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Cinque rosarnesi in manette a Gioia Tauro.

Scritto da on nov 23rd, 2009 archiviato in Calabria, Cronaca, Gioia Tauro, Reggio Calabria, Regionale, Rosarno, Taurianova. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

ARRESTATI CON PISTOLA E PASSAMONTAGNA PRIMA DELLA RAPINA

Cinque rosarnesi in manette a Gioia Tauro.

GIOIA TAURO (RC). Alle 21 di sabato sera, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno tratto in arresto cinque giovani rosarnesi che stavano per compiere una rapina a mano armata alla sala giochi “Accademia Texas Hold’em” a Gioia Tauro, in via Corrado Alvaro.

Il rinvenimento più curioso è senza dubbio un CD contenente musica mp3, che i rapinatori stavano ascoltando durante l’azione con l’autoradio di una delle Fiat Panda. Sul CD, con un pennarello, era stato scritto il titolo “Misto ‘ndrangheta”. Tra le decine di canzoni sul CD, poche tarantelle e molte canzoni tutte con testi che celebrano l’”onore”, il “rispetto”, l’”omertà” ed esaltano le gesta criminali ed i fatti di sangue degli ‘ndranghetisti.

Il rinvenimento più curioso è senza dubbio un CD contenente musica mp3, che i rapinatori stavano ascoltando durante l’azione con l’autoradio di una delle Fiat Panda. Sul CD, con un pennarello, era stato scritto il titolo “Misto ‘ndrangheta”. Tra le decine di canzoni sul CD, poche tarantelle e molte canzoni tutte con testi che celebrano l’”onore”, il “rispetto”, l’”omertà” ed esaltano le gesta criminali ed i fatti di sangue degli ‘ndranghetisti.

L’operazione è stata avviata fin dal primo pomeriggio, quando alcuni Carabinieri,in transito sulla statale 18 tra Rosarno e Gioia Tauro, hanno notato una Fiat Panda nera che, dopo aver eseguito con circospezione alcune manovre palesemente illogiche, ha svoltato in via Corrado Alvaro, rallentando visibilmente davanti alla sala giochi. I quattro giovani a bordo dell’auto si sono fermati a fissare insistentemente l’interno del locale, come se volessero capire quante e quali persone vi fossero. Poi, sono ripartiti. I Carabinieri, insospettiti, hanno quindi atteso in posizione defilata, notando dopo non molto la Panda che ritornava, questa volta da un’altra direzione, ma sempre per soffermarsi nei pressi del locale. La scena si è ripetuta per più volte nella mezz’ora seguente e, in un caso, alcuni dei giovani a bordo dell’utilitaria sono scesi per passare a piedi davanti alla sala giochi, sempre guardando all’interno, ma senza entrarvi. L’auto si è quindi allontanata verso Rosarno, come se nulla fosse successo o stesse per succedere. I militari, tuttavia, hanno correttamente immaginato che quello a cui avevano assistito era un vero e proprio sopralluogo, verosimilmente effettuato per preparare una rapina al locale che, di sabato, in considerazione del gran numero di clienti, diviene un obiettivo davvero molto remunerativo. Nella convinzione che, di lì a poco, i giovani della Panda sarebbero ritornati, questa volta per compiere davvero la rapina, i Carabinieri hanno immediatamente chiamato rinforzi e predisposto un servizio di osservazione in abiti borghesi, per poter intercettare i rapinatori prima che giungessero sull’obiettivo. Contemporaneamente un altro gruppo di militari, composto da militari della Compagnia di Taurianova con il rinforzo di alcuni colleghi di Gioia Tauro, a bordo delle gazzelle blu, gravitava ad una certa distanza, pronto ad intervenire al momento opportuno, su ordine dei Comandanti, già sul posto a breve distanza dalla sala giochi.

I Carabinieri hanno trovato, nascosti in un vano ricavato sotto il sedile anteriore del passeggero della Panda con  i quattro giovani a bordo, una pistola calibro 7.65 di marca “Herstal” con otto colpi, di cui uno in canna, e quattro passamontagna di modello “Mephisto”

I Carabinieri hanno trovato, nascosti in un vano ricavato sotto il sedile anteriore del passeggero della Panda con i quattro giovani a bordo, una pistola calibro 7.65 di marca “Herstal” con otto colpi, di cui uno in canna, e quattro passamontagna di modello “Mephisto”

L’attesa è durata qualche ora. Come i Carabinieri avevano previsto, verso le 20.00 la Fiat Panda è ritornata, ma questa volta a bordo c’erano cinque giovani. L’auto ha compiuto ancora numerosi passaggi “di controllo”  nei pressi del locale e nell’area circostante, a dimostrazione che i rapinatori volevano sincerarsi che le vie di fuga non vi fossero interdette e che non vi fossero auto delle Forze dell’Ordine in zona. I militari, mimetizzati tra i passanti e tra il normale traffico, sono riusciti a non farsi notare e, anzi a capire che il gruppo disponeva di un’altra autovettura. Poco dopo, infatti, uno dei cinque è stato notato mentre effettuava, da solo, altri passaggi e soste a bordo di una seconda Panda nera, sempre molto “attento” a controllare il locale. In qualche caso, le due macchine si sono affiancate e gli occupanti si sono detti qualcosa. La presenza delle due auto, di cui una con un “osservatore”, che molto probabilmente si sarebbe tenuta a distanza mentre il commando di rapinatori avrebbe fatto irruzione nel locale, ha dato ai Carabinieri la certezza che, ormai, la rapina fosse imminente.

