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	<title>Mediterraneonline.IT &#187; 100esimo Minuto</title>
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	<description>Notizie di cronaca, politica, economia e sport con fotografie, immagini e video dall&#039;Italia e dall&#039;estero</description>
	<lastBuildDate>Sat, 31 Jul 2010 07:59:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il calcio sotto l&#8217;ombrellone</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 13:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E. LEAGUE: SHAMROCK AVVERSARIO JUVE Saranno gli irlandesi dello Shamrock Rovers gli avversari della Juventus nel terzo turno preliminare di Europa League. Dopo l&#8217;1-1 della gara d&#8217;andata contro gli israeliani del Bnei Yehuda, lo Shamrock ha vinto in trasferta in Israele per 1-0. Il gol qualificazione è stato firmato al 70&#8242; da Stewart. La gara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E. LEAGUE: SHAMROCK AVVERSARIO JUVE</strong><br />
Saranno gli irlandesi dello Shamrock Rovers gli avversari della Juventus nel terzo turno preliminare di Europa League. Dopo l&#8217;1-1 della gara d&#8217;andata contro gli israeliani del Bnei Yehuda, lo Shamrock ha vinto in trasferta in Israele per 1-0. Il gol qualificazione è stato firmato al 70&#8242; da Stewart. La gara d&#8217; andata si disputera&#8217; in Irlanda il 29 luglio, il ritorno a Torino il 5 agosto.</p>
<p><strong>SERIE B DAL 22/8 AL 29/5/11</strong><br />
Iniziera&#8217; il 22 agosto e terminera&#8217; il 29 maggio la stagione regolare della serie B: lo ha riferito il presidente della Lega di B Andrea Abodi.<br />
Tre i turni infrasettimanali (mercoledi&#8217; 13/10, martedi&#8217; 9/11 e martedi&#8217; 1/3) e due le settimane di sosta per il periodo invernale.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/francesco_totti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-56069" title="francesco_totti" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/francesco_totti1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>TOTTI DEFERITO</strong><br />
Il procuratore federale Stefano Palazzi ha deferito il capitano della Roma, Francesco Totti, per dichiarazioni rilasciate dal ritiro di Riscone.Il giocatore ha &#8216;espresso giudizi e rilievi lesivi del prestigio, della reputazione e della credibilita&#8217; della classe arbitrale, delle istituzioni federali nel loro complesso e di una societa&#8217; operante nell&#8217;ambito della Figc&#8217; (l&#8217;Inter n.d.r.). Totti aveva detto: &#8216;Magari gli altri sono piu&#8217; forti, ma hanno sempre qualche favore. Ci hanno rubato due scudetti&#8217;.</p>
<p><strong>MASCHERANO VUOLE L&#8217;INTER</strong><br />
In Inghilterra sicuri: il centrocampista chiederà ai Reds di cederlo per raggiungere Benitez a Milano, al rientro dalle vacanze. Intanto i suoi agenti sarebbero già in Italia per alcuni colloqui informali con i dirigenti del club nerazzurro e attendono un&#8217;offerta ufficiale per la settimana prossima.</p>
<p><strong><br />
RIBERY: &#8220;NON TEMO PER LA MIA CARRIERA&#8221;</strong><br />
Intervistato dalla &#8220;Bild&#8221;, il fuoriclasse francese del Bayern, coinvolto nello scandalo della baby-escort, si difende senza timori: &#8220;Non ho paura del mio futuro. Voglio giocare una grandissima stagione. Vincere la Champions League è un mio grande obiettivo&#8221;</p>
<p><strong>BONAZZOLI: &#8220;CIAO REGGINA&#8221;</strong><br />
Con un passato al Parma, Sampdoria e Fiorentina, Emiliano Bonazzoli sta per chiudere anche la sua avventura con la Reggina. L&#8217;attaccante di Asola è quasi vicino all&#8217;addio definitivo al club che attualmente milita in serie cadetta. Bonazzoli ha però un ingaggio troppo pesante e difficilmente, stando alla fase di stallo del mercato italiano, riuscirà a trovare una sistemazione senza ridursi l&#8217;ingaggio. Bonazzoli &#8211; si apprende a Sportitalia durante &#8220;Speciale Calciomercato&#8221; ha però deciso di lasciare Reggio.</p>
