ uso di una lingua per tutti (l’ esperanto), ma dove non c’ è più posto  né per Gesù Cristo, né per la sua Chiesa. L’Italia come tutti sanno fa parte della Ue e dell’Euro. Si sta tentando da alcuni anni di varare anche la Costituzione europea ma gl’inciampi non mancano davvero. Il riferimento alla radici cristiane dell’Europa è rimasto assente nel Trattato Costituzionale. Benché sia molto presente nell’opinione pubblica. Si faceva notare che L’Europa  debba scongiurare, qualsiasi ipotesi di modello di società, che non sia ancorato alla tradizione storica e culturale dei nostri popoli; al fine di evitare ogni possibile deriva della cultura occidentale, pena l’acuirsi di crisi d’identità ed il conseguente rifiuto delle istituzioni europee da parte dei cittadini. Nella bozza della Costituzione Europea non figuravano i chiari riferimenti alle radici cristiane. Ricordiamo a noi stessi le sante crociate della buon’anima di papa Karol Wojtyla. Abbiamo letto con interesse che il presidente del parlamento europeo Jerzy Buzek, polacco anche lui, ex dirigente di Solidarnosc, ne abbia promosso un’altra.

La nuova invasione europea dell’Islam, pone tanti problemi. Essi si rifanno alla Carta dei diritti del Cairo. Una Carta rispettabile, per carità. Ma l’articolo 24 Tutti i diritti e le libertà enunciate nelle presente Dichiarazione sono soggette alla Shari’ah Islamica e l’articolo 25
La Shari’ah Islamica è la sola fonte di riferimento per l’interpretazione di qualsiasi articolo della presente Dichiarazione, per tanti deputati, sono opinabili Secondo gli ‘ulamā’ la Shari‘a consentirebbe la pena di morte in quattro casi: omicidio ingiusto di un musulmano, adulterio, bestemmia contro Allah (da parte di persone di qualunque fede) e apostasia (ridda) ciò nonostante viene invocata regolarmente per giustificare i casi di condanna a morte per omosessualità in stati come l’Iran, la Nigeria o l’Arabia Saudita. Domenico Salvatore

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