«Abbiamo privilegiato la sicurezza degli spettatori»: il presidente della Lega Calcio Maurizio Beretta spiega quali sono stati i criteri che hanno portato al rinvio di quattro partite in serie A tra sabato e domenica per il maltempo, rinvii che in alcuni casi hanno suscitato polemiche. «Il dato paradossale – ha aggiunto ai microfoni della trasmissione di Radiouno, Radio anch’io sport - è che il vero problema sono state le condizioni degli spalti ghiacciati e non del terreno di gioco. Abbiamo privilegiato la sicurezza di chi fruisce dello spettacolo calcio. Penso sia stata fatta la cosa giusta. Abbiamo seguito le indicazioni dei Gos e delle prefetture. Se si fosse giocato e qualcuno si fosse fatto male cadendo dagli spalti oggi staremmo parlando di cose peggiori. Il vero problema è che gli stadi italiani non sono adeguati e in linea con il resto d’Europa. Quello che è successo è un segnale d’allarme molto forte che non va sottovalutato: gli impianti non sono minimamente all’altezza». Il presidente della Lega ha spiegato che si è deciso «caso per caso, e infatti, dove si poteva giocare in condizioni di assoluta sicurezza, come a Roma, a Napoli o a Milano, si è giocato» Beretta ha sottolineato la necessità di avere «una generazione di stadi nuovi di proprietà delle società che possano gestirli». Facendo riferimento alla candidatura italiana per gli Europei 2016, il presidente della Lega ha evidenziato l’importanza della legge sugli stadi, già approvata al Senato e in discussione alla Camera. «La speranza condivisa - ha detto – è che la legge sugli stadi sia approvata. Il mio auspicio è che si possa ritrovare lo spirito per approvare la norma in modo che la legge consenta di costruire nuovi impianti senza far pagare al cittadino nemmeno un euro».
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