Calcio di serie D, La Rossanese sbanca il rettangolo dell’Hinterreggio ed incamera l’intera posta in palio in vista dei play off
Decide tutto, un’incornata storica, preziosa quanto il Millennium Star, del bomber Vignaduzzo intorno al quarto d’ora della ripresa, sugli sviluppi di un calcio piazzato, scodellato da Mancino dal settore di sinistra, lato ovest, con precisione millimetrica, sulla quale nulla ha potuto l’uomoragno Pratticò, autore di magistrali e plastici voli d’angelo a go-go. Poi il suo collega, Tarzan della jungle life è volato di liana in liana a ritmo di rock and roll. Le fortezze volanti B 52 locali, hanno bombardato, nonostante il granatiere Mimmo Zampaglione abbia lasciato uno stinco sul palo di sinistra
HINTERREGGIO-ROSSANESE 0-1, IL CLASSICO DERBY CALABRESE CALIENTE E RUVIDO, TUTTO IMPETO E PASSIONE APERTO ALLA TRIPLA, SPECCHIO REALE DI UN CAMPIONATO CHE COMUNQUE È DA INCORNICIARE PER LA SALVEZZA ACQUISITA DEI PADRONI DI CASA E LA SPERANZA DI PLAY-OFF PER I COSENTINI
I maghi della panchina le hanno tentate tutte. Lo stregone della formazione di casa Pasquale Sorgonà, dopo aver indossato la maschera antropomorfa di Halloween, danzando col suo bastone magico, ha passato il primo tempo a preparare filtri magici, incantesimi e formule. Lo shamano Francesco Costantino, nella ripresa ha cominciato ad agitare ossicini,mucchietti di cenere, amuleti e talismani. C’è voluta una pennellata di Michelangelo Buonarroti-Mancino, per rendere divino il gollonzolo del “Vigna”. Il povero Alfonso Guerriero aspettava con la pazienza del cinese sulla riva del fiume da un’ora. Poi le barricate di Milano
Domenico Salvatore
Reggio Calabria-16 MAGGIO 2010- Maggio, vive tra musiche d’uccelli. Ma gli ammutinati del Bounty, ogni santa domenica pomeriggio piova o nevichi, con la canicola o tiri vento sbarcano sempre a Tahiti, con o senza quadrante e sestante. A fare penitenza sui gradoni scomodi, freddi, ruvidi e semideserti. Il giorno di S. Cataldo (10 maggio) sparisce il freddo e arriva il caldo. Sarà, ma l’aria ancora è frizzantina. A maggio spogliati adagio, ma quasi tutti hanno già riposto nell’armadio, i panni invernali. Intorno è tutto un galleggiare di prati bianchi, verdi, gialli. Ce n’è per tutti i gusti. Cantava Wilma Goich a Sanremo…amore ritorna, le colline sono in fiore…Il manto erboso artificiale, purtroppo non può ospitare nemmeno una margheritina, un ranuncolo, un anemone, una viola. Ripara a tanto strazio e soccorre, un roseto ben curato ed annaffiato poco lontano ed alcuni arbusti di gelsomino autentici. Profumo di derby tutto calabrese. Odore di play-off per la Rossanese, Almeno uno spareggio per agguantarli. Non basterebbe l’eventuale successo sui cugini. Sarebbero necessari pure un paio di risultati decisamente favorevoli alla Rossanese. Nelle more a bordo campo si chiacchiera del più e del meno. Per esempio delle partite e dei punti buttati alle ortiche. Una stagione comunque esaltante. Manca solo la ciliegina sulla torta.
