OPERAZIONE “NUOVO POTERE”
L’indagine trae origine da un evento occorso l’8.04.2004, allorquando due sicari a bordo di una moto (in seguito risultata rubata) esplodevano numerosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di SPANO’ Teodoro cl. 1958, personaggio ritenuto legato alla vecchia cosca PANGALLO-MAESANO-FAVASULI operante in Roghudi e Roccaforte del Greco. Nella circostanza, SPANO’ scampava fortunosamente alla morte solo perché, in quello stesso luogo, transitava una pattuglia dei Carabinieri che si portava all’inseguimento dei due killer.
In data 28.09.2004, a Roccaforte del Greco, veniva ucciso PANGALLO Antonino cl 1970, detto “U chiumbinu”, personaggio di accentuato spessore criminale referente, all’epoca in cui veniva ucciso, per la Cosca PANGALLO-MAESANO-FAVASULI.

Operazione "Nuovo Potere". Gli arrestati
I due episodi inducevano la P.G. ad intraprendere una complessa attività info-investigativa finalizzata ad individuarne i responsabili e preordinata a delineare il nuovo assetto geo-mafioso in cui veniva a trovarsi il vasto territorio sul quale i due pericolosi sodalizi avevano imposto la loro influenza criminale.
I precedenti fatti di sangue, verosimilmente anche per la forte pressione esercitata dagli inquirenti attraverso ficcanti investigazioni, rimanevano isolati non conducendo alla riapertura di quella faida tra i predetti gruppi criminali che, conclusasi nel 1998, aveva mietuto svariate decine di vittime (c.d. “Faida di Roghudi”).
Le numerose attività investigative poste in essere hanno permesso di accertare, fra l’altro, come Roccaforte del Greco, piccolo comune aspromontano, sciolto ben due volte per infiltrazioni mafiose, sia storicamente caratterizzato da un’egemonia mafiosa di elevatissimo spessore criminale. I suoi pochi abitanti sono inoltre legati da vincoli di parentela (e delinquenziali) con gli abitanti di Roghudi, centro poco distante in cui operano le due cosche mafiose: ZAVETTIERI, da un lato e PANGALLO-MAESANO-FAVASULI dall’altro. Le due consorterie negli anni 1980-1990 sono state protagoniste di una lunga e sanguinosa faida cessata nel 1998 grazie alla mediazione del potente boss MORABITO Giuseppe detto “Tiradritto”, primula rossa del panorama mafioso ionico (così come emerso nell’ambito della vicenda giudiziaria scaturita in seguito all’operazione “Armonia”).
Orbene, le indagini svolte hanno consentito di accertare che, in seguito alla cessazione delle ostilità fra i due sodalizi criminali, pur continuando a sussistere a Roccaforte del Greco le predette compagini mafiose, i loro affiliati hanno dato di fatto vita ad un’unica organizzazione.
Ambiti d’elezione della nuova consorteria criminale erano, tra gli altri: il traffico di sostanze stupefacenti tra Roccaforte del Greco e la zona di Verbania; la gestione illecita degli appalti pubblici sul comune di Roccaforte; le estorsioni ed il traffico delle armi. Peraltro, al fine di porre in essere le su-elencate attività delittuose, la “rimodulata” organizzazione criminale non si tirava certamente indietro qualora si rendesse necessario perpetrare omicidi o altri gravi reati sulla persona.
Lo scenario criminale sopra descritto viene efficacemente sintetizzato da una frase pronunciata, all’interno di un’autovettura sottoposta ad intercettazione ambientale, da un accolito rimasto sconosciuto il quale testualmente afferma: “il nuovo potere non ha famiglia!” .
Detta frase – che ha dato appunto nome all’odierna operazione – rappresenta infatti la chiave di lettura di tutta la presente attività investigativa, delineando il peculiare riassetto organizzativo che ha contraddistinto le predette consorterie criminali operanti nel contesto “Roccaforticiano”, all’indomani dell’intervento pacificatore imposto dal Tiradritto.
L’attività investigativa ha inoltre permesso di accertare, in modo incontrovertibile, l’identità di uno dei killer che, in data 08.04.2004, attentava alla vita di SPANO’ Teodoro. Quest’ultima acquisizione, in particolare, ha richiesto un esame comparativo di tipo scientifico che ha implicato il confronto del DNA estrapolato dal casco indossato dal killer al momento dell’agguato con quello prelevato, con un astuto artificio, da uno degli indagati.
