VIBO VALENTIA Prendono carta e penna e scrivono una lettera al neo presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti per denunciare il rischio concreto che la Regione non possa prendere parte a Torino fra poco più di un mese al Salone internazionale del Libro. “È da molti anni che, con modalità differenti, la Regione Calabria partecipa a questa manifestazione culturale nazionale, da tutti ritenuta la più importante del nostro settore. La Regione, qualsiasi sia la giunta in carica, ha sempre partecipato mettendo a disposizione degli editori calabresi un proprio stand, che ha consentito a tutte le case editrici made in Calabria, che lo hanno voluto, la possibilità di esporre e vendere la propria produzione libraria, nonché presentare le ultime novità; inoltre è sempre stata un’occasione per contattare nuovi autori e di affinare accordi commerciali con distributori e librerie”.
Questo quanto si legge in una nota a firma di Demetrio Guzzardi (Editoriale Progetto 2000), Domenico Laruffa (Laruffa editore), Franco Tassone (Qualecultura), Domenico Sancineto (Il Coscile), Franco Arcidiaco (Città del sole), Franco Alimena (Orizzonti Meridionali), Luigi Cipparrone (Le Nuvole), Franco Pancallo (Pancallo editore), Roberto Arillotta (Kaleidon), Caterina Di Pietro (Nuove edizioni Barbaro), Giuseppe Meligrana (Meligrana editore), Giovanni Spedicati (La Mongolfiera), Egidio Bevilacqua (La Dea editori), Antonio D’Ettorris (D’Ettorris editore), Settimio Ferrari (Ferrari editore) ed Alessandro Labonia (Csa edizioni). Gli editori calabresi scrivendo a Scopelliti sostengono che Domenico Cersosimo “forse troppo impegnato a curare nei minimi dettagli la spedizione dei Tir lombardi, ha “dimenticato”, prima di andarsene, di dare indicazioni per il rinnovo della partecipazione calabrese alla kermesse torinese. Con questo nostro appello le chiediamo di sopperire a tale grave “dimenticanza”. I tempi a disposizione, per prenotare lo spazio, sono molto ristretti (una settimana al massimo). Vogliamo sperare che lei, saprà come agire con efficienza ed efficacia”. Gli editori, certi di una positiva risoluzione della questione, chiedono un incontro al più presto per esporre tutte le problematiche del settore, ad iniziare dalla soppressione governativa delle tariffe postali ridotte editoriali, che di fatto minano la libera informazione e il pluralismo culturale. Un appello condiviso e condivisibile da parte di tutto il settore dell’editoria nel suo complesso.
Antonio Nesci





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