<p>Rosario Ligato</p>
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		<title>Reggina: una &#8220;sgambata&#8221; poco attendibile</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 22:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saint Christophe ( Aosta ) &#8211; &#8220;Bentornata a Saint Christophe&#8221;. Con queste parola la cittadina alle porte di Aosta accoglie la Reggina che torna in questa località dopo 9 anni. Saint Christophe è un bellissimo paese adagiato sulle Alpi, una cittadina turistica che accoglie migliaia di persona che arrivano da tutto il mondo. Il campo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saint Christophe ( Aosta ) &#8211; &#8220;Bentornata a Saint Christophe&#8221;. Con queste parola la cittadina alle porte di Aosta accoglie la Reggina che torna in questa località dopo 9 anni.<br />
<strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/Reggina2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55797" title="Digital StillCamera" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/Reggina2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Saint Christophe è un bellissimo paese adagiato sulle Alpi</strong>, una cittadina turistica che accoglie migliaia di persona che arrivano da tutto il mondo. Il campo da gioco è un impianto spettacolare, da cartolina. Unico problema: fa più caldo a Saint Chistophe che a Reggio Calabria. Probabilmente, vista l&#8217;altitudine, Brusson era un luogo migliore per affrontare il caldo torrido di metà luglio, ma rispettiamo la scelta della società e non vogliamo entrare negli accordi presi dallo stato maggiore amaranto con il comune di Saint Christophe. Probabilmente, i ritiri hanno un senso se fatti in luoghi dove l&#8217;altitudine garantisce un po&#8217; di refrigerio, indispensabile per facilitare il recupero psicofisico dei calciatori, altrimenti tanto vale allenarsi al Sant&#8217;Agata e non spendere soldi.</p>
<p><strong>Dopo 4 giorni di duro allenamento, la squadra di Atzori</strong> ha svolto un test amichevole contro una rappresentativa di giocatori valdostani e non contro il Saint Christophe che dopo aver vinto il campionato di Eccellenza, si radunerà sabato per preparare la nuova stagione, sarebbe stato un test proibitivo per la Reggina di questi tempi).<br />
La partita di oggi è terminata 10 a 0 per gli amaranto: è stato un test che non ha offerto molti argomenti, sia per la condizione fisica precaria degli amaranto, sia per il valore degli avversari che dopo aver subito il primo gol hanno alzato bandiera bianca. Probabilmente bisognerà aspettare il test contro lo Spezia per avere risposte più attendibili.<br />
Atzori ha subito fatto capire alla platea che intende puntare sul 3-5-2, un modulo che a parer nostro è molto indicato per una rosa composta da questi giocatori. Gli interpreti verranno scelti col tempo. Il mister ha mandato in campo dal primo minuto in nuovi Burzigotti, Acerbi e Campagnacci: il primo sembra avere delle caratteristiche fisiche importanti che gli possono consentire di fare bene in un campionato difficile come la B, il secondo è apparso un po&#8217; acerbo, mentre Campagnacci ha dimostrato davvero poco.<br />
Nel secondo tempo Atzori ha mandato in campo i restanti calciatori: è stata la volta del neo acquisto Zizzari che non ha impressionato i 200 spettatori presenti sugli spalti. Bene Missiroli, Barillà e Viola A.<br />
Dopo un disastroso campionato, il presidente Foti intende puntare su una difesa nuova di zecca: sono arrivati elementi come Cosenza e Giosa, e si attende l&#8217;arrivo di un elemento di spessore che possa guidare un reparto formato da giovani. Il centrocampo necessita di un regista in grado di far girare tutta la squadra, il giovane Viola N. non basta. L&#8217;attacco è un rebus: partiranno Bonazzoli e Brienza, mentre Campagnacci e Zizzari non sembrano giocatori pronti per la Serie B.<br />