Le indagini poste in essere permettevano altresì di ricostruire un’importante contiguità tra alcuni dei personaggi oggetto delle presenti investigazioni e altri soggetti, originari di Roccaforte del Greco o zone limitrofe, ma residenti da diversi anni in comuni dell’Italia settentrionale, in particolare nella Provincia di Verbania, ove insiste un folto gruppo di affiliati che gestisce affari illeciti di rilevante entità (spesso proprio per conto delle cosche di Roccaforte del Greco), sia nel settore delle armi che in quello dello stupefacente.
Tra i personaggi mantenuti in costante osservazione nell’ambito della presente indagine figura anche un soggetto residente in Svizzera, a Briga per l’esattezza (località in cui, il 26.10.2006, veniva tratto in arresto il capo mafia MAESANO Fortunato, soggetto ampiamente noto alla Giustizia italiana, originario di Roghudi (RC) e reggente per molti anni della cosca Pangallo – Maesano). L’analisi incrociata delle conversazioni intercorse tra il predetto indagato ed altri accoliti abitanti in Italia, consentivano di ricostruire una serie di “contatti” che denotavano, in modo sufficientemente chiaro, nonostante il ricorso ad una terminologia criptica basata su vocaboli convenzionali, l’esistenza di un intenso traffico di armi posto in essere dai medesimi soggetti attraverso appunto la confederazione Elvetica (gli indagati parlavano di “cioccolate” per fare riferimento alle armi e di “cioccolate con le nocciole” intendendo armi e relativo munizionamento).
In tale quadro, come accennato, il GIP del Tribunale di Reggio Calabria, dr.ssa Kate TASSONE, accogliendo le richieste formulate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria emetteva Ordinanza per l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di 25 soggetti, disponendo invece gli arresti domiciliari per ulteriori 2 indagati
Al fine di acquisire ulteriori elementi investigativi e ricercare cose pertinenti ai reati contestati, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria emetteva specifico decreto di perquisizione con il quale venivano disposte ulteriori 14 (quattordici) perquisizioni nei confronti di altrettanti obiettivi ritenuti premianti.
Conferenza stampa parte 1 di 2
Conferenza stampa parte 2 di 2
5 sono gli irreperibili e attivamente ricercati dalle forze dell’ordine: Giuseppe Ceravolo, Francesco Romeo, Vincenzo Gullì, Teodoro Spanò e Massimo Idà
ELENCO DEGLI INDAGATI COLPITI DA ORDINANZA
CAUTELARE DI CUSTODIA IN CARCERE
| Nr. | GENERALITA’ |
|
![]() Attinà Mario ATTINA’ Mario, cl. 1977 |
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IARIA Domenico Carmelo, cl. 1975 |
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![]() MAESANO Salvatore MAESANO Salvatore cl. 1962 |
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![]() MANTI Paolo Giuseppe MANTI Paolo Giuseppe cl. 1956, |
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![]() MESIANO Andrea Pasquale MESIANO Andrea Pasquale cl. 1947 |
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![]() PANGALLO Domenico PANGALLO Domenico, cl. 1961 |
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![]() PANGALLO Francesco PANGALLO Francesco, cl. 1974 |
|
![]() PANGALLO Francesco PANGALLO Francesco cl.1975 |
|
![]() PANGALLO Giovanni PANGALLO Giovanni cl. 1963 |
| 10. |
![]() PANNUTI Antonino PANNUTI Antonino cl. 1967 |
| 11. |
![]() PIZZI Bruno PIZZI Bruno cl. 1963 |
| 12. |
![]() PROSCENIO Arnaldo PROSCENIO Arnaldo, cl. 1934 |
| 13. |
![]() PROSCENIO Domenico PROSCENIO Domenico cl. 1962 |
| 14. |
![]() ROMEO Girolamo ROMEO Girolamo, cl. 1979 |
| 15. |
![]() ROMEO Vincenzo ROMEO Vincenzo cl. 1968 |
| 16. |
![]() SOTTILE Carmelo SOTTILE Carmelo, cl. 1974 |
| 17. |
![]() SOTTILE Claudio SOTTILE Claudio, cl. 1978 |
| 18. |
![]() STELITANO Filippo STELITANO Filippo, cl. 1978 |
| 19. |
![]() TRAPANI Andrea TRAPANI Andrea cl. 1981 |
| 20. |
![]() VERNO Pietro VERNO Pietro, cl. 1962 |
ELENCO DEGLI INDAGATI COLPITI DA ORDINANZA CAUTELARE DI CUSTODIA AGLI ARRESTI DOMICILIARI
| Nr. | GENERALITA’ |
|
![]() IARIA Antonio IARIA Antonio, cl. 1972 |
|
![]() PARISI Antonio PARISI Antonio cl.1965 |






























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