C’eravamo anche noi all’aeroporto di Linate in occasione del viaggio di ritorno verso Reggio Calabria della Reggina dopo il posticipo in quel di Piacenza finito con il punteggio di 0 a 0.
Abbiamo incontrato Rocco Musolino amico e lettore di Melitoonline. IT, che da 30 anni segue la Reggina come radiocronista in una delle maggiori radio di Reggio Calabria come Radio Touring. Tra una pausa e l’altra aspettando il volo per la città dello stretto abbiamo chiesto a Rocco di manifestare il suo pensiero in merito alla situazione attuale della Reggina Calcio: ” Dobbiamo cercare di mantenere la categoria, è il nostro obiettivo primario. Ad agosto avevamo una grande squadra guidata da un grande allenatore. Pensavamo di fare un sol boccone di questo campionato ma non è stato così. Avevamo la squadra ma ci è mancata la mentalità per affrontare questo difficile campionato. Adesso tutto è cambiato, dobbiamo lottare per difendere la Serie B, categoria troppo importante per la nostra città.”
Parole sante quelle del radiocronista, siamo d’accordo con lui su ogni cosa, del resto, chi meglio di lui, che da anni segue da vicino la Reggina, può sintetizzare al meglio l’annata quasi fallimentare della squadra che rappresenta la nostra provincia.
La mentalità ha sicuramente fatto la differenza in negativo, del resto, una squadra che per anni lotta per la salvezza, seppur in Serie A, non può cambiare in modo totalitario il suo atteggiamento in campo, specie con una formazione composta da 5/6 elementi dell’anno precedente.
Pensare al passato, però, serve a poco, se non per correggere gli errori fatti. Come dice Rocco Musolino, il mantenimento della categoria è l’obiettivo primario della stagione, poco importa se molti tifosi rimarranno delusi. Dobbiamo essere consapevoli che la Serie B è una categoria importante, un lusso per una città del sud come Reggio Calabria. La serie A è stata un momento stupendo, un periodo magico che ci ha permesso di volare nelle emozioni, nei sogni, nell’immaginario della realtà, ma che non ci appartiene. La retrocessione l’abbiamo pagata a caro prezzo, più nella testa che in altro. Nessuno di noi era pronto per vincere dopo che per anni abbiamo lottato per non perdere. Si, la serie B è una categoria inferiore, ma nella vita come nel calcio e in qualsiasi posto ritenuto inferiore ad un altro, ci sono delle persone superiori. Noi tutti, tifosi, dirigenti, calciatori, stampa, abbiamo conosciuto realtà diverse dalla Serie A, sulla carta inferiori, ma ci siamo dovuti inchinare alla superiorità di Pinilla, di Mastronunzio, di Caracciolo, di Ardemagni, di Ruopolo, di Sgrigna, di Antenucci, di Iunco, di Coralli, di Eder, solo per citarne alcuni. Calciatori che solo 12 mesi orsono molti di noi snobbavano.
Dopo un 1:30 h di volo arriviamo all’Aeroporto Dello Stretto. Il viaggio in compagnia dell’amico Rocco Musolino termina con baci e abbracci e con l’augurio di rivederci presto, magari in momenti migliori per la nostra squadra.
Rosario Ligato








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