Da elogiare una decina di tifosi amaranto arrivati da Reggio Calabria che hanno sostenuto la squadra dal primo all&#8217;ultimo minuto. I tifosi inoltre, hanno esposto uno striscione contro la Tessera del tifoso.<br />
<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/Reggina.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-55798" title="Digital StillCamera" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/Reggina-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Reggina-Rappr. Valle d&#8217;Aosta 10-0</strong><br />
Reggina 1°t. 3-5-2: Marino, Burzigotti, Camilleri, Acerbi; Vigiani, Missiroli, Viola N, Barillà, Rizzato, Viola A. Campagnacci (40&#8242; Zizzari)<br />
Reggina 2°t. 3-5-2: Kovacsik, Adejo, Burzigotti ( 80&#8242; Camilleri) , Cosenza; Vigiani ( 55&#8242; Acerbi) (75&#8242; Rizzato),  Rizzo, Viola ( 60&#8242; Barillà), Szatmari, Verruschi, Viola A ( 70&#8242; Missiroli), Zizzari.<br />
Reti: Viola 3, Missiroli, Barillà, Zizzari 2, Rizzo, Rizzato, Szatmari.</p>
<p>Rosario Ligato</p>
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		<title>Salta la prima panchina in Serie B: Eugenio Corini rinuncia all&#8217;incarico di allenatore del Portosummaga</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 13:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PORTOGRUARO (Venezia) 18 luglio 2010 &#8211; Salta la prima panchina di serie B: Eugenio Corini si è dimesso dall&#8217;incarico di allenatore del Portosummaga, club neopromosso nel torneo cadetto. Dimissioni anche per il direttore sportivo Giuseppe Magalini. Insieme all&#8217;allenatore Corini, si è dimesso lo staff formato dal preparatore atletico Salvatore Sciuto, il preparatore dei portieri Alessandro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PORTOGRUARO (Venezia) 18 luglio 2010 &#8211; Salta la prima panchina di serie B: Eugenio Corini si è dimesso dall&#8217;incarico di allenatore del Portosummaga, club neopromosso nel torneo cadetto. Dimissioni anche per il direttore sportivo Giuseppe Magalini. <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/CORINI.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-55761" title="CORINI" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/CORINI-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Insieme all&#8217;allenatore Corini, si è dimesso lo staff formato dal preparatore atletico Salvatore Sciuto, il preparatore dei portieri Alessandro Vitrani e l&#8217;allenatore in seconda Salvatore Giunta.<br />
All&#8217;origine del divorzio ci sarebbero questione relative al mercato: la società neopromossa in Serie B vorrebbe puntare sui giovani mentre Corini avrebbe voluto in rosa molti giocatori di esperienza.<br />
Ritardata di qualche ora la partenza della squadra per il ritiro di Sappada.<br />
La formazione veneta è stata affidata momentaneamente al tecnico della Primavera Giovanni Soncin.</p>
<p>Rosario Ligato</p>
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		<title>E&#8217; tornato il &#8220;Maestro&#8221;. Foggia può ricominciare a sognare!</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 20:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foggia 15 luglio 2010 Io rinascerò cervo in primavera oppure diverrò gabbiano da scogliera. Zdenek Zeman è rinato, dopo 16 anni torna a rivestire la carica di allenatore del U.S. Foggia. Una storia di fantascienza vera e propria, di quelle che ogni regista propone nei suoi film che fanno i record d&#8217;incasso. Una storia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Foggia 15 luglio 2010<br />
Io rinascerò<br />
