USCITO IN FRANCIA IL 23 DICEMBRE ‘LA REINE ET MOI’ DI NAHAID SARVESTANI
Roma, 28 dicembre 2009. «Quello che oggi colpisce profondamente è assistere al coraggio degli iraniani, degli uomini, delle donne, soprattutto di molti giovani. Il coraggio di scendere in piazza, di manifestare, pacificamente, il proprio dissenzo nonostante i pericoli, le continue minacce. Ne sono convinta. Saranno loro a cambiare il paese». È quanto ha confessato in una intervista esclusiva al settimanale francese ‘Point de vue’, Farah Diba, moglie dell’ultimo Shah di Persia, in esilio da oltre 30 anni a Parigi. Lo scorso 23 dicembre Farah Pahlavi ha festeggiato le sue nozze d’oro con l’uscita di un film ‘La Reine et moi’ di Nahaid Persson Sarvestani, regista di origine iraniana, con passaporto svedese, fuggita all’età di 17 anni dal suo paese. «Ho accettato senza esitare, 2 anni fa, la sfida propostami da Nahid, nonostante alcuni amici mi avessero messo in guardia sul suo passato di ‘comunista’ e rivoluzionaria – ha aggiunto nell’intervista Farah Diba- Molte cose, però, ci univano. L’esilio, la sofferenza, la morte dei nostri cari. Mia figlia Leila, suo fratello impiccato in Iran. Il desiderio di conoscere, di dialogare, pur non tradendo principi e opinioni non ci ha impedito di ottenere quello che io giudico un buon lavoro. L’Iran – ha proseguito – sta attraversando un periodo così difficile. Tutti gli iraniani, soprattutto quelli che vivono in eslio, dovrebbero unirsi per meglio capire e comprendersi». Farah Diba ha confessato «di non aver sempre approvato il film, come del resto anche la mia famiglia. Non accetto che di mio marito si elenchino solo gli aspetti negativi. La modernizzazione del paese sotto il suo governo è un dato innegabile, soprattutto nei confronti delle donne. Eppure si è tentato spesso di denigrare l’opera dello Shiah di Persia.

Farah Diba, moglie dell'ultimo Shah di Persia, in esilio da oltre 30 anni a Parigi. (Foto:i31.tinypic.com)
Oggi le cose stanno cambiando, è vero – ha continuato Farah Diba- purtroppo a causa degli orrori che si continuano a perpetrare in Iran e che sono sotto gli occhi di tutti. Non posso negarlo, sento nei confronti di mio marito un sentimento di profonda ingiustizia per il suo operato. Sentimento così difficile da accettare, una sofferenza che mi porto dentro da anni». «Non possiamo, però, accettare lezioni di morale da un paese che continua a lapidare e impiccare le persone sulle pubbliche piazze – ha continuato nell’intervista a ‘Point de vue’, l’ex imperatrice dell’Iran- che violenta i giovani nelle prigioni.
Per non parlare poi dei problemi legati alla droga, alla prostituzione. Situazioni insopportabili, inaccettabili. Nahid ha avuto il coraggio di filmare, con la telecamera nascosta, quanto sta accadendo nel mio paese. Ma sono convinta – ha concluso – che la situazione cambierà. Deve cambiare». (Adnkronos)








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