Gianfranco Ribolzi: «Con noi settore turistico mai in crisi»
Il presidente della Fenait alla conferenza stampa di presentazione del 32° Congresso mondiale del naturismo
Lunedì 14 giugno si è tenuta al Villaggio camping di Pizzo Greco (Isola Capo Rizzuto – Kr) la conferenza stampa di presentazione del 32° Congresso mondiale del naturismo, in programma dall’8 al 12 settembre. Sono intervenuti il presidente della Fenait (Federazione italiana naturisti) Gianfranco Ribolzi, uno dei fondatori del camping Mario Samarotto, il vicepresidente della provincia di Crotone Gianluca Bruno, l’assessore alle attività economiche e produttive della provincia di Crotone Alessandro Carbone, l’assessore al turismo del comune di Isola Capo Rizzuto Guglielmo Liò e il responsabile dell’organizzazione del congresso Pino Greco.
In apertura della conferenza è stata data lettura del messaggio pervenuto dal deputato del Pd Elisabetta Zamparutti, firmataria della più recente proposta di legge di regolamentazione della pratica del naturismo in Italia.
L’intervento del presidente Ribolzi ha riguardato l’essenza dello spirito naturista, come filosofia di vita, fondata sul rispetto totale per se stessi e per gli altri, a partire dal proprio corpo.
I naturisti sono contro le droghe, contro l’abuso di alcol e di fumo, contro la discriminazione sessuale e per il rispetto totale della donna nei rapporti interpersonali e familiari. «Per essere naturisti – ha detto Ribolzi – bisogna innanzitutto togliersi le mutande dalla testa, e poi tutto il resto. Abbandonare le sovrastrutture, i dictat imposti dalla società e ritrovare una nuova libertà, forse inconsueta, per vivere insieme in armonia». Il presidente non ha tralasciato l’aspetto commerciale della vita naturista, che con le adeguate strutture è in grado di fornire servizi e rispondere alle moderne esigenze della società: «Il naturismo non rifiuta il nuovo, anzi, abbraccia l’anima commerciale, più vicina ai giovani e al modo in cui sono cresciuti, con quei comfort che oggi un camping naturista è in grado di offrire. Ma l’imprenditore medio italiano è figlio di una cultura provinciale e deve avere qualche problema con la sessualità, se non riesce a cogliere l’enorme potenziale di sviluppo dello stile di vita naturista».
Non solo tende e roulotte, dunque, ma una vera macchina imprenditoriale. E del fronte business ha parlato Mario Samarotto, imprenditore e fondatore del camping nel 1984: «Per intraprendere un’attività come quella del camping Pizzo Greco bisogna avere la vocazione per l’investimento, come qualunque altro imprenditore, abbinata alla convinzione personale in merito al particolare stile. In genere, succede che un naturista con lo spirito imprenditoriale decida di mettere su una struttura commerciale, per rispondere a delle esigenze che sono anche personali. Per me è stato il contrario: ho fatto prima una scelta d’impresa. Poi sono diventato anch’io naturista».
Incentrato sul problema dei collegamenti territoriali e dell’anarchia che vige nelle disposizioni legislative, è stato l’intervento dell’assessore Carbone: «Pizzo Greco è un eccezione in Calabria. Per il resto siamo abituati a nascondere la testa sotto la sabbia, senza prendere posizioni ferme su questioni importanti, come quelle che riguardano lo sviluppo del territorio. Sul naturismo, ad esempio, meglio fare una legge sbagliata, sempre modificabile, piuttosto che soccombere all’incertezza del vuoto legislativo». Il vicepresidente Gianluca Bruno si è espresso in merito ai miglioramenti che andrebbero fatti sul territorio anche a livello comunicativo: «La cattiva comunicazione, o addirittura la totale assenza di informazioni impediscono di far venire fuori le cose positive che in Calabria esistono». In chiusura, l’assessore al turismo Guglielmo Liò ha portato i saluti del sindaco Carolina Girasole, assente per problemi familiari, e ha lanciato un appello alla provincia di Crotone: «Sarebbe un segnale importante emanare una delibera di consiglio congiunta tra il comune di Isola Capo Rizzuto e la provincia di Crotone, che appoggi la proposta di legge presentata in parlamento lo scorso marzo».