Entrambe le squadre puntano sul fattore tecnico. Buon per loro, che Giove Pluvio ed il re dei venti Eolo, appesantiti da nèttare ed ambrosia, ammanniti da Ebe e Ganimede, in quantità industriale, abbiano deciso di abbandonarsi fra le braccia di Morfeo. Il terreno di gioco è perfetto. Si può mangiare senza tovaglia. I preliminari, comprese le foto con le mascottes, strette di mano, abbracci, pacche e battutine, la dicono tutta sui rapporti di buon vicinato esistenti fra le due squadre. Ma sul campo la musica è ben diversa. Si comincia col fioretto. Zampaglione, Postorino, Traore, Niscemi e Laurendi, mulinano il brando, meglio di.Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Simone Vanni, e Stefano Barrera. Si passa poi alla spada. Potestio, Catalano, Vignaduzzo, Mancino e Tulli esibiscono stoccate del vasto repertorio, meglio di Alfredo Rota. Infine la sciabola con gli emuli di Alessandro Paroli.Come dire che ci sia spazio, vetrina e passerella per Peter Pan Ramunno, il più impegnato. Il Batman rossanese, alias Bruce Wayne deve correre alla Bat-caverna e prendere gli arnesi del mestiere per volare sui palloni che spiovono a getto continuo come i mortaretti alla Festa della Madonna. Zampaglione al 4°, Niscemi al 7° e Caputo al 9° minuto provano a spolverare i guantoni di Ramunno, portiere di notte, di razza. Che c’azzecca in questa categorie? In serie C, se non di più farebbe la fortuna di certe società.Catalano, Vignaduzzo e Mancino, non sono disposti a fare da comparsa e figurante. Benché Anna Magnani, Marilyn Monroe, Walter Chiari, Humphrey Bogart, Greta Garbo, Vittorio Gassmann e tantissimi altri, abbiano cominciato così. Praticò tira fuori i denti e le unghie per difendere i pali e la rete sulle loro sventole dalla media distanza. C’è quel Catalano, che possiede due candelotti di dinamite al posto del piede destro. Sgancia due missili terra-aria della serie Pershing e Cruise, dalla rampa di lancio al 7° ed al 24° minuto del primo tempo. Due perle di… Labuan che farebbero innamorare Sandokhan.
Il pipelet locale, ha indossato subito i panni di James Brooke ed ha smanacciato alla meglio in calcio d’angolo. Così la ghiotte occasioni da rete, belle ed affascinanti quanto Lady Marianna Guillonk, sono sfumate come le sigarette di Yanez de Gomera . L’astina di mercurio dell’adrenalina ha un picco da Machu Picchu al 32°, quando il granatiere Catalano, la “folgore dell’Andalusia” scarica una cannonata di violenza inaudita. Saranno stati una quarantina di metri. Beato mister tritolo, che si può permettere questi lussi. La sfera di cuoio tocca terra ad una decina di metri dalla porta difesa da Praticò e s’impenna come le montagne russe al Luna Park. Non c’è tempo per disegnare la sagoma come Michael Schumacher alla parabolica di Monza. Si scatafascia d’istinto e riesce a spruzzare con la punta del guantone il cuoiame, che sibilando e gemendo fa la barba al palo, shampo, frizione e capelli, manicure e pedicure. Per tutto il primo tempo le squadre si guardano in cagnesco. Nella ripresa la musica non cambia. Impressionano le geometrie perfette, eleganti, armoniose, profonde. Due bei modelli di gioco spumeggianti ed effervescenti come l’Alka selzer e la Citrosodina.
