Firenze 11 marzo 2010. La statua simbolo della civiltà toscana realizzata da Pio Fedi nel 1860 torna al suo splendore al primo piano di Palazzo Vecchio, grazie al restauro voluto dalla presidenza del consiglio comunale di Firenze e realizzato dagli studenti dell’Istituto d’Arte e Restauro Palazzo Spinelli. L’opera è stata presentata stamane dal presidente del consiglio comunale, dai presidenti della commissione pace e affari istituzionali, insieme alla curatrice dei musei civici fiorentini Serena Bini, al ordinatore del cantiere Franco Sottani, al professore Piero Frizzi, che ha guidato gli studenti nel restauro. L’opera fu donata da Vittorio Emanuele II di Savoia al municipio di Firenze per celebrare il plebiscito dell’11 e 12 marzo del 1860, con cui la toscana disse “sì” alla monarchia costituzionale (ancora regno di Sardegna e Piemonte, l’unità d’Italia, fu formalizzata l’anno successivo). La vittoria avvenne 366.571 voti toscani, come ricorda una delle iscrizioni presenti sul marmo e che il restauro ha reso pienamente leggibili. Domani venerdì si terrà nel Salone dei Ducento un convegno proprio sull’anniversario del Plebiscito, con relatore Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia.
Nell’occasione sarà anche presentato il volume dal titolo “Il 150° anniversario del Plebiscito in Toscana per l’unità d’Italia, la storia e l’arte”, curata dal presidente del consiglio comunale per la parte storica, mentre è di Anita Valentini la parte storico-artistica. Il presidente del consiglio comunale altre ad aver auspicato un ritorno della statua nel Salone dei Duecento, ha ripercorso la storia di questo importante anniversario e di ciò che significa l’11 marzo per Firenze e per tutta la Toscana. “Una data fondamentale, ha detto il presidente del consiglio comunale, nel quale la Toscana diventò protagonista nel processo politico che culminò, nel marzo del 1861, con l’Unità d’Italia. E Pio Fedi ha giustamente intitolato questa statua che oggi è stata riportata alla sua antica bellezza “Civiltà Toscana”, proprio per segnare questo momento storico.
Cesare Monteleone
Firenze 11 marzo 2010









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