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	<title>Mediterraneonline.IT &#187; Luigi Palamara</title>
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	<description>Notizie di cronaca, politica, economia e sport con fotografie, immagini e video dall&#039;Italia e dall&#039;estero</description>
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		<title>Inganno padano. La vera storia della Lega Nord.</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 14:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Lega Nord, e che nessuno vi ha mai racconto, adesso ve lo svelano, con un libro, due giornalisti siciliani” di Chiara Pane Recensione del volume di Fabio Bonasera e Davide Romano, “Inganno padano. La vera storia della Lega Nord”, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 14,90, 2a ristampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Lega Nord, e che nessuno vi ha mai racconto, adesso ve lo svelano, con un libro, due giornalisti siciliani” di <strong>Chiara Pane</strong></p>
<p>Recensione del volume di <strong>Fabio Bonasera e Davide Romano</strong>, “<em>Inganno padano. La vera storia della Lega Nord</em>”, Edizioni La Zisa, pp. 176, euro 14,90, 2a ristampa</p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_85544" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/bonas_romano_inganno-padano.jpg"><img class="size-medium wp-image-85544" title="La copertina di &quot;Inganno padano. La vera storia della Lega Nord&quot;, edito da La Zisa" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/bonas_romano_inganno-padano-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina di &quot;Inganno padano. La vera storia della Lega Nord&quot;, edito da La Zisa</p></div>
<p>Negli ultimi anni la Lega Nord ha registrato una considerevole crescita dei consensi,</strong> spopolando nelle varie tornate elettorali e arrivando persino a essere il primo partito in regioni come il Veneto, dove il 35 per cento dei votanti ha scelto il verde Sole delle Alpi, che, al momento, pare non temere eclissi. La vetrina del partito fondato dal Senatùr è variopinta: tutti ne conoscono i protagonisti quasi mai moderati, gli slogan chiassosi, le idee portanti e la simbologia eccessiva, che campeggiano su giornali, tv e siti internet. Ma quali sono le sue zone d’ombra? Quali le dinamiche non proprio cristalline, i paradossi torbidi, i retroscena talvolta inquietanti di chi da anni è ormai saldamente strutturato alla guida del paese? Da questi interrogativi nasce Inganno padano. La vera storia della Lega Nord, di Fabio Bonasera e Davide Romano (La Zisa, 176 pagine, 14,90 euro). Secondo la tesi degli autori, entrambi giornalisti, non si tratta sic et simpliciter dell’ennesimo esempio di politica italiana che non brilla per coerenza, virtù e integrità morale. Nel caso della Lega Nord la questione è più complessa, e merita pertanto di essere sviscerata e analizzata a fondo.</p>
<p><strong>Partendo dalla preziosa prefazione di Furio Colombo </strong>– che centra immediatamente uno dei grandi e attuali paradossi italiani, “Un partito secessionista al governo è un fatto unico” – il libro si serve di documenti e interviste per ricostruire la storia del Caroccio, dagli inizi fino ai giorni nostri. Illuminanti le testimonianze di chi nella Lega ha militato per anni, riconoscendosi negli ideali e nei programmi sbandierati dal primo Bossi, per poi restare inevitabilmente deluso dalle contraddizioni e dal tradimento sistematico di tutti quei valori di cui all’inizio il partito si fregiava. Le parole di Gianfranco Biolzi, Fabrizio Comencini ed Ettore Beggiato – tutti “delusi” ex leghisti, cacciati o allontanatisi volontariamente – svelano molti aspetti del grande inganno, alla base del quale  c’è lo strano status del partito, e cioè quello di essere al contempo Lega di lotta e Lega di governo, Lega che urla “Roma ladrona” e che allo stesso tempo siede gli scranni del Parlamento, percependo per questo più che lauti stipendi e godendo di tutti i privilegi che derivano dalla diretta gestione del potere. Quella Lega il cui leader, Umberto Bossi, offende più volte pubblicamente il tricolore – e per questo viene condannato per reato di vilipendio alla bandiera italiana –, ideologizza i propri programmi nel fantomatico tormentone della secessione e malgrado ciò dal ’94 giura fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica italiana, che, vale la pena di ricordarlo, è una e indivisibile.</p>