cervo in primavera<br />
oppure diverrò<br />
gabbiano da scogliera.<br />
<strong>Zdenek Zeman è rinato, dopo 16 anni torna a rivestire la carica di allenatore del U.S. Foggia. </strong><br />
Una storia di fantascienza vera e propria, di quelle che ogni regista propone nei suoi film che fanno i record d&#8217;incasso. Una storia di quelle che non scordi mai.<br />
Protagonista un uomo venuto da lontano, nato a Praga e vissuto nella calda sicilia dei cannoli e degli arancini, oltre che del pesce a volontà.<br />
Mancini, Petrescu, Codispoti, Picasso, Consagra, Matrecano, Rambaudi, Barone, Baiano, Shalimov, Signori. Chi non ricorda questa formazione, a Foggia ne sanno qualcosa. Era la grande squadra che ha entusiasmato l&#8217;Italia; una nazione incantata dal gioco spumeggiante che una squadra semisconosciuta riusciva ad esprimere.<br />
Era un Foggia da favola che sbalordì gli sportivi a suon di gol con a capo lui, Zdenek, un personaggio tanto carismatico quanto enigmatico. Lontano dai clamori dei tempi il boemo rivive l´inizio della sua carriera e l´esaltante costruzione di una squadra di esordienti a dimensione familiare.<br />
Ci sono le testimonianze dei calciatori più rappresentativi di quella esperienza non solo sportiva anche umana, come Signori, Rambaudi e Di Biagio che ricordano con nostalgia i gradoni dello Zaccheria, gli allenamenti da marines consumati sul campo in terra battuta di un oratorio foggiano.</p>
<p>Un ritorno clamoroso: Casillo ha ripreso il Foggia per 400mila euro più il carico di 1,3 milioni di debito.<br />
Si ricompone il trio che alla fine degli anni ottanta ha infiammato una città e conquistato gli amanti del calcio spettacolo.<br />
Nello staff anche Roberto Rambaudi.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/il_grande_foggia_di_zeman.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55580" title="il_grande_foggia_di_zeman" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/il_grande_foggia_di_zeman-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Per i rossoneri comincia una nuova éra e in panchina ci sarà Zdenek Zeman</strong> che, sotto la regia del ds Pavone, fa già sognare i tifosi: in città non si parla d&#8217;altro, Foggia è pronta a rivestirsi di rossonero e tornare a riempire le curve del Pino Zaccheria come ai vecchi tempi, dove bandiere, striscioni, tamburi, stendardi, gagliardetti, e migliaia di appassionati facevano da cornice ai 22 in campo. L&#8217;entusiasmo è alto, a Foggia si respira calcio e la voglia di ritornare nel calcio che conta è tanta.<br />
Si parla già dei primi possibili acquisti: il sogno è Pellicori, ma si parla di un clamoroso affare chiamato Biancolino. Come trequartista il nome più caldo è quello di Francesco Millesi.<br />
Mediterraneonline.IT approfitta dell&#8217;occasione per fare i migliori auguri a Pasquale Casillo e a tutti coloro che hanno deciso di investire nella nuova impresa calcistica, con la speranza che il Foggia possa tornare molto presto sui palcoscenici che contano.</p>
<p><strong>Biografia</strong><br />
<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/zeman.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-55581" title="zeman" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/zeman.jpg" alt="" width="130" height="117" /></a>Zdenek Zeman nasce a Praga il 12 Maggio del 1947, in un quartiere residenziale sulle rive della Moldava.<br />
Il padre Karel è un primario dell&#8217;ospedale di Praga, la madre Kvetuscia Vycpalek è casalinga.<br />
Frequenta 9 anni di scuola obbligatoria, tre di liceo, uno di attesa per iscriversi all&#8217;università, a causa del numero chiuso. Ma è lo sport la sua grande passione!<br />
Zeman parte nell&#8217;estate del 1968 insieme con la sorella Jarmila per andare a trovare lo zio Cestmir in Sicilia. E&#8217; proprio mentre si trova nell&#8217;isola che tanto amerà che i sovietici invadono Praga.<br />
