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Che ne sarà del mare ……

Scritto da on mag 25th, 2010 archiviato in Calabria, Cronaca, Editoriali, Reggio Calabria, Regionale. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

….tra greggio e rifiuti.

C’era una volta un ambiente rilassante, sereno, emozionante, magico, rinfrescante, ma soprattutto pulito. Il mare.
Questo magnifico dono della natura è stato messo alla prova tante volte, troppe volte. Il mare è stanco e rischia di soccombere. La massa d’acqua che occupa circa i 2 terzi del mondo è seriamente a rischio. L’uomo è l’unico responsabile dei danni all’ecosistema marino. Le acque del mare sono diventate delle vere e proprie discariche.

Samuel Johnson diceva: “Quando gli uomini giungono a essere soddisfatti della vita di mare, non sono adatti a vivere in terra ferma”.  Il mare è sinonimo di libertà, Charles Baudelaire diceva: “Uomo libero, amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro.” Solo sul mare si è davvero liberi. Liberi di pensare, liberi di amare, liberi di scegliere la rotta da seguire, accompagnati da un vento amico che ti accarezza il volto come la  dolce mano di una donna.

Il mare è il miglior amico del pescatore:

La pelle arsa di sole e di salsedine,
t’avventuri sull’acqua o pescatore,
ferma la mano sul timone e fissi
l’orizzonte con l’occhio scrutatore.

Esposto ad intemperie, a notte infida,
lontano dalla terra in sonno avvolta,
tu oscuro eroe affronti ogni periglio
e speranzoso segui la tua rotta.

Ti sbalza l’onda, fischia forte il vento,
senti sul volto lo schiaffo del mare,
ma impavido ora getti le tue reti,
trovi la forza pure di cantare.

Che la fortuna premii il tuo coraggio
e soddisfatto possa rientrare
al tuo porto, in mezzo alla tua gente,
nel caldo d’una casa a riposare.   (Ignazio Amico)

Ci vorrebbe il mare è anche una canzone di Marco Masini. Ci vorrebbe il sale per guarire le ferite di questo mondo triste e infelice, afflitto da tanti problemi di ogni genere. Ci vorrebbe il mare che accarezza i piedi mentre si cammina verso un punto che non vedi. Ci vorrebbe un mare d’amore per poter cambiare l’inerzia di questo mondo da rifare.
Tra qualche mese arriverà l’estate 2010, i lavoratori dopo un anno di fatica non vedono l’ora di riversarsi sulle spiagge, le fabbriche chiudono, si torna al paesello, sotto l’olmo che li ha visti crescere, giocare con una pietra a forma di pallone. Già, il paesello che d’estate si riempie come un albero in primavera.

Che bello, si torna a casa, ognuno con una storia diversa, che fantastica storia è la vita:

“Mi chiamo Antonio e faccio il cantautore, e mia madre e mio padre mi
volevano dottore, ho sfidato il destino per la prima canzone, ho
lasciato gli amici, ho perduto l’amore, e quando penso che sia finita
è proprio allora che comincia la salita, che fantastica storia è la
vita!   (Antonello Venditti)

Come ogni anno, come ogni estate, le spiagge si riempiono di gente. Il mare però, è diverso, non è come ai vecchi tempi. I disastri petroliferi nel mondo si susseguono, la fuoriuscita di greggio dalle petroliere è enorme. Si contano decine di milioni di tonnellate di petrolio caduto in mare, i danni sono ingenti, l’ambiente marino è compromesso. Non è facile stabilire la quantità di idrocarburi che si perde ogni anno in mare, tuttavia le stime di tali perdite sembra si aggirino su una media di 4 milioni di tonnellate l’anno per tutto il pianeta e di 600.000 tonnellate per il solo Mediterraneo.

L’uomo è per natura egoista, non bada troppo al patrimonio geologico, guarda solo nelle proprie tasche, del resto il Dio Denaro è il motore della vita.

L’inciviltà ha superato ogni limite, il mare è diventato la discarica della terra:

è bene avere presente questi dati sui tempi medi di degrado, nelle acque marine, di alcuni dei materiali di cui si fa normalmente uso:
Bottiglie di vetro: indeterminato; Bottiglie di plastica: 1000 anni; Carte telefoniche: 1000 anni; Polistirolo:da 100 a 1000 anni; Accendino di plastica:da 100 a 1.000 anni; Lattine di alluminio: 500 anni; Tessuto sintetico: 500 anni; Assorbenti e pannolini: 200 anni;  Prodotti di nylon :da 30 a 40 anni; Cotton-fioc: da 20 a 30 anni; Buste di plastica: da 10 a 20 anni; Mozzicone di sigaretta: da 1 a 5 anni; Gomma da masticare: 5 anni; Buccia di banana: 2 anni; Stoffa e
lana: da 8 a 10 mesi; Rivista di carta patinata: da 8 a 10 mesi; Fiammifero: 6 mesi; Torsolo di mela: da 3 mesi a 6 mesi; Fazzolettino di carta: 3 mesi; Sigaretta senza filtro: 3 mesi; Quotidiano: 6 settimane; Buccia di frutta: 1 mese.

C'era una volta un ambiente rilassante, sereno, emozionante, magico,rinfrescante, ma soprattutto pulito. Il mare.

Per non parlare delle navi rifiuti, le cosiddette navi a perdere, imbarcazioni da far inabissare nella profondità delle acque con il loro carico di rifiuti tossici. Scorie radioattive da smaltire illegalmente con un metodo che fruttava un giro di affari di milioni di euro. E il risultato qual è? Nel basso mediterraneo i casi di tumore sono aumentati in maniera esponenziale. Non abbiamo le prove che ci sia un nesso tra le 2 cose, ma una cosa è certa: in Calabria è allarme tumori.
Per quest’anno in Calabria sono quattro le località dal mare pulito, dalle acque limpide e dai migliori servizi amici dell’ambiente. Questi sono i parametri di valutazione in base a cui la Fee (Fondazione per l’Educazione Ambientale) ha riconosciuto le Bandiere Blu 2010 a Cariati-Marina di Cariati (Cosenza), Cirò Marina-Punta Alice (Crotone), Roccella Jonica, Marina di  Gioiosa Jonica (Reggio Calabria).

Un dato preoccupante e che deve far riflettere tutti.

Rosario Ligato
 
 
Reggio Calabria  25 maggio 2010

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