REGGIO CALABRIA. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha inaugurato questa mattina la sede dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L’immobile di viale Amendola che ospita l’agenzia nazionale è stato messo a disposizione dal Comune. Dopo il consueto taglio del nastro, il ministro ha visitato il locali dell’importante struttura statale che sarà diretta dal prefetto Alberto Di Pace.

la sede dell'Agenzia nazionale
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il prefetto della Provincia Luigi Varratta il sindaco Giuseppe Scopelliti, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il procuratore generale Salvatore Di Landro, il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone, il sottosegretario all’Interno Francesco Nitto Palma, il capo della polizia Antonio Manganelli, il comandante generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli e della Guardia di Finanza Cosimo D’Arrigo. Ed ancora, il questore Carmelo Casabona, il comandante provinciale dell’Arma Pasquale Angelosanto, della Guardia di Finanza colonnello Alberto Reda, dei vigili del fuoco ingegnere Claudio Manzella e il direttore marittimo della Calabria capitano di vascello Vincenzo De Luca. «E’ molto positivo ed è un segnale che ho colto con grande favore che la Camera dei deputati abbia approvato all’unanimità il decreto legge del Governo sull’istituzione dell’Agenzia per i beni confiscati alla criminalità organizzata. – ha detto il ministro dell’Interno – Tutti, destra e sinistra insieme alle istituzioni, governo centrale e governi locali, devono unire gli sforzi per contrastare e sconfiggere definitivamente la criminalità organizzata. E quello di oggi, con l’inaugurazione dell’Agenzia per i beni confiscati, segna in questo senso un passo decisivo. Noi siamo di parola. – ha proseguito Maroni – Abbiamo deciso di dare vita a quest’Agenzia nazionale e lo abbiamo fatto.
Oggi è una giornata importante perché grazie all’impegno del sindaco Giuseppe Scopelliti, che ha messo a disposizione la struttura in cui ha sede l’Agenzia, viene consegnato a tempo di record questo immobile in cui viene ospitata la sede nazionale della struttura. E’ una giornata da incorniciare perchè rappresenta un fatto determinante nell’aggressione ai patrimoni della ‘ndrangheta e di tutta la criminalità organizzata. Siamo molto fiduciosi, insieme al direttore dell’Agenzia, prefetto Alberto Di Pace, sul ruolo che dovrà svolgere l’Agenzia per la gestione dei patrimoni mafiosi che non sono soltanto qui e in Sicilia, ma anche in altre regioni.
E per tale motivo l’Agenzia avrà anche sedi decentrate per potere intervenire meglio sui patrimoni presenti anche nelle singole regioni. – ha concluso Maroni – Questa è una battaglia di tutti». Parlando con i giornalisti a margine dell’inaugurazione dell’Agenzia, il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso ha detto: «Abbiamo l’Agenzia che gestirà i beni confiscati ed è un fatto positivo. Il problema adesso è la messa a disposizione degli strumenti e dei mezzi per potere bene operare. C’è tanta buona volontà ed è importante la collaborazione nella fase iniziale del sequestro, sancita nel decreto legge del Governo approvato dalla Camera e che attende adesso il si del Senato, tra Agenzia e autorità giudiziaria.
Si tratta di un dato importante che nel provvedimento di legge viene messo bene a fuoco. Una sinergia che è importante soprattutto nella prima fase del sequestro del bene in cui ci può essere un contenzioso a causa di eventuali ricorsi da parte dei proprietari degli immobili sequestrati. Il decreto approvato dalla Camera, comunque, è molto equilibrato e consentirà, se ne sarà mantenuto il testo, di ottenere il massimo risultato». Grasso ha riferito che «si sono fatte le prime riunioni per stabilire le linee guida dell’Agenzia e come si dovrà operare perchè bisogna affrontare tutta una sperimentazione nuova. Col ministro Maroni si è concordato di creare delle sedi distaccate per realizzare un miglior contatto col territorio. Il dato positivo è che abbiamo una legge che la Camera ha approvato all’unanimità. Aspettiamo adesso la pronuncia del Senato, ma siamo fiduciosi che il testo definitivo sarà quello che è passato alla Camera. Non credo che sarà cambiato visto che c’è stato un preciso accordo fra le forze politiche di maggioranza e di opposizione».










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