<p><strong>A ogni pagina si scopre un passo della danza trasformista della Lega</strong>, che con toni eclatanti, propri del suo stile, attraversa obliquamente lo scenario politico, afferma di tutto e dopo un secondo fa l’esatto contrario, lancia accuse violente agli stessi personaggi politici con cui stringe coalizioni necessarie. Come nel caso del controverso rapporto con Berlusconi, prima alleato durante il primo governo nel ’94, in seguito vittima del celebre ribaltone – cui seguono le accuse di collusione con la mafia dalle pagine del quotidiano La Padania, – e infine nuovamente alleato, non certo per affinità ideologiche e di programmi, quanto per la solita, imperante logica del do ut des: Bossi assicura l’appoggio del suo partito e Berlusconi ripiana i debiti di una Lega, è il caso di dirlo, al verde, che vede minacciata la sopravvivenza dei propri media (giornali, tv, radio e affini) e non può permettersi l’acquisto di alcuni prestigiosi palazzi da utilizzare come sedi di partito. Il tempo per restituirsi i favori, poi, c’è sempre: nel 1998 la Lega vota compatta contro l’autorizzazione a procedere nei confronti di Cesare Previti – tradendo così anni di politica giustizialista – e in seguito Forza Italia ricambia votando contro l’autorizzazione a procedere per il Senatùr, cui viene contestato il reato di istigazione a delinquere per affermazioni contro An durante un comizio. Le dinamiche permangono uguali tuttora, in nome di un potere che, bene o male, permette di accontentare tutti: e così se Bossi fa la voce grossa, il Cavaliere apporta qualche modifica ai programmi per non urtarlo troppo e assicurarsi così il sostegno soprattutto in fatto di temi legati alla giustizia, e i leghisti dal canto loro, sebbene dalle valli padane annuncino battaglie a periodi alterni, una volta giunti a Roma accettano parecchi compromessi per portare a casa il tanto declamato federalismo.</p>
<p><strong>Nell’accurata ricostruzione dei due autori siciliani, quindi, il partito delle Camicie Verdi ha assunto tutte le brutture e i vizi che contestava alla Prima Repubblica</strong>. In fatto di nepotismo, ad esempio, i leghisti non sono secondi a nessuno, sebbene inizialmente si proclamassero rivoluzionari (non va dimenticato che Bossi viene politicamente svezzato dal Partito di unità proletaria per il comunismo, mentre Maroni esordisce da “compagno” nelle file di Democrazia Proletaria) rispetto a certe logiche. Dunque, eccolo lì, il Trota, bocciato all’esame di maturità per ben tre volte: il curioso caso di un genio incompreso da tutti tranne che da papà Umberto. Il quale, invece di procurare al figlio dei libri semplici, “ad usum Troti” insomma, fa ricorso al Tar e lancia una campagna di demonizzazione contro gli insegnanti del Sud, colpevoli di martoriare gli studenti del Nord, dimenticando per un attimo di essere sposato con Manuela Marrone, maestra di origini siciliane. Il talento (ben nascosto) di Renzo Bossi viene infine premiato, e il Trota a 21 anni e 6 mesi diventa il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia: un incarico prestigioso e ben remunerato, degno del curriculum dell’ultimo arrivato a bordo del Carroccio. Ma anche il resto della dinastia Bossi si è istituzionalizzata: Franco e Riccardo Bossi, fratello e figlio primogenito del Senatùr, sono portaborse rispettivamente degli europarlamentari leghisti Matteo Salvini e Francesco Speroni, con uno stipendio che si aggira attorno ai dodicimila euro. Infine, per citare un ulteriore caso di clientelismo leghista, già certificato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo ne La Casta, e approfondito da Bonasera e Romano, va segnalato lo scambio di coppia – professionale, s’intende – operato nel 2001 da Maurizio Balocchi e Edouard Ballaman, all’epoca rispettivamente sottosegretario agli Interni e questore della Camera. I due, infatti, ordiscono un giochetto familiare semplice: il primo, Balocchi, coopta come collaboratrice Tiziana Vivian, ai tempi moglie di Ballaman, mentre quest’ultimo dopo pochi giorni assume a Montecitorio Laura Pace, compagna di Balocchi. Mogli e buoi…</p>
<p><strong>L’impalcatura dell’inganno padano,</strong> come si evince dal volume, è complessa e ben costruita, frutto di un paziente e lungo lavoro da parte di tutti i membri. Gli intenti moralizzatori dei bossiani che additavano gli sprechi di “Roma ladrona” e accusavano gli altri di usare impropriamente il denaro pubblico per assecondare interessi, privilegi e vezzi propri, crollano impietosamente di fronte a quanto documentato nelle pagine del libro, dove vengono sciorinati esempi di “Quello che un leghista coerente non dovrebbe fare”. Così apprendiamo che è buona abitudine da parte di parecchi neosindaci della Lega (ne sono un esempio quelli di San Donà di Piave, Asolo, Bussolengo e Cornuda) aumentarsi o addirittura raddoppiarsi lo