LEONARDO SCIASCIA A VENTI ANNI DALLA MORTE
MERCOLEDI’ 16 DICEMBRE
CONVEGNO ALL’ISTITUTO D’ARTE GROTTAGLIE – TA-
Prolusione di Pierfranco Bruni del MiBAC

Pierfranco Bruni: “Soprattutto in questi giorni gli scritti di Leonardo Sciascia risultano di una forte attualità: dall’impegno civile agli intrecci culturali. Un intellettuale a tutto tondo in una contemporaneità politica e umana”
Organizzato dall’Istituto d’Arte di Grottaglie, in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, un incontro di studi per ricordare Leonardo Sciascia a venti anni dalla sua scomparsa.
Il convegno si svolgerà mercoledì 16 dicembre a Grottaglie alle ore 10,30 nell’accogliente Auditorium dell’Istituto d’Arte e proseguiranno con relazioni ed interventi, per tutta la mattinata. Sarà una intensa giornata di lavoro che vedrà protagonisti studiosi, docenti e studenti.
Dopo i saluti del Dirigente scolastico Luigi Pranzo, Roberto Burano Vicepresidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” aprirà i lavori. Seguirà la testimonianza di Pio Rasulo, professore emerito dell’Università del Salento, che parlerà di Leonardo Sciascia attingendo ai suoi ricordi personali. Successivamente sarà il professor Pierfranco Bruni, esperto del MiBAC, scrittore e studioso di Sciascia , a ricordare l’autore con una prolusione dal titolo: “Sciascia ovvero un pirandelliano gioco del destino nell’intreccio delle ironie”.
Seguirà una breve relazione della professoressa Greco Maria Teresa, docente di Italiano e storia e docente Isa su l’autore cui seguirà una serie di letture di brani tratti da opere di Sciascia che verranno letti da Fabio, Vanessa, Giuseppe, Maria Antonietta, Ilenia studenti dell’Istituto della quinta classe Indirizzo metalli, Francesca e Romolo quinta classe indirizzo ceramico, Barbara indirizzo pittorico e Paola indirizzo grafico, inerenti l’impegno civile e la poetica dell’autore, due percorsi che hanno dato vita ad un processo culturalmente omogeneo, ma che è stato fondamentale per capire una “certa” Italia sia sul piano politico che su quello culturale.
Alcune delle posizioni politiche di Sciascia, che lo hanno reso intellettuale “contro”, possono non essere condivise, ma nei suoi scritti ci sono sottolineature che danno il senso di un rapporto tutto giocato tra cronaca e mistero, tra ruolo della cultura e capacità di trasformare la politica non in una mera operazione di potere ma in una dimensione di valori. Sciascia è stato sì un contemporaneo ma è riuscito a vivere il “suo” tempo nel tempo della storia e la storia, non quella che offriva nei suoi scritti o mostrava attraverso la sua dialettica e la sua capacità di afferrare gli eventi, è stata una frantumazione di particolari, di elementi culturali e di modelli esistenziali. I personaggi che ha portato sulla scena hanno sempre un’anima ed i paesaggi che ha mostrato non sono solo dei luoghi geografici ma dei riferimenti esistenziali che hanno una penetrazione etica, morale e letteraria.
L’anima di tutti i suoi personaggi non è stata sempre un’anima cosi detta civile ma il più delle volte è emersa una coscienza enigmatica. Per Sciascia, uno scrittore calato nella profondità siciliana, il mistero è stato un’avventura, ma anche un destino. Una sicilianità che significa Mediterraneo. Un incrocio tra civiltà abbandonate sulle onde del Mare arabo, sulle colline, lungo i corridoi dei paesi del Sud, nelle piazze che si traducono in agorà, nel sospetto dei sogni, nella falsità delle ricchezze improvvise o improvvisate. In definitiva Sciascia ha avuto la consapevolezza che i personaggi e gli uomini si sentono aggrediti dal destino e dal peso delle avventure, ed il tutto in una rocambolesca messa scena nel teatro fittizio dei giorni. Di questo e di altro si parlerà a Grottaglie ricordando Sciascia.








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