‘NDRANGHETA:ARRESTI; PIGNATONE, ACCANTONATE FAIDE PER AFFARI – REGGIO CALABRIA, 13 gennaio 2010 - «Avevano accantonato persino le faide sanguinose pur di gestire efficacemente gli affari legati ai traffici illeciti di armi e soprattutto di stupefacenti». Lo ha detto, incontrando i giornalisti, il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, in relazione all’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto di 27 presunti affiliati alle cosche della zona jonica reggina. L’operazione «Nuovo Potere» eseguita dai carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo e coordinata dal pm della Dda reggina Antonio De Bernardo, è servita a stroncare, secondo quanto riferito dagli investigastori, le attività delle cosche Pangallo-Maesano-Favasuli, avversarie negli anni ’90 del gruppo Zavettieri. Attività che hanno riguardato i territori dei comuni di Roghudi e Roccaforte del Greco, sciolti più volte per infiltrazioni mafiose, con sullo sfondo la longa manus degli affiliati alla cosca Morabito-Bruzzaniti di Africo Nuovo, imparentati con i protagonisti della faida di Roghudi e «mediatori» negli accordi di pacificazione. «Le indagini – ha detto ancora Pignatone – hanno permesso di riscontrare quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia, Carlo Mesiano, ‘battezzatò nella ndrangheta a Roccaforte del Greco, e di verificare le responsabilità legate al tentato omicidio del pregiudicato Teodoro Spanò, di 52 anni, e dell’omicidio di Antonino Pangallo, di 34 anni, indicati come esponenti della cosca Pangallo-Maesano-Favasuli. Fatti motivati da questioni di supremazia mafiosa». Secondo il Procuratore aggiunto di Reggio, Nicola Gratteri, già titolare dell’operazione Armonia che aveva messo nudo i tragici retroscena della faida di Roghudi, «l’organizzazione criminale, pur non dimenticando gli scontri sanguinosi avvenuti a Roccaforte del Greco, Roghudi e nella vallata del Melito, hanno tentato di rilanciare un nuovo potere mafioso, fine a se stesso, senza ‘famiglià e la cui unica regola era la soddisfazione degli affari illeciti. La cosca avrebbe beneficiato di collegamenti nella Val d’Ossola e in provincia di Verbania e trafficava armi acquistate in Svizzera». «Tra gli arrestati e gli indagati – ha concluso Gratteri – figurano personaggi come Paolo Attinà e Pietro Verno, già coinvolti nelle inchieste Bellu Lavuru e Onorata Sanità riguardanti le cosche del basso Ionio reggino e dei Morabito-Bruzzaniti». (ANSA).
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Le altre dichiarazioni
‘NDRANGHETA: MANTOVANO, LO STATO CONFERMA LA SUA PRESENZA IN CALABRIA = Roma, 13 gennaio 2010 – «A 24 ore dall’esecuzione delle 17 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti della cosca Bellocco, lo Stato conferma anche oggi la sua presenza in Calabria con la vasta operazione che ha portato ad eseguire 27 arresti di elementi legati alle cosche Zavattieri e Pangallo – Maesano – Favasuli». È quanto afferma il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. «Solo affermando il ripristino integrale della legge – sottolinea – che passa anzitutto dallo sradicamento della presenza mafiosa dal territorio calabrese, e quindi, nello specifico delle aree più esposte all’immigrazione clandestina come Rosarno, dall’espulsione degli irregolari, è possibile ricostruire il tessuto sociale a beneficio dei calabresi onesti e dei cittadini di origine straniera regolari, legittimamente desiderosi di integrarsi. Per l’operazione di oggi – conclude Mantovano – confermo gratitudine al Comandante Generale dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, e ai suoi uomini presenti sul territorio». (Sin-Bis/Col/Adnkronos)
‘NDRANGHETA: ALFANO, ULTIMI SUCCESSI DIMOSTRANO CHE LO STATO C’È = Roma, 13 gennaio 2010 - «Con le due operazioni portate a termine ieri e oggi nel territorio della provincia di Reggio Calabria e che hanno assicurato alla giustizia numerosi esponenti di spicco delle cosche locali, lo Stato ha segnato un nuovo e importante punto nella battaglia per il definitivo sradicamento, dalla nostra penisola, di ogni forma di criminalità organizzata». Lo afferma, in una nota, il ministro della Giustizia Angelino Alfano commentando i 27 arresti di uomini della ‘ndrangheta avvenuti oggi e i 17 eseguiti ieri a Rosarno ai danni di altrettanti affiliati della cosca Bellocco. «Continua il grande impegno messo in campo da magistrati e forze dell’ordine, supportati dalle incisive norme di contrasto fortemente volute da questo Governo e approvate dal Parlamento nell’ultimo anno. Un’antimafia dei fatti – prosegue il Guardasigilli – che si realizza in un punto di coniugazione ottimale fra acume investigativo e normativo, mirato a conseguire lo straordinario risultato di liberare il nostro Paese da ogni infiltrazione criminale». «Il mio plauso e la mia riconoscenza – conclude Alfano – agli uomini delle forze dell’ordine e della magistratura che compongono la squadra Stato». (Sin-Bis/Gs/Adnkronos)








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