OGGETTO: Una grave situazione igienico sanitaria che peggiora giorno dopo giorno e continua a preoccupare sempre di più la popolazione di Lazzaro del Comune di Motta San Giovanni (RC), in particolare gli abitanti della contrada Oliveto.
E’ proprio vero. Non c’è pace nella contrada Oliveto di Lazzaro. Puntualmente ogni fine settimana si registra l’intensificazione di scarichi di acque fognarie inquinate, prodotte dal mal funzionamento del depuratore dell’Oliveto e scaricate a cielo aperto nel sottostante torrente.
Infatti, le acque inquinate, puzzolenti e nauseabonde, sversate all’interno del suolo recintato ove ricade il depuratore, come si evince dai documenti fotografici e video eseguiti nei giorni di sabato, domenica e lunedi u.s., raggiungono a cielo aperto l’alveo fluviale attraverso il cancello lato mare e si miscelano con le nere acque torrentizie anch’esse inquinate, che dopo aver percorso a cielo aperto l’alveo fluviale per circa 500 metri sfociano nel mare.
Quali veleni si scaricano nel torrente Oliveto?
A tal riguardo questo Comitato ha più volte evidenziato ad alcune Istituzioni l’opportunità di eseguire delle analisi di laboratorio sulle acque torrentizie e sulla sostanza depositata nel tratto fluviale percorso dalle stesse acque, per individuare le sostanze contaminanti e risalire alla fonte inquinante. In merito nulla si sa.
In considerazione del persistere della preoccupante situazione sanitaria, non potendo escludere che si potrebbe trattare di materiale a rischio ambientale, ieri lunedi 9 novembre è stato richiesto a mezzo fax l’intervento dell’Agenzia regionale scientifica dell’A.R.P.Cal di Catanzaro e del Dipartimento provinciale di Reggio Calabria.
L’inquinamento provocato dagli impianti di depurazione dell’Oliveto e di San Vincenzo di Lazzaro è stato da oltre un decennio ampiamente e ripetutamente segnalato dallo scrivente comitato agli Organi preposti. Tuttavia, sebbene la competente A.R.P.A.Cal e il locale Dipartimento di Prevenzione Area di Sanità Pubblica della Regione Calabria, abbiano certificato il cattivo funzionamento dei due depuratori, nonché fatti dannosi per l’ambiente e per la salute della cittadinanza prodotti dagli stessi impianti, gli Enti competenti opportunamente attivati dai precitati uffici, invece di adottare tempestivamente i dovuti provvedimenti, continuano a perdere tempo, facendo girare a vuoto le carte, disponendo ancora accertamenti, che tra l’altro comportano l’impiego di risorse, che potrebbero essere utilizzate per soddisfare altre esigenze .
In merito al cattivo funzionamento del depuratore dell’Oliveto, recentemente il Dirigente Generale della regione Calabria – Dipartimento Politiche ambientali, dott. Giuseppe Graziano, a cui va il nostro vivo ringraziamento per l’ attenzione e la particolare sensibilità dimostrate verso la situazione di degrado ambientale nella località Lazzaro, segnalata dallo scrivente comitato, con riferimento al depuratore dell’Oliveto ha comunicato tra l’altro, ad alcune Istituzioni e a questa associazione, che lo scorso mese di ottobre l’A.R.P.A. Cal del Dipartimento di Reggio Calabria ha segnalato vistosi scostamenti dello scarico dai limiti tabellari di legge. Sul punto lo stesso dirigente Generale riteneva indispensabile che le Autorità preposte al controllo adottassero i provvedimenti sanzionatori conseguenziali agli accertamenti analitici.
Se pur grave l’inerzia omissiva degli Enti preposti ad intervenire, ancor più grave appare la mancata comunicazione alla popolazione sui provvedimenti che si intendono adottare per far cessare i gravi inconvenienti igienico sanitari che da anni minacciamo permanentemente la salute della collettività
PER QUALE MOTIVO NON S’ INTERVIENE?
E’ opportuno evidenziare che se in dieci lunghi anni tale problematica non è stata risolta pur avendo utilizzato denaro pubblico per oltre 100 mila euro, ci domandiamo, atteso che i depuratori sono come le macchine che col tempo andranno in tilt, cosa accadrà un domani se nell’attuale sito posto a pochi metri dalle abitazioni si realizzasse un nuovo Polo depurativo che dovrebbe convogliare tute le acque fognarie del Comune di Motta?
L’Amministrazione comunale deve necessariamente mettere da parte tale assurda idea e adoperarsi, invece, con urgenza per far funzionare a regola d’arte i tre depuratori esistenti sul proprio territorio, provvedere alla sostituzione dell’intera vetusta e fatiscente rete fognaria, realizzare i pozzetti fognari a norma di legge per impedire che chiunque possa abusivamente allacciarsi alla rete fognaria e scaricare liquami di ogni tipologia mandando in tilt i depuratori per saturazione. Ripetiamo non si ravvede la necessità di un nuovo polo depurativo.
In ogni modo la situazione è davvero insostenibile e ci domandiamo se il cittadino per avere riconosciuto un diritto, il diritto alla salute, bene primario riconosciuto e tutelato dalla Costituzione Italiana che assurge a diritto fondamentale della persona, ed impone piena ed esaustiva tutela, deve ricorrere a manifestazioni di piazza, cortei e quant’altro.
Il ricorso a tali manifestazioni non rientra nello spirito dei componenti lo scrivente comitato perché riteniamo che la nostra azione non dovrà in alcun modo recare conseguenze dannose ad altre persone, le quali potrebbero essere interessate da problematiche ancor più gravi di quella da noi legittimamente rivendicata. Perciò continueremo a lottare nelle opportune sedi Istituzionali.
A ben riflettere sulla vicenda, inevitabilmente si riscontrano dei comportamenti di alcuni soggetti preposti alla tutela della salute pubblica e dei diritti dei cittadini che appaiono quantomeno illogici e contradditori poiché da una parte c’è chi si adopera per studiare nuove armi (le vaccinazioni) che possono evitare malattie molto serie e dall’altra c’è chi emette o comunque permette di emettere nell’atmosfera, nel suolo e nel sottosuolo sostanze nocive per l’organismo umano. Di conseguenza il rischio per la popolazione di andare incontro a serie patologie è decisamente alto, anche perché dall’aria provengono i pericoli maggiori per la salute dell’uomo, in particolare per la salute dei bambini.
In conclusione c’è da dire che, mentre a mare abbiamo le “navi dei veleni”, nell’entroterra abbiamo il Torrente ( e non soltanto il torrente) dei Veleni. Con la differenza che mentre nel primo caso gli interventi per evitare ulteriori disastri si presentano complessi, difficoltosi e costosi e forse impossibili da eseguire, nel secondo caso invece gli interventi sono di semplice esecuzione, in quanto basterebbe individuare e bloccare la fonte inquinante, facendo ricorso, come già detto, al semplice strumento delle analisi di laboratorio sulle acque torrentizie e quindi adottare i consequenziali provvedimenti.
Cogliamo l’occasione per estendere il nostro doveroso ringraziamento anche all’Assessore all’Ambiente della Regione Calabria prof. Silvio Greco per il notevole impegno profuso nella ricerca della nave affondata e per l’attenzione posta alle problematiche che interessano l’ambiente, soprattutto la regione Calabria, tra cui quelle segnalate dallo scrivente comitato.
Comitato Spontaneo “Torrente Oliveto”
Rappresentato da Vincenzo Crea








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