I pochi impagabili spettatori, colpiti dal virus…pallonaro non hanno il tempo di fare boccucce e spallucce, né di mettersi con le gambe a cavalcioni, rigirarsi i pollici o grattarsi la testa. Chi vuole può fare en plein di emozioni, souspence, brividi e fremiti. In media ogni cinque minuti c’è uno scontro aereo ed una rotta di collisione. Quintini, Sinicropi,Caridi, Bilotta e Caputo da una parte; Accaduto, Carrozza, Giuffrida, Morano e Mancini dall’altra alzano steccati e palizzate incrollabili. Non si passa nemmeno con l’M 113. Ma il presidente silano, Alfonso Guerriero non fa una piega. Ritto sul ponte del suo Peqod come il capitano Achab, la gamba di legno ben piantata sul tavolaccio rosicchiato, aspetta pazientemente che passi Moby Dick, per arpionarla. Una fede forte quanto quella del centurione di Cafarnao, che sposterà le montagne. Frattanto i tifosi ospiti salgono in cattedra. Meritano un encomio solenne mentre in sottofondo le fanfara canta e suona La canzone del Piave e l’Inno Nazionale. Son partiti da sotto il Pollino e traversato la Sila, le Serre e l’Aspromonte. Nonostante il calvario dei cantieri autostradali, per assistere, incoraggiare e sostenere i loro beniamini. Bardati nei loro colori sgargianti e nelle divise variegate, hanno gridato per tutta la gara. Ma soprattutto hanno urlato più di Placido Domingo, Josè Carreras e Luciano Pavarotti quando cantano “All’alba vincerò”. Una “retucola” piccola così, ma che vale oro colato. Capitan Caridi & soci, ovviamente non ci stanno a perdere questa gara e si ributtano nella mischia lancia in resta. Vogliono chiudere la bella stagione, consacrata con una salvezza anticipata e belle soddisfazioni in casa e fuori, col botto. Ma la forza del destino è stata più forte. La battaglia, è stata avvincente come le telenovelas di Veronica Castro e Grecia Colmenares, grazie anche ad un arbitro che a nostro avviso meriterebbe la serie A. Il signor Stefano Raciti da Acireale, ha tutti i requisiti: scatto, velocità, senso della posizione, sincronismo nella corsa, dialogo coi giocatori e con la stampa, cuore di leone, grinta di tigre, memoria di elefante, passo di gazzella, applicazione armonica del regolamento e così via. Non siamo ad Oxford, Harward né a Cambridge ma riteniamo di assegnargli il massimo dei voti e lode. Finiamola di promuovere ronzini e brocchi e raccomandati di ferro a calcioni nel c…I collaboratori erano altrettanto mostruosi Nel rush finale i reggini si sono tuffati nella mischia con la residua birra che avevano in corpo, per acciuffare almeno il pareggio, ma è mancatala necessaria lucidità. E soprattutto è mancata il bomber Zampaglione, costretto a giocare all’ala per il noto infortunio che poteva costargli caro ed amaro. Un paio di staffilate, due frustate e qualche scudisciata sevono solo per far venire qualche incubo notturno al povero Alfonso Guerriero che negli ultimi minuti ha sofferto le pene di Giobbe.In zona recupero c’è ancora qualche infortunio ed i crampi in agguato. Il segno che nessuno volesse perdere e nemmeno pareggiare. Ma l’Hinterreggio quest’anno ha sempre giocato su questi standard. Certe volte, ha raccolto tanto; ed a volte, nemmeno le briciole.Questo è il momento dei consuntivi ma pure delle vacanze, bagordi, crapula, sciala e fa’ festa; al mare od ai monti. Ma anche delle chiacchiere di mercato. Domenico Salvatore
IL TABELLINO E LE PAGELLE DI DOSA
L’HINTERREGGIO:
Praticò 7, Quintini 7, Sinicropi 7, Caridi 8, Bilotta 7, Caputo 7, Zampaglione 8, Postorino 7, Traore 7, Niscemi 7, Laurendi 7
LE SOSTITUZIONI Minniti, Cotroneo, De Marco
LA PANCHINATiziano, Cutrupi, Pacera, D’Agostino
L’ALLENATORE, Pasquale Sorgono 7
IL PRESIDENTE, Franco Pellicanò 7
LA ROSSANESE:
Ramunno 8, Accaduto 7, Giuffrida 7, Morano 7, Mancini 7, Potestio 7, Catalano 7, Vignaduzzo 10, Mancino 8, Tullio 7
LE SOTITUZIONI, Blaiotta, Calomino, Zicarelli
LA PANCHINA, Ebanista, Trovato, Granata, Vasso,
L’ALLENATORE, Francesco Costantino 8
IL PRESIDENTE, Alfonso Guerriero 8
IL MARCATORE, 15° della ripresa Vignaduzzo
ARBITRO, Stefano Raciti di Acireale, 10
Giuseppe Todisco di Catania 9
Claudio Bilardello di Marsala 9
Falli laterali 18-17; angoli 3-7;punizioni 15-18
Ammoniti, Niscemi (H), Carrozza e Catalano (R)
Spettatori un centinaio; terreno in ottime condizioni di gioco; pomeriggio di sole, “spazzolato” dalla corrente dello Stretto








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