stipendio non appena s’insedia la propria giunta. Per non parlare della passione per il vetro di Murano coltivata da Francesca Zaccariotto, presidente della provincia di Venezia e sindaco di San Donà di Piave, passione che la spinge a spendere 27mila euro versati dai contribuenti per due lampadari da piazzare nelle sue due sedi di lavoro. E anche quando i propositi sono buoni, i risultati hanno risvolti grotteschi: il già citato Ballaman, presidente del consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, nell’aprile 2010 adotta l’oculata decisione di rinunciare all’auto blu e all’autista, facendo risparmiare, all’apparenza, un po’ di denaro pubblico. Tuttavia, la Regione non solo gli elargisce 1.740 euro al mese per il noleggio di un’auto privata, ma riserva un rimborso di 3.210 euro mensili a tutti i consiglieri provinciali privi di autista. Peccato, le premesse per dare un buon esempio c’erano tutte. Ma, come sostengono i due autori, “La verità è che i tagli, alla Lega Nord, piacciono quando non riguardano il proprio portafogli”, e difatti, in barba alla crisi economica in cui versa il nostro Paese, Bossi e i suoi appoggiano la creazione di un quarto ministero per il federalismo – oltre a quello delle Riforme per il federalismo di Bossi, della Semplificazione normativa di Calderoli e degli Affari regionali di Fitto –, da affidare ad Aldo Brancher, che il 18 giugno 2010 diventa ministro per l’Attuazione del federalismo. Due giorni dopo, il 20 giugno, il Senatùr dal palco del raduno di Pontida precisa: “C’è un solo ministro per il federalismo e sono io”. Evidentemente, quello dei leghisti è solo un modo per combattere attivamente la disoccupazione.</p>
<p>E a proposito di federalismo, ancora una volta accorta e caustica è la critica degli autori, i quali, oltre ad analizzare la retorica che ruota intorno al più ambito obbiettivo dei leghisti protetti dall’ala del Cavaliere, analizzano i motivi per cui negli ultimi dieci anni, sette dei quali al governo, non si sia arrivati ad attuare quello che un tempo veniva chiamato devolution. Emerge dall’inchiesta che si tratta di un meccanismo estremamente complesso e delicato da far funzionare, peraltro con venti Regioni all’appello e, soprattutto, con una copertura finanziaria assolutamente inadeguata. E anche se Bossi tutto questo lo sa benissimo, il suo atteggiamento pubblico è quello di far credere che le colpe e le inefficienze sono sempre altrui: tale stasi perpetua la legittimazione del ruolo della Lega in seno alla politica italiana e permette al Senatùr di avere sempre l’ultima parola su tutto. Con buona pace degli elettori fedeli e federalisti.</p>
<p>Molti altri sono i temi trattati nel volume, che registra una seconda ristampa dopo appena una settimana dalla pubblicazione. La fenomenologia leghista riserva lati oscuri e scheletri nell’armadio volutamente taciuti in nome di una discontinua moderazione che si confà a un partito al governo. Nulla sfugge ai due navigati giornalisti: la pericolosa persecuzione dell’alterità – l’infestante slogan “tolleranza zero” ne è la quintessenza – che si declina nella xenofobia, nell’omofobia, nell’antimeridionalismo e nella lotta all’immigrazione, con la conseguente e non troppo velata convinzione che la “razza padana” sia la migliore; l’allarmante vicinanza di alcuni esponenti leghisti con il movimento lefebvriano che, com’è noto, è risoluto negazionista della Shoa; la simpatia di soggetti come Mario Borghezio nei confronti di vari gruppi dell’estrema destra extraparlamentare europea in odor di fascismi; l’imbarazzante pochezza politica di certuni, come Roberto Calderoli – l’uomo dal guardaroba irrispettoso che afferma “Sì ai campanili, no ai minareti” –, che il 15 marzo 2006 su Canale 5 senza mezzi termini definisce una “porcata” la legge elettorale da lui stesso firmata; le innumerevoli uscite infelici di Bossi e dei suoi accoliti durante le carnascialesche manifestazioni leghiste, in cui tanti, troppi di questi individui appaiono come la caricatura d’un cancro politico. Eppure ci governano e intascano i nostri soldi: il bel Paese è anche questo. Per ciò è importante leggere Inganno padano, un prezioso e dettagliato documento molto più che dietrologo sulla Lega Nord, che ne svela aspetti ignoti e ne ribadisce e approfondisce altri noti, frutto di un accurato studio da parte di Bonasera e Romano, che dalle pagine del volume sembrano sussurrare ai loro lettori “<strong>Poi non dite che non ve l’avevamo detto</strong>”.</p>
