CAGLIARI, 10 maggio 2010 – Gli scarti di lavorazione, anche tossici, dell’ex miniera d’oro di Furtei sarebbero stati usati come materiale per la costruzione di un tratto della strada Carlo Felice, la statale 131 che collega Cagliari con Sassari, dal chilometro 41 al 51. Una inchiesta è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Cagliari (per ora senza nomi di persone indagate) in seguito alle indagini dei carabinieri del Nucleo ecologico (Noe) di Cagliari. Si notano rosse colate di ruggine dai pilaStri di un cavalcavia – ha denunciato il quotidiano Sardegna-E Polis – un ponte consegnato appena tre anni fa da una impresa romana. Mentre sotto vi è un rigagnolo composto da sostanze che tutto corrodono (le analisi hanno segnalato un Ph 2, alta acidità). L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Marco Cocco, è tesa a capire quali sostanze vi siano sotto il manto di asfalto della strada, quali detriti chimici capaci di corrodere anche i pilastri e portati dall’area della miniera di Furtei (che sarebbe dovuta diventare il Klondike sardo) dove si trovano le scorie di arsenico, cianuro, piombo e mercurio (sostanze usate per lavorare l’oro). (ANSA).








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