Torna in patria, ma dopo un anno torna in Sicilia alla ricerca della libertà che non esisteva più nel suo paese natale.<br />
Si iscrive all&#8217;ISEF di Palermo, dove si diploma con il massimo dei voti discutendo una tesi sulla medicina dello sport.<br />
Ottiene la cittadinanza italiana nel 1975.<br />
In Sicilia conosce la sua futura moglie Chiara Perricone che gli darà due figli, Karel ed Andre</p>
<p>Carriera<br />
Si avvicina alla panchina accettando di allenare il Cinisi, una squadra di dilettanti di un paese alla periferia di Palermo.<br />
Allena poi il Bacigalupo, il Carini, il Misilmeri e l&#8217;Esacalza.<br />
Nel 1974 grazie all&#8217;intervento dello zio entra nelle Giovanili del Palermo che allena fino al 1983. Nel frattempo si iscrive al Supercorso di Coverciano (1978) dove ottiene il patentino di allenatore di Prima Categoria nel 1979. Nel 1983 il presidente del Licata, Giuseppe Alabisio, decide di assumere il tecnico Boemo dopo aver visto lo spumeggiante gioco praticato dalla squadra da lui allenata. Zdenek accetta l&#8217;incarico e inizia così la sua scalata al successo.<br />
Dodicesimo nel girone D della serie C 2 il primo anno, ottiene la promozione l&#8217;anno successivo. Straordinario il suo tabellino: in 34 partite ottenne 15 vittorie, 14 pareggi e solo 5 sconfitte; 58 gol realizzati contro i 30 subiti.<br />
Nel campionato 1985/86 si salva piazzandosi al dodicesimo posto del girone B della serie C 1.<br />
Nel 1986 i fratelli Casillo assumono come consulente del Foggia Giuseppe Pavone, che affascinato dai metodi rivoluzionari del Boemo lo consiglia per la panchina pugliese.<br />
Allena il Foggia nel 1986/87 nel campionato di C1 ma viene esonerato alla ventisettesima giornata in quanto, secondo il presidente Casillo, si è già accordato con il Parma.<br />
Si trasferisce nel club emiliano, quell&#8217;anno in serie B, ma la sua esperienza dura solo sette giornate. Il suo esonero però non avviene prima però della vittoria sul Milan in Coppa Italia (ai rigori).<br />
Richiamato in Sicilia nel 1988 allena in serie B il Messina, dove conquista l&#8217;ottavo posto e scopre il futuro campione delle Notti Romane dell&#8217;estate del 1990: Totò Schillaci, capocannoniere della serie cadetta con 23 gol.<br />
Il Foggia neopromosso in serie B, pentitosi per averlo mandato via, lo richiama a se&#8217; nel 1989: nasce così il &#8220;Foggia dei miracoli&#8221; con il presidente Casillo, il direttore sportivo Pavone ed il mister Zeman.<br />
Acquistano Manicone dal Palermo, Nunziata dal Pavia, Rambaudi dal Perugia e Signori dal Piacenza.<br />
Riscoperto attaccante dal Tecnico, il centrocampista Giuseppe Signori lo ripaga segnando 14 reti, contribuendo così al raggiungimento dell&#8217;ottavo posto.<br />
Ma è l&#8217;anno successivo, nel campionato 1990/91, che  dopo l&#8217;acquisto di Ciccio Baiano il mister con un calcio spettacolare affidato all&#8217;intoccabile 4-3-3 conquista l&#8217;agognata promozione in serie A. Questi i numeri della trionfale stagione: 38 partite, 51 punti, 67 gol, ma soprattutto il primo posto in classifica.<br />
Allena la squadra pugliese per 3 anni in serie A conquistando, contro ogni previsione che lo voleva subito retrocesso, un nono, un undicesimo ed un nono posto sfiorando la qualificazione in Coppa Uefa.<br />
Si deve a lui la scoperta per il campionato Italiano di giocatori come i già citati Signori e Baiano, Rambaudi, i russi Shalimov e Kolivanov, il rumeno Petrescu, l&#8217;argentino Chamot e Padalino, che fa esordire nel Foggia contro il Torino a 17 anni.<br />
1994: è l&#8217;ora di trasferirsi a Roma. Il presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, decide di puntare sul tecnico per portare la Lazio al &#8220;tavolo delle grandi&#8221;