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		<title>Niente Paura</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 14:08:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trama: Niente paura è un film sull’identità nazionale nell&#8217;epoca delle &#8220;passioni spente&#8221;, nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta &#8211; in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue &#8211; colonna sonora del film e &#8220;narratore per eccellenza&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Niente-Paura.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-74697" title="Niente Paura" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Niente-Paura.jpg" alt="" width="134" height="186" /></a>Trama: Niente paura è un film sull’identità nazionale nell&#8217;epoca delle &#8220;passioni spente&#8221;, nell’epoca della crisi radicale della politica, in senso lato. Il film racconta &#8211; in modo non ideologico, ma attraverso le storie personali di uomini e donne comuni, di persone conosciute e dello stesso Ligabue &#8211; colonna sonora del film e &#8220;narratore per eccellenza&#8221; &#8211; come siamo e come eravamo, in realtà da dove veniamo (fine anni Settanta, primi anni Ottanta, quando si opera una svolta sia nelle istituzioni che nel costume) e quale Paese siamo diventati oggi.<br />
Genere: Documentario<br />
Regista: Piergiorgio Gay<br />
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		<title>Biutiful</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 18:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con: Javier Bardem, Eduard Fernández, Maricel Álvarez, Hanaa Bouchaib, Guillermo Estrella Uscita al cinema (IT): 2011-02-04 Trama: Uxbal è un padre devoto di due bambini di cui si occupa al posto della moglie, mentalmente instabile. Quando viene a sapere di essere malato comincia a temere per il futuro dei suoi figli, destinati a crescere da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Biutiful.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-73181" title="Biutiful" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Biutiful-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Con: Javier Bardem, Eduard Fernández, Maricel Álvarez, Hanaa Bouchaib, Guillermo Estrella<br />
Uscita al cinema (IT): 2011-02-04<br />
Trama: Uxbal è un padre devoto di due bambini di cui si occupa al posto della moglie, mentalmente instabile. Quando viene a sapere di essere malato comincia a temere per il futuro dei suoi figli, destinati a crescere da soli.<br />
Genere: Drammatico<br />
Regista: Alejandro González Iñárritu<br />
<object width="504" height="403"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XJXDoCiYOW8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/XJXDoCiYOW8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="504" height="403"></embed></object></p>
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		<title>Il Discorso del Re</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 18:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con: Helena Bonham Carter, Geoffrey Rush, Colin Firth, Guy Pierce Uscita al cinema (IT): 2011-01-28 Trama: Dopo la morte di suo padre Re Giorgio V (Michael Gambon) e la scandalosa abdicazione di Re Eduardo VIII (Guy Pearce), Bertie (Colin Firth), che soffre da tutta la vita di una forma debilitante di balbuzie, viene improvvisamente incoronato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Il-Discorso-del-re.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-73179" title="Il Discorso del re" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Il-Discorso-del-re-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Con: Helena Bonham Carter, Geoffrey Rush, Colin Firth, Guy Pierce<br />
Uscita al cinema (IT): 2011-01-28<br />
Trama: Dopo la morte di suo padre Re Giorgio V (Michael Gambon) e la scandalosa abdicazione di Re Eduardo VIII (Guy Pearce), Bertie (Colin Firth), che soffre da tutta la vita di una forma debilitante di balbuzie, viene improvvisamente incoronato Re Giorgio VI d&#8217;Inghilterra. Con il suo paese sull&#8217;orlo della guerra e disperatamente bisognoso di un leader, sua moglie, Elisabetta (Helena Bonham Carter), la futura Regina Madre, organizza al marito un incontro con l&#8217;eccentrico logopedista Lionel Logue (Geoffrey Rush). Dopo un inizio burrascoso, i due si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo col creare un legame indissolubile. Con l&#8217;aiuto di Logue, della sua famiglia, del suo governo e di Winston Churchill (Timothy Spall), il Re riuscirà a superare la sua balbuzie e farà un discorso alla radio che ispirerà il suo popolo e lo unirà in battaglia.<br />
Genere: Drammatico<br />
Regista: Tom Hooper<br />
