ROMA. Rischia di dover lasciare Reggio Calabria il sostituto procuratore generale Francesco Neri, il magistrato che si occupato delle rogatorie internazionali per la strage di Duisburg. La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto nei suoi confronti la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale.

il sostituto pg Francesco Neri
La decisione è stata presa all’unanimità ”in seguito all’audizione del Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro”, come spiega una nota di Palazzo dei Marescialli. La pratica è stata segretata. A quanto si apprende al magistrato reggino sarebbe contestato di aver determinato tensioni nell’ufficio, oltretutto in un momento particolarmente delicato, e segnato dall’attentato esplosivo alla procura generale di Reggio. La Commissione sarebbe giunta alle sue conclusioni anche dopo aver esaminato più casi in cui il magistrato si sarebbe visto respingere dai collegi giudicanti richieste di patteggiamento, per pene giudicate troppo basse. Tra i fatti che sarebbero contestati al sostituto procuratore generale Francesco Neri c’è quello di avere avuto come difensore, nei procedimenti disciplinari avviati a suo carico, lo stesso avvocato che difendeva uno degli imputati per l’omicidio della guardia Luigi Rende, uccisa il primo agosto del 2007 nel corso di una rapina.
Nel processo, conclusosi il 3 marzo scorso con la conferma dei cinque ergastoli comminati in primo grado, Neri rappresentava la pubblica accusa e fu sostituito per decisione del procuratore generale Di Landro. Un’altra contestazione a carico di Neri riguarda l’avocazione del procedimento penale a carico del consigliere regionale della Calabria del Pdl Alberto Sarra, avocazione poi annullata dalla Corte di Cassazione. In precedenza un’analoga avocazione, riguardante sempre Sarra, era stata decisa dal pg Santi Cutroneo ed era stata annullata, anche in quel caso, dalla Cassazione. Non posso che prendere atto di questa decisione del Csm. «Cercherò di dimostrare le mie ragioni nelle sedi competenti – ha detto all’Ansa Francesco Neri – Non posso dire nulla. Non conosco le contestazioni che mi vengono fatte e di conseguenza non posso dire nulla nel merito».
”Per quanto mi riguarda ho portato alla Commissione del Csm il contributo che era mio dovere portare per il rispetto della verità. E questo con la massima serenità e senza alcuna forzatura da parte mia”. Così, invece, ha commentato il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro. «Si è trattato – ha aggiunto Di Landro – di una decisione da parte del Csm sofferta ma meditata e che non è assolutamente frutto dell’emozione del momento. I componenti della Commissione, peraltro avevano uno specifico fascicolo ed erano quindi a conoscenza, sia pure per grandi linee, dei fatti che riguardano Neri».









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