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Calcio: L’evoluzione tecnologica nel calcio si ferma a Zurigo

Scritto da Rosario Ligato on mar 10th, 2010 archiviato in 100esimo Minuto, Calcio, Cronaca, Regionale, Rubriche, Sport. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

Calcio: L’evoluzione tecnologica nel calcio si ferma a Zurigo

L’Ifab (International Football Association Board), ha detto No! Nel 124° General Meeting che si è tenuto a Zurigo sabato 6 Marzo corrente anno, l’organismo internazionale, istituito a Londra nel 1886, che è composto di soli 8 membri, integrato nella struttura della FIFA, che ha il potere di stabilire qualsiasi modifica ed innovazione delle regole del gioco del calcio a livello internazionale e nazionale, vincolando alla loro osservanza tutte le federazioni, organizzazioni ed associazioni calcistiche, che svolgono il calcio a livello professionale e dilettantistico, escluso il solo livello amatoriale, ha bocciato la proposta del pallone dotato di microchip integrato per stabilire se ha varcato una linea.
Noi umili tifosi, sostenitori dello sport più bello del mondo, ci domandiamo il perchè, in altri sport come Tennis e Hockey si fa ricorso al famoso occhio di falco mentre nel Calcio appare difficilissimo applicare un marchingenio in grado di rendere giustizia a tutto l’insieme.
Non ci sembra una buona soluzione lasciare alla discrezionalità dell’arbitro e al lontano occhio del guardalinee una grossa responsabilità come quella di assegnare o non assegnare un gol valutando se il pallone abbia varcato o meno la linea di porta. Non stiamo parlando della moviola i campo, che merita un discorso a parte, ma di un semplice microchip integrato.
Sull’introduzione della tecnologia nel calcio ci sono pareri discordanti in tutte le sedi e in ogni ambiente: bar, luoghi di lavoro, piazze, per strada, ognuno col proprio pensiero in merito, condivisibile o meno ma da accettare. Del resto, niente è sbagliato se non si ha la controprova che quello che viene detto non è giusto. Sicuramente la tecnologia non deve entrare nel calcio per sostituire gli aspetti umani, che sono la cosa che rende grande questo sport, ma per aiutare gli arbitri ai fini della regolarità del gioco. I signori che gestiscono questo meraviglioso sport devono sapere che tutti noi spettatori siamo più che convinti che gli arbitri sbagliano in buona fede, ma se sbagliano vanno aiutati con sistemi tecnologici che hanno solo il fine di migliorare e non deteriorare questo sistema.
Noi addetti ai lavori conosciamo benissimo i sacrifici che una squadra compie per raggiungere un risultato importante, partendo dal presidente che sborsa i soldi finendo al tifoso che non mangia pur di seguire la squadra e passando per il calciatore che si allena ogni giorno per migliorare le sue prestazioni, e ci sembra assurdo vanificare tutto questo per colpa di banali errori come il fuorigioco non sanzionato dall’arbitro Ovebro che ha permesso al Bayern di superare la Fiorentina nella partita di andata degli ottavi di Champions League o la mano di Henry nello spareggio per accedere ai mondiali in Sudafrica tra Francia e Irlanda. Ma ancora più assurdo è che questi disastri avvenuti sotto gli occhi di tutti sono passati inosservati agli occhi dei membri dell’Isab.
Non chiediamo la moviola in campo per interrompere il flusso del gioco dopo ogni fallo dubbio, ma chiediamo di applicarla in casi di gioco estremi come gli errori sopra menzionati. Del resto, se non vogliamo applicare la tecnologia al calcio, che senso ha garantire tutta la tecnologia possibile alle televisioni che riprendono il calcio? Capisco privilegiare l’aspetto umano: ma mentre tu sei umano e combatti a mani nude, chi ti dà torto sta usando il bazooka.

Rosario Ligato

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