<object width="504" height="403"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EOPTQ0XjJ0k?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/EOPTQ0XjJ0k?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="504" height="403"></embed></object></p>
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		<title>I Fantastici Viaggi di Gulliver</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 16:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I Fantastici Viaggi di Gulliver]]></category>

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		<description><![CDATA[Uscita al cinema (IT): 2011-02-04 Trama: Il reporter di viaggio Lemuel Gulliver parte per le Bermuda per un incarico di lavoro, durante il volo una tempesta lo scaraventa su un&#8217;isola abitata da esseri in miniatura. Genere: Avventura, Commedia Regista: Rob Letterman]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Gulliver.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-73173" title="Gulliver" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Gulliver-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Uscita al cinema (IT): 2011-02-04<br />
Trama: Il reporter di viaggio Lemuel Gulliver parte per le Bermuda per un incarico di lavoro, durante il volo una tempesta lo scaraventa su un&#8217;isola abitata da esseri in miniatura.<br />
Genere: Avventura, Commedia<br />
Regista: Rob Letterman</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JMqO-yEkkwQ?hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/JMqO-yEkkwQ?hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 15:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché Mediterraneonline.IT risulta essere una vetrina privilegiata per tutti coloro che intendono pubblicizzare la propria azienda o i propri prodotti con costi bassi ed alti rendimenti.<br />
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		<title>I video di Mediterraneonline.IT</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 19:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<title>UN CONFRONTO NECESSARIO MEL MEDITERRANEO: DALL&#8217;ISLAMISMO AL CRISTIANESIMO. ANTEPRIMA NAZIONALE TESTI DEL POETA Nazhim Kalim Dakota Abshu CONVERTITOSI AL CRISTIANESIMO</title>
		<link>http://www.mediterraneonline.it/2010/11/22/un-confronto-necessario-mel-mediterraneo-dallislamismo-al-cristianesimo-anteprima-nazionale-testi-del-poeta-nazhim-kalim-dakota-abshu-convertitosi-al-cristianesimo/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 12:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Saranno presentate, il prossimo 25 novembre, in anteprima nazionale le poesie inedite sulla “Croce” del poeta tunisino convertitosi al Cristianesimo   Nazhim Kalim Dakota Abshu curate da Pierfranco Bruni Un incontro tra modelli cristiani e presenze musulmane nella cultura del Mediterraneo In una lettura affascinante e innovativa Saranno presentate ufficialmente, in anteprima nazionale, il prossimo 25 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno presentate, il prossimo 25 novembre, in anteprima nazionale le poesie inedite sulla “Croce” del poeta tunisino convertitosi al Cristianesimo   Nazhim Kalim Dakota Abshu<br />
curate da Pierfranco Bruni</p>
<p>Un incontro tra modelli cristiani e presenze musulmane nella cultura<br />
del Mediterraneo<br />
In una lettura affascinante e innovativa</p>
<p>Saranno presentate ufficialmente, in anteprima nazionale, il prossimo 25 novembre alle ore 19.00 a Grottaglie (Ta), nell’Auditorium della Banca Credito Cooperativo, le poesie inedite di  Nazhim Kalim Dakota Abshu, curate da Pierfranco Bruni,  dedicate al tema della Croce e della Cristianità dal titolo: “La Croce”.<br />
Il volumetto, in veste pregiate, esce nella collana, fuori commercio, del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, con la introduzione di Roberto Burano, Cavaliere del Santo Sepolcro, e la postfazione di Baldassarre Cimmarrusti, Cavaliere di Gran Croce del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il percorso critico, in una analisi letteraria a mosaico, è, appunto, di Pierfranco Bruni che studia da anni l’opera di Nazhim Kalim Dakota Abshu.<br />
A relazionare sul testo sarà il Presidente del Tribunale di Taranto Antonio Morelli che affronterà la questione squisitamente poetica mentre Baldassarre Cimmarrusti parlerà de “La Croce Equeste del Santo Sepolcro di Gerusalemme”. Presenzierà Pierfranco Bruni, curatore dello studio sul poeta Nazhim Kalim Dakota Abshu. I lavori saranno coordinati da Roberto Burano, Presidente Koinè &#8211; &#8220;Giuseppe Battista&#8221;. I saluti saranno portati dal Sindaco di Grottaglie Raffaele Bagnardi, dal Direttore della BCC – San Marzano Francesco Blasi, da don Egidio Grimaldi, Parroco della Chiesa Matrice di Grottaglie.<br />
