OMICIDA-SUICIDA È EX GDF MALATO DA ANNI, ARMA ANCORA IN MANO
ASIAGO (VICENZA), 17 DICEMBRE 2009 – Forse la grave malattia, che l’aveva indotto a congedarsi dalla Guardia di Finanza e sopportata con tenacia per tre anni nonostante interventi chirurgici e terapie chemio, ha fatto scattare nella mente di Sergio Colella, 48 anni, la furia omicida contro la moglie e il figlio di 15 anni e poi portato a suicidarsi. Il dramma si è consumato all’interno di un’auto parcheggiata ai margini di un boschetto in località Campomulo, poco lontano dalle piste da sci da fondo di Gallio, sull’altopiano di Asiago, nel vicentino.
Nella tarda mattinata di oggi alcune persone dirette alle piste hanno scorto la vettura, una Opel Meriva, coperta di neve e ghiaccio; qualcuno si è avvicinato incuriosito pare da un finestrino rotto e da tracce di sangue e all’interno ha visto l’immagine di una tragedia. Al posto di guida il corpo senza vita di Rosa Finco, 54 anni, accanto quello del figlio Alessandro; dietro, riverso sui sedili, il cadavere di Colella. I carabinieri di Asiago, assieme ai colleghi di Thiene e del reparto operativo di Vicenza, hanno impiegato poco a capire cosa era successo; a ricostruire la scena di una vicenda che rientra nella triste e cruda casistica dell’omicidio-suicidio. Colella stringeva ancora tra le dita della mano la pistola semiautomatica di piccolo calibro. In canna un colpo pronto.
Secondo una prima ricostruzione, nel tardo pomeriggio di ieri l’ex finanziere avrebbe convinto la moglie e il figlio a fare in giro in auto e poi ad andare fino alle pista da fondo, nella vicina Gallio, con la scusa forse di vedere il cielo stellato. Un luogo di intimità, non scenario di tragedie. Alla guida Rosa, pare sposata da alcuni anni dopo una lunga e felice convivenza. Con sè Colella porta una piccola pistola, regolarmente denunciata; quella di ordinanza al momento del congedo l’aveva restituita. La vettura arriva al parcheggio, fa un’inversione e si pone come se dovesse tornare indietro. Ma a quel punto – sempre secondo quanto ricostruito – avviene il dramma: l’ex finanziere estrae l’arma e spara. Cadono in pochi attimi la moglie e Alessandro; poi l’uomo gira la pistola contro di sè e pone fine ai suoi giorni. Passa l’intera notte, con le temperature che vanno ben oltre i 10 sotto zero, e parte della mattinata prima della scoperta.
In un attimo la notizia si diffonde sull’intero altopiano, dove la famiglia era ben conosciuta. La donna gestiva una agenzia immobiliare a Gallio, mentre Alessandro è ricordato come un ragazzo solare, bravo a scuola. Da alcuni mesi era iscritto alla prima al liceo scientifico di Asiago. Sul posto, oltre ai carabinieri, il medico legale Andrea Galassi, il Pm e il comandante delle fiamme gialle di Vicenza, col. Antonio Morelli. Il sindaco di Gallio, Pino Rossi, ha parlato di una «tragedia terribile», di una famiglia molto unita «sempre disponibile a tutte le attività di volontariato». Il primo cittadino ha ricordato che nulla poteva far presagire quanto è accaduto e che il ragazzo spesso aiutava gli zii in macelleria. A Gallio è stato decretato da oggi il lutto cittadino fino al giorno dei funerali. (ANSA).








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