Pistola e passamontagna all'interno dell'auto.

Pistola e passamontagna all'interno dell'auto.

I militari, hanno allora effettuato un’intervento immediato, perfettamente coordinato tra tutte le unità. Le gazzelle blu sono piombate tra via Corrado Alvaro e la SS 18 e, assieme ai colleghi in borghese, hanno bloccato le due auto a pochi metri di distanza dalla sala giochi. I giovani  fermati hanno simulato stupore e sorpresa, reagendo infastiditi da quello che secondo loro era un controllo di polizia troppo “in grande” per loro che non avevano nulla da nascondere. La verifica dei documenti fin da subito ha confermato le intuizioni dei militari, perché alcuni dei fermati avevano  precedenti proprio per rapina. Sono quindi scattate le perquisizioni, con cui i Carabinieri hanno trovato, nascosti in un vano ricavato sotto il sedile anteriore del passeggero della Panda con quattro giovani a bordo, una pistola calibro 7.65 di marca “Herstal” con otto colpi, di cui uno in canna, e quattro passamontagna di modello “Mephisto”, fatti per nascondere completamente il volto, con tre piccoli fori per occhi e bocca. Quale fosse il ruolo dell’occupante dell’altra auto è stato subito chiaro per i militari: l’auto che guidava risultava infatti di proprietà di uno dei quattro pronto ad agire con l’altra Panda, a riprova che egli dovesse fornire supporto e coordinamento al gruppo. I cinque, quindi, sono stati tratti in arresto. L’insolita colonna di dieci autovetture, tra auto blu, auto civetta ed auto degli arrestati, si è fatta strada tra  la folla di curiosi che, attirata dalla spettacolare scena, si era assiepata nella zona letteralmente  bloccando il traffico sulla statale 18.

Alcuni degli arrestati, tutti rosarnesi, nonostante la giovane età, vantano un consistente curriculum criminale:

VARONE_FRANCESCO_1987

Francesco Varone, cl. 1987, bracciante agricolo con precedenti penali per rapina e reati in materia di armi,

CACCIOLA GIUSEPPE_1989

Giuseppe Cacciola, cl. 1989, idraulico,

PESCE_VINCENZO_1986

Vincenzo Pesce cl. 1986, bracciante agricolo già noto alle forze dell’ordine,

MACRI' SALVATORE_1988

Salvatore Macri’, cl. 1988, bracciante agricolo, con precedenti penali per rapina,

MICHELIZZI ANTONINO_1988

Antonino Michelizzi,  cl. 1988, magazziniere, con precedenti penali per ricettazione, rapina e reati in materia di  stupefacenti ed armi.

I rapinatori sono stati dapprima fotosegnalati, con l’acquisizione delle impronte, mentre il materiale e le autovetture sequestrati sono stati riordinati e catalogati. Il rinvenimento più curioso è senza dubbio un CD contenente musica mp3, che i rapinatori stavano ascoltando durante l’azione con l’autoradio di una delle Fiat Panda. Sul CD, con un pennarello, era stato scritto il titolo “Misto ‘ndrangheta”. Tra le decine di canzoni sul CD, poche tarantelle e molte canzoni tutte con testi che celebrano l’”onore”, il “rispetto”, l’”omertà” ed esaltano le gesta criminali ed i fatti di sangue degli ‘ndranghetisti. Titoli significativi come “A vinditta veni i luntanu”, “A mugghieri du capubastuni”, “Pi nu sgarbu all’onorata”, “Cu sgarra paga”, ed altri.

L’operazione, sicuramente un successo dal punto di vista operativo, ha consentito di scongiurare una rapina che poteva avere risvolti drammatici, soprattutto qualora i rapinatori avessero deciso di far uso delle armi all’interno del locale, dove erano presenti numerosi clienti.

L’operazione è stata avviata fin dal primo pomeriggio, quando alcuni Carabinieri,in transito sulla statale 18 tra Rosarno e Gioia Tauro, hanno notato una Fiat Panda nera che, dopo aver eseguito con circospezione alcune manovre palesemente illogiche, ha svoltato in via Corrado Alvaro, rallentando visibilmente davanti alla sala giochi.

L’operazione è stata avviata fin dal primo pomeriggio, quando alcuni Carabinieri,in transito sulla statale 18 tra Rosarno e Gioia Tauro, hanno notato una Fiat Panda nera che, dopo aver eseguito con circospezione alcune manovre palesemente illogiche, ha svoltato in via Corrado Alvaro, rallentando visibilmente davanti alla sala giochi.

I Carabinieri di Taurianova, con un  tempismo perfetto, sono riusciti a capire il momento più opportuno per intervenire, impedendo ogni reazione dei rapinatori. Probabilmente l’azione è stata così tempestiva da impedire che qualcuno dei rosarnesi potesse pensare di reagire con la pistola nascosta sotto il sedile, scongiurando gravi conseguenze.

 

Gioia Tauro (Reggio Calabria) 23 novembre 2009

2 Commenti for “Cinque rosarnesi in manette a Gioia Tauro.”

  1. Antonio scrive:

    Ragazzotti, in sovrappeso, senza istruzione e determinati alla violenza.

    Purtroppo di questi imbecilli ne siamo pieni anche a Melito.

  2. davide scrive:

    sono proprio 5 pir**. le canzoni della ndrangheta? ma da quale pianeta provengono?

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