Nel corso della serata verranno consegnate da Elio Micheli Greco, Presidente della Fondazione Nuove Proposte due mini biblioteche con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e la Collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Inoltre verranno lette testi del poeta da Irene Del Monaco e la Confraternita del Purgatorio e il Piccolo Teatro di Grottaglie eseguiranno brani sulla Passione di Cristo tratta dalla tradizione popolare.<br />
La plaquette pubblicata, contenente testi finora inediti, raccoglie 12 poesie nel testo, una tredicesima è posta nella quarta di copertina, il cui cammino è un intreccio tra il senso del mistero e la fede nella Croce. Una fede che si fa rivelazione costante dentro la ricerca di un orizzonte che è fatto di una Passione travolgente rivolta ai piedi di Cristo. Il suo dialogare con il Cristo in Croce è una lenta contemplazione intrecciata da un lirismo costante e da una punteggiatura misurata che si struttura sull’incontro tra lingua, suono e ritmo.<br />
<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/11/libro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64958" title="libro" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/11/libro-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Sono tredici poesie scritte in italiano perché  Nazhim Kalim Dakota Abshu conosceva bene la lingua italiana e il “poemetto” sulla Croce lo dimostra ampiamente. Si tratta di un poemetto il cui filo conduttore è la devozione di un poeta che si è accostato al cristianesimo con molta umiltà.<br />
Un poeta di origini tunisine che ha intrecciato un modello culturale proveniente da una scuola musulmana ben radicata nella tradizione dei sufi e dei dervisci danzanti (o rontanti). Pierfranco Bruni con lo studio su Abshu continua nelle sue ricerche sulle culture poetiche del Mediterraneo definendo dei percorsi e degli incontri in una visione in cui il Mediterraneo è incontro e confronto anche di poeti e di poetiche, di modelli etnici e confronti antropologici..<br />
Il mistico che abbraccia il pensiero dei sufi e la fede cristiana è dentro il poeta. La sua parola sembra un teatro di emozioni e di suggestioni oniriche recitate da un profeta. Nazhim Kalim Dakota Abshu   è nato a Tunisi  nel 1900 da una famiglia di commercianti che praticava il mestiere di tessitori di tappeti.<br />
Della sua vita si sa molto poco. Vissuto, con ogni probabilità, per i primi venti anni a Tunisi. Si è formato alla scuola dei sufi, ma è stato un autodidatta ed è stato un grande lettore di testi cristiani occidentali e indiani. Ha studiato con attenzione la storia degli indiani d’America approfondendo il rapporto tra Occidente ed Oriente.<br />
Molta della sua produzione è andata smarrita. All’età di trent’anni è in Francia, poi in Italia e nuovamente a Tunisi. Lascia definitivamente la Tunisia intorno agli anni Quaranta e si stabilisce prima a Istanbul e successivamente a Nizza. È morto, improvvisamente, la notte di Natale  del 1955.<br />
<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/11/Pierfranco-Bruni.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-64959" title="Pierfranco Bruni" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/11/Pierfranco-Bruni-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a>Ha approfondito gli studi sulla cultura sciamana ma la sua vera passione è rimasta sempre la poesia ed è stato sempre convinto che il vero poeta deve essere anche uno sciamano e che la poesia è una grazia.<br />
&lt;Ha cercato di intrecciare  Maometto, Cristo e Budda, sottolinea nel testo Pierfranco Bruni nelle sua analisi, ma il suo percorso è stato sempre quello di confrontarsi con il Cristo in Croce senza cedere alla tentazione delle spiegazioni o giustificazioni teologiche. I suoi maestri letterari sono indubbiamenti Rumi e le sue poesie mistiche, ‘Omar Khajjam e le sue “Quartine” e soprattutto Kahlil Gibran. Uno dei filtri, non solo poetici e letterari, è chiaramente anche Tagore (il Tagore che scrive le pagine dedicate a “Il Cristo”). Tra questi poeti c’è uno spazio temporale abbastanza rilevante&gt;<br />
&lt;Infatti con Rumi, aggiunge Pierfranco Bruni, siamo  tra il 1207 e 1273, in una geografia che abbraccia l’attuale Afghanistan e la Turchia (è uno dei più grandi poeti persiani). Con Khajjam siamo ad un’età precedente, ovvero tra il 1050 e il 1130 in una terra che è quella della Persia nord – orientale.  Con Gibran, invece, tocchiamo quasi la sua contemponeatità. Gibran nasce nel Libano settentrionale il 1883 e muore nel 1931. Così con Tagore, nato a Calcutta nel 1861 e morto nel 1941&gt;.<br />