*** INTERVENTI
Gianfranco Ribolzi – Presidente Fenait
«La società è cambiata, le cose non stanno come negli anni Sessanta, quando vivere insieme nudi significava sperimentare una nuova libertà, sulla scia del fermento culturale rivoluzionario di quegli anni. Oggi è in atto un rinnovamento culturale nel modo di vedere le cose e anche il naturismo deve sapersi adeguare, mantenendo il proprio spirito di movimento sano, naturale ed educativo. La pratica della nudità in comune promiscua, propugna un modo di vivere in armonia con la natura, il cui fine è il rispetto di stessi, del prossimo e dell’ambiente naturale. Anche il semplice nudista, cioè colui che abbraccia la pura nudità, e non il nudismo etico (naturismo), fa una scelta importante, perché decide di abbattere il tabù della copertura dei genitali, permettendo a se stesso di recuperare la propria identità, la salute psicofisica e la temperanza degli istinti. Soprattutto, sceglie di gettare, oltre ai vestiti, la maschera dell’ipocrisia. Per essere naturisti bisogna innanzitutto togliersi le mutande dalla testa, e poi tutto il resto. Abbandonare le sovrastrutture, i dictat imposti dalla società e ritrovare una nuova libertà, forse inconsueta, per vivere insieme in armonia. Resta inteso che oggi il naturismo deve avvicinarsi all’ottica commerciale, che con le sue strutture organizzate offre l’indiscutibile vantaggio della sicurezza, di tutti quei servizi di cui l’uomo moderno non può fare a meno e che un naturismo altrettanto moderno non può permettersi di demonizzare. Per fare questo c’è bisogno di imprenditori capaci di assumersi la soglia del rischio iniziale, di uscire dalla provincialità della cultura economica italiana e guardare all’Europa, a paesi come la Francia e la Croazia. Ma l’imprenditore medio italiano è figlio di quella cultura provinciale e deve avere qualche problema con la sessualità, se non riesce a cogliere l’enorme potenziale di sviluppo dello stile di vita naturista».
Mario Saramotto – fondatore del Villaggio Camping Pizzo Greco
«La storia di Pizzo Greco ha inizio negli anni Ottanta, nel 1984, precisamente, quando il camping naturista di Isola Capo Rizzuto, Il Gabbiano, cambia gestione e i nuovi proprietari decidono di trasformarlo in un campeggio normale,‘tessile’ nel gergo naturista. I vecchi clienti e le associazioni, però, non vogliono rinunciare alla bellezza del posto che da anni ospita le loro vacanze naturiste. Così, insieme a loro, e all’incoscienza dei miei vent’anni abbiamo cercato una soluzione. La trasformazione del terreno che oggi costituisce il villaggio di Pizzo Greco è stato un processo graduale, con un margine di rischio notevole, visto il vuoto legislativo che tutt’ora rimane in materia di naturismo e visto il quasi totale abbandono del settore turistico calabrese. Tuttavia è stata fatta una scelta imprenditoriale, diversa, sicuramente, oggi si può dire lungimirante e all’avanguardia. Poteva esserci un effetto boomerang: un camping naturista, dotato di tutti i comfort e servizi per i clienti, immerso in un territorio che non riesce ad offrire altrettanto sugli altri aspetti delle vacanze organizzate (vedi la difficoltà negli spostamenti, la mancanza di mappe e opuscoli tradotti in più lingue, la scarsità di informazioni sui luoghi di cultura da vistare, e molto altro ancora), rischiava di chiudersi in una nicchia troppo stretta per poter far rientrare l’investimento iniziale. Eppure, nonostante la permanenza delle suddette difficoltà, la realtà di Pizzo Greco è riuscita a imporsi come eccellenza del territorio nazionale, e ad attirare clienti da tutte le parti del mondo. Quello che continua a mancare è il connubio tra il naturismo vissuto in Calabria e la valorizzazione del patrimonio artistico, enogastronomico e culturale di cui disponiamo, con il quale si avrebbero ricadute positive non solo nel settore, ancora d’elite, delle vacanze naturiste, ma in quello generale del turismo calabrese. Vent’anni fa ho fatto una scelta imprenditoriale, che solo in seguito è diventata convinzione personale, tanto da far abbracciare lo stile di vita naturista a me e alla mia famiglia. Bisognerebbe riuscire ad andare oltre il pregiudizio culturale, per riuscire a cogliere la bontà di un affare».
Alessandro Carbone – Assessore alle attività economiche e produttive provincia di Crotone
«Pizzo Greco è un eccezione in Calabria. Per il resto siamo abituati a nascondere la testa sotto la sabbia, senza prendere posizioni ferme su questioni importanti, come quelle che riguardano lo sviluppo del territorio. Sul naturismo, ad esempio, meglio fare una legge sbagliata, sempre modificabile, piuttosto che soccombere all’incertezza del vuoto legislativo. Le attività produttive stanno facendo uno sforzo immane per riuscire ad ottenere dei risultati in un territorio in cui gran parte dei ritardi e delle difficoltà deriva dai pessimi collegamenti territoriali con il resto del paese. Abbiamo un aeroporto che cerchiamo in tutti i modi di non far chiudere, investendo concretamente dei soldi. Non avere facile accesso ai trasporti, e quindi a luoghi calabresi, crea enormi difficoltà agli imprenditori e quelli che nonostante tutto non si arrendono, come qui a Pizzo Greco, dimostrano di avere grande coraggio».
Gianluca Bruno – vicepresidente provincia di Crotone
«La cattiva comunicazione, o addirittura la totale assenza di informazioni impediscono di far venire fuori le cose positive che in Calabria esistono. Anzi, nella maggior parte dei casi si tratta di vere e proprie eccellenze: i nostri alberghi a quattro stelle lo sono di fatto, noi offriamo dei servizi di qualità che rispecchiano realmente le ‘stelline’ dell’efficienza, al contrario di molti luoghi d’Italia in cui mi è capitato di andare, senza trovare la stessa corrispondenza. Proprio per questo è importante valorizzare il buono che c’è, tramite adeguate operazioni di comunicazione. A tal fine sta nascendo nella Provincia di Crotone, da una costola di Confindustria, un comparto dedicato al marketing e alla comunicazione, che si metterà a disposizione del territorio crotonese per supportare le imprese nella promozione dei propri servizi e di eventi come quello per cui ci troviamo insieme oggi».
Guglielmo Liò – assessore al turismo comune di isola Capo Rizzuto
«La collaborazione tra tutti i settori di competenza delle amministrazioni calabresi è fondamentale per garantire l’efficienza dei servizi. A partire dalla sanità: un turista deve saper di poter avere a disposizione pronto soccorso e guardia medica per qualunque situazione d’emergenza. Intanto, sarebbe un segnale importante emanare una delibera di consiglio congiunta tra il comune di Isola Capo Rizzuto e la provincia di Crotone, che appoggi la proposta di legge sul naturismo presentata in parlamento lo scorso marzo».
Messaggio di Elisabetta Zamparutti – deputata radicale relatrice della nuova proposta di legge
«Apprezzo la scelta dell’Italia come sede del 32° Congresso mondiale del naturismo perché è anche questo un ambito in cui il nostro Paese può decidere di essere un po’ più europeo e un po’ meno provinciale. Ci troviamo ormai troppo spesso a dover recarci all’estero per esercitare forme di libertà, penso ad esempio a quella di cura che ci ha visti come Radicali particolarmente impegnati, ma anche alla pratica del naturismo. Sono molte le ragioni che mi hanno indotta a presentare la proposta di legge “Disposizioni per il riconoscimento e la disciplina della pratica del naturismo”: la possibilità di cogliere le opportunità offerte da quel turismo che finora ha disertato il nostro Paese; colmare un vuoto normativo che ci fa essere fanalino di coda in Europa quanto a disciplina della pratica del naturismo e del nudismo ad esso collegato. Ma la ragione che prevale tra tutte è quella di voler favorire forme di riequilibrio con la natura com’è, a mio avviso, la pratica del naturismo. Vi è in questo, come in tutte le forme e manifestazioni nonviolente, qualcosa che spaventa, che si vuole allontanare perché estranee ad un mondo che fa della violenza, dei rapporti di forza, il punto di forza delle nostre società. Penso invece che il naturismo, proprio per la definizione che ne date nel vostro stesso manifesto di convocazione, aiuti forme di convivenza all’insegna dell’armonia con se stessi innanzitutto oltre che con il mondo che ci circonda. Ed è questa la prospettiva di un futuro davvero civile».









Entries (RSS)