Alle prime luci dell’alba i militari della Compagnia di Tivoli, con l’ausilio dei Carabinieri dell’8° Reggimento “Lazio”, hanno setacciato l’ex polverificio denominato “Stacchini” a Tivoli Terme, di proprietà di una società in liquidazione.
L’intera zona, di circa 60 ettari, è stata circondata dai militari che hanno effettuato una capillare ispezione di tutte le baracche presenti all’interno, procedendo al controllo ed all’identificazione di oltre 70 cittadini romeni, tra cui anche alcune donne e bambini, peraltro in crescente aumento a causa degli sgomberi dei campi nomadi della Capitale.
Sono in corso accertamenti per verificare l’esistenza di eventuali provvedimenti restrittivi nazionali o esteri a carico di alcune delle persone trovate all’interno. Per i militari si è prospettato dunque uno scenario già riscontrato in passato durante la quotidiana attività di controllo del territorio, ossia la vicinanza tra gli accampamenti, ove dimorano decine di cittadini romeni in condizioni di estremo degrado, ed aree rurali contraddistinte da folta vegetazione, con la presenza di rifiuti urbani e speciali.

Inoltre i Carabinieri hanno constatato, nell’area in esame, una situazione di estrema indigenza sotto il profilo igienico sanitario, in considerazione del fatto che alcuni tra gli stranieri fermati dimoravano all’interno di baracche di fortuna, in condizioni ai limiti della vivibilità ed in assenza di qualsivoglia servizio igienico, spesso in presenza di donne e bambini.
Il controllo a tappeto svolto dai Carabinieri di Tivoli dimostra come l’Arma mantenga costantemente elevato il livello di attenzione nei confronti degli insediamenti abusivi, che sempre più spesso si rivelano aree estremamente sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica. Infatti proprio l’altra notte, a seguito di un litigio tra gruppi di nomadi, i Carabinieri di Tivoli hanno arrestato 2 romeni ritenuti responsabili per aver incendiato 4 baracche di pertinenza di altri connazionali provenienti da campi nomadi della Capitale, recentemente sgomberati.
Nella mattinata di ieri, gli arresti sono stati convalidati ed il giudice del Tribunale di Tivoli ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi, sia per i precedenti penali sia perché gli stessi dimorano nello stesso insediamento abusivo dove si sono verificati i fatti e pertanto per il rischio di reiterazione del reato.
Roma 10 marzo 2010











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