&lt;Tra i poeti europei amati e studiati da Abshu, afferma Pierfranco Bruni, c’è lo spagnolo Gustavo Adolfo Becquer nato a Siviglia il 1836 e morto a Madrid nel 1870. Abshu non si è mai distaccato dalla presenza di questi poeti da lui definiti maestri del pensiero e della parola. Maestri dell’amore. Abshu scrive, infatti, anche delle poesie d’amore, anzi delle potenti poesie d’amore&gt;.<br />
La manifestazione è organizzata dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dall’Associazione Koinè “Giuseppe Battista” e dal Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”.</p>
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		<title>GIUSEPPE MOSCATI. LA FEDE E LA CARITA&#8217; in un libro: &#8220;Giuseppe Moscati. Nella vita nascosta con Cristo in Dio&#8221;</title>
		<link>http://www.mediterraneonline.it/2010/11/21/giuseppe-moscati-la-fede-e-la-carita-in-un-libro-giuseppe-moscati-nella-vita-nascosta-con-cristo-in-dio/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 08:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cristianità e la scienza, ovvero il sacro nella contemporaneità in un progetto di fede SAN  GIUSEPPE MOSCATI A 130 ANNI DALLA NASCITA UNA PUBBLICAZIONE, un DVD E UN CONVEGNO &#8220;Giuseppe Moscati. Nella vita nascosta con Cristo in Dio&#8221; a cura del  Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” La figura, la fede, il messaggio, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cristianità e la scienza, ovvero il sacro nella contemporaneità in un progetto di fede<br />
SAN  GIUSEPPE MOSCATI A 130 ANNI DALLA NASCITA<br />
UNA PUBBLICAZIONE, un DVD E UN CONVEGNO<br />
&#8220;Giuseppe Moscati. Nella vita nascosta con Cristo in Dio&#8221;</p>
<p>a cura del  Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”</p>
<p>La figura, la fede, il messaggio, la carità, il rapporto tra il cristiano e la scienza nel viaggio di Giuseppe Moscati. A ricordare San Giuseppe Moscati a 130 anni dalla nascita è il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, diretto da Pierfranco Bruni, che pubblica uno studio legato al tema della religiosità popolare e cristiana nella cultura moderna insieme a un Video riguardante “I luoghi di Moscati” e la sua presenza nella cultura contemporanea. E’ in programmazione, anche un Convegno sul tema: “Giuseppe Moscati tra la carità e il sacro. La parola e l’incontro”, previsto per i primi mesi del 2011.<br />
Il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”  lavora da molti anni sulla presenza di San Giuseppe Moscati  approfondendo gli aspetti relativi alla sua presenza negli scritti di Francesco Grisi con una meditazione sulla santità del Moscati che vive nel silenzio del quotidiano e attraversa la vita della cultura popolare meridionale.<br />
La pubblicazione, dal titolo: &#8220;Giuseppe Moscati. Nella vita nascosta con Cristo in Dio&#8221;, coordinata e introdotta da Pierfranco Bruni, è scritta a più mani e sottolinea l’importanza dei valori espressi da Giuseppe Moscati nella nostra vita e nel nostro viaggio esistenziale in un dialogo costante  tra umanità e cristianità e vede i contributi di un intellettuale come Gerardo Picardo, di una studiosa e devota come Carmen De Stasio, di una riflessione della scrittrice Neria De Giovanni, di uno scrittore tradizionalista come Tommaso Romano, di una testimonianza di Roberto Burano, Presidente della “Koiné – Cultura”, di Giulio Rolando, direttore della prestigiosa rivista “Il Cerchio”. Il titolo della pubblicazione è un chiaro rimando a San Paolo perchè sono proprio di San Paolo le parole del sottotitolo, ovvero: &#8220;Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo, assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio&#8221; (Col. 3,1-3).<br />
<strong><br />
<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/11/grisi-bruni-roma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-64818" title="grisi-bruni-roma" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/11/grisi-bruni-roma.jpg" alt="" width="212" height="332" /></a>Francesco Grisi si è occupato, in alcuni suoi scritti, del “pensare” cristiano di Moscati </strong>e tra i suoi inediti ci sono anche alcune pagine che raccontano della sua forza devozionale verso il Santo, nato a  Benevento e formatosi e morto a Napoli, che ha posto al centro della sua umanità il senso della carità, anzi “caritas”.<br />
