Ma la “gerbera” gialla è un fiore di profuma di valori morali ed ideali. All’incontro con le istituzioni ha partecipato l’Arma Benemerita dei Carabinieri. Il colonnello Pasquale Angelosanto, comandante provinciale ha parlato a braccio e sui temi della legalità ha risposto a tutte le domande degli scolari
REGGIO CALABRIA, SE ADRIANA MUSELLA ED I CARABINIERI DIVENTANO OTTIMI…”RIFERIMENTI” PER GLI STUDENTI DELLA GALILEO GALILEI
Domenico Salvatore

Adriana Musella e il colonnello Pasquale Angelosanto
Il potere politico italiano e quello giudiziario per una volta si so trovati d’accordo. Il ministero degl’interni ha riconosciuto distanza di 26 anni dall’omicidio, che l’ingegnere salernitano Gennaro Musella sia stato una vittima di mafia; ed ha comunicato alla famiglia i benefici di legge. Il professionista napoletano, Gennaro Musella fu ucciso a Reggio Calabria il 3 maggio 1982; disintegrato nell’esplosione della sua autovettura, una Mercedes benz. Un rapporto della Dda di Reggio Calabria ha addebitato il delitto di Musella ad un’associazione tra la ‘ndrangheta calabrese, capeggiata allora dal boss della ‘ndrangheta don Paolino De Stefano e la mafia catanese di Nitto Santapaola, nell’ambito dell’appalto per la costruzione del porto di Bagnara Calabra. L’annuncio del riconoscimento venne dato nel corso di una conferenza stampa, dalla stessa Adriana Musella figlia dell’ingegnere salernitano e presidente del coordinamento antimafia “Riferimenti”, che si è lamentata della “latitanza” delle istituzioni in questi 26 anni, A Gennaro Musella come abbiamo scritto a suo tempo su queste colonne è stata intitolata a Reggio Calabria la via, in cui avvenne l’attentato che ne provocò la morte. In tutti questi anni Adriana Musella eroina del nostro tempo, lo diciamo chiaro, forte e tondo, ha dovuto lottare contro tutto e contro tutti. Una donna sola, bambina, traumatizzata, ferita nel cuore e nell’anima ed abbandonata in terra “straniera”. E per giunta presa in giro. Ma Dio c’è! Il Dio di Abramo Isacco e Giacobbe, che le ha dato la forza di spostare le montagne dell’insensibilità umana. Un ministro di Dio (Don Luigi Ciotti) ed un giudice di Dio (Antonino Caponnetta) ed altri homines bonae voluntatis, sono stati vicini a lei. L’hanno sorretta, sostenuta ed incoraggiata, rinvigorita e rivitalizzata nello spirito e nel corpo. Sono tantissime le battaglie di civiltà e quelle contro la mafia portate avanti assieme agli altri, in questi duri anni.
Adriana Musella è stata premiata svariate volte con attestati di benemerenza, medaglie, diplomi, coppe e trofei, che testimoniano il riconoscimento ed il valore di questa donna dalla tempra eccezionale. Una donna-coraggio che ha saputo resistere ai turbini della vita. Nel tempo è diventata un simbolo della lotta contro la ‘ndrangheta; un simbolo di libertà per le donne non solo reggine e non solo calabresi. Ma Adriana Musella, non si è cullata sugli allori e sui riconoscimenti morali che comunque, aiutano e stimolano a nuovi traguardi. Ha continuato ed incrementato le sue battaglie. Una delle direttive su cui muoversi è la scuola. Un percorso didattico per indicare alle scolaresche la via maestra della lotta alla mafia. Per aiutarle a scoprire i valori ideali e morali. Compresi gli scolari della scuola media “Galileo Galilei”che sono arrivati presso la sede di Reggio Calabria, dove nel frattempo era arrivato pure il neo-comandante provinciale dei Carabinieri Pasquale Angelosanto che ha tenuto un incontro con gli studenti ed ha risposto alle loro domande. L’Alto Ufficiale dell’Arma ha parlato a braccio sui temi della legalità e si è sottoposto ben volentieri al fuoco di fila delle domande più variegate. In conclusione una visita guidata. Un incontro con le istituzioni; con la cultura. Spiegava la professoressa che ha accompagnato i ragazzi che si sia trattato di una presa di coscienza. E di responsabilità. Domenico Salvatore
A breve il video servizio in esclusiva su Melitoonline.IT e le altre fotografie dell’evento.
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