Villa San Giovanni (26 novembre 2009). Un uomo di 56 anni P. C., è stato tratto in arresto dai carabinieri con l’accusa di stalking nei confronti dell’ex moglie. Insulti, pedinamenti, minacce, sono iniziati mesi fa, quando la donna ha messo la parola fine alla relazione con il marito.

il comando Compagnia
Ben quattro le denunce presentate recentemente dalla donna per gli atti persecutori subiti; lesioni personali, ingiurie, pedinamenti, continue chiamate al cellulare e perfino minacce con un’arma da fuoco. Uno schema che si è ripetuto nel tempo fino a ieri mattina quando la donna, a bordo della propria autovettura, mentre era inseguita e minacciata per l’ennesima volta dall’ex marito, ha rintracciato e fermato una pattuglia di carabinieri del Nucleo radiomobile in servizio di controllo del territorio, ed impaurita ed in stato di agitazione, ha chiesto aiuto e protezione ai miliari. L’inseguitore è stato in pochi istanti rintracciato e fermato dal personale della Benemerita. I carabinieri hanno ricostruito tutte le violenze subite nel tempo che sono emerse dalle varie denunce presentate dalla donna; l’ultima per lesioni personali e minacce con una pistola poi sequestrata dai militari. Un nuovo caso di stalking, vale a dire di atti persecutori e molestie prolungate nel tempo. I carabinieri hanno quindi tratto in arresto l’aggressore ed lo hanno associato presso la Casa circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il reato di stalking è entrato a far parte dell’ordinamento giuridico a febbraio 2009 e introdotto all’art. 612 bis del codice penale “atti persecutori”, espressione con cui si è tradotto il termine di origine anglosassone “to stalk”, (letteralmente “fare la posta”), con il quale si vuol far riferimento a quelle condotte persecutorie e di interferenza nella vita privata di una persona. Il reato si configura quando il reo ingenera stati ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.








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