&lt;A 130 anni dalla nascita di Giuseppe Moscati, sottolinea Pierfranco Bruni, ci apprestiamo a pubblicare un testo che segna una traccia di quel senso della carità nella cultura moderna e lo facciamo collegandoci anche ad uno scrittore che è stato molto devoto del Santo beneventano. San Giuseppe Moscati, comunque, è stato un &#8220;personaggio&#8221; che ha assunto una costante nella mia vita e in quella di Francesco Grisi. Ci sono emozioni e ricordi. La figura, la personalità, la parola di San Giuseppe Moscati mi ritornano con un immaginario che è ricco di ricordi e di una memoria che mi riportano costantemente a Francesco Grisi. È stato proprio Francesco a parlarmi, per la prima volta, della statura di uomo e di santo di Giuseppe Moscati.<br />
&lt;Frammenti di un mosaico, afferma ancora Pierfranco Bruni, in cui le rimembranze toccano le corde della nostalgia. Anni difficili per noi intellettuali non conformisti, per noi che provenivamo dalla scuola di Prezzolini, di Eliade, di Papini, di Paratore, di Ernesto Bonaiuti, di Diego Fabbri e di poeti come Ezra Pound e Robert Brasillach, di Vincenzo Cardarelli o di Iacopone da Todi. Erano gli anni che frequentavamo Benevento, la città di Benevento”.<br />
Lo studio su Giuseppe Moscati rientra nelle attività del Centro Studi e per l’occasione è in fase di programmazione un Convegno di Studi che affronterà la problematica generale della cristianità in Moscati con una finestra sul rapporto tra gli scritti cristiani di Grisi e la presenza di Moscati accanto a quella di Padre Pio.<br />
&lt;Giuseppe Moscati, afferma sempre Bruni, era nato nel 1880. Il 25 di luglio. Benevento e Napoli sono le sue due città – luogo. Ma è a Napoli che la sua esperienza si focalizza. Come studente, come medico, come docente. Laurea in medicina a pieni voti. Ma al di là della sua biografia fatta di cronaca e di atti ciò che vive nel cuore dell’uomo è il senso di una profonda cristianità che chiama, come già si diceva, carità. Non c’è la storia in sé, in Moscati, ma, chiosa Bruni, una storia che si fa provvidenza. Perché è convinto, come si legge in una sua lettera, che “Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini sono passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell’eternità della vita, in cui la morte non è che una tappa, una metamorfosi per un più alto livello di vita, se si  dedicheranno al bene”.<br />
&lt;Ed è proprio su questo binomio, asserisce Pierfranco Bruni, dialogante tra scienza e fede che si è soffermato Francesco Grisi negli ultimi mesi della sua vita, quando scopre di essere stato colpito dalla malattia. Si chiude in una contemplazione ripetendosi le parole di Giuseppe Moscati. E lo fa con una tale dolcezza che la commozione si fa emozione&gt;. La Beatificazione di Moscati avvenne in San Pietro il 16 novembre del 1975. Il 25 ottobre del 1987, invece, avvenne la sua Canonizzazione.</p>
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		<title>NATO: BERLUSCONI, ITALIA LA PRIMA A SCOMMETTERE SU RUSSIA</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 19:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[NATO: BERLUSCONI, ITALIA LA PRIMA A SCOMMETTERE SU RUSSIA PREMIER A SUMMIT,&#8217;IO FIGLIO GUERRA FREDDA NE SENTIVO NECESSITA&#8221; &#8211; LISBONA, 19 novembre 2010 &#8211; &#8221;E&#8217; stata l&#8217;Italia la prima&#8221; a scommettere sui nuovi rapporti con la Russia dopo la Guerra Fredda e ad istituzionalizzare a Pratica di Mare nel 2002 il consiglio Nato-Russia. Lo ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NATO: BERLUSCONI, ITALIA LA PRIMA A SCOMMETTERE SU RUSSIA PREMIER A SUMMIT,&#8217;IO FIGLIO GUERRA FREDDA NE SENTIVO NECESSITA&#8221; </strong> &#8211; LISBONA, 19 novembre 2010 &#8211; &#8221;E&#8217; stata l&#8217;Italia la prima&#8221; a scommettere sui nuovi rapporti con la Russia dopo la Guerra Fredda e ad istituzionalizzare a Pratica di Mare nel 2002 il consiglio Nato-Russia. Lo ha ricordato stasera a Lisbona il premier Silvio Berlusconi nel suo intervento di apertura al vertice della Nato. &#8221;Nessuno piu&#8217; di me &#8211; ha sottolineato il premier &#8211; poteva sentire la necessita&#8217; di questa collaborazione perche&#8217; mi sento figlio della Guerra Fredda&#8221;. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/11/berlusconi3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-64729" title="SILVIO BERLUSCONI" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/11/berlusconi3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel suo intervento il premier ha poi ribadito che l&#8217;Italia e&#8217; assolutamente favorevole all&#8217;espansione e al potenziamento dei rapporti della Nato con altri Paesi, in particolare quelli del Mediterraneo, ma anche a forme di collaborazione e di dialogo con i cosiddetti Paesi emergenti, come la Cina, l&#8217;India e il Brasile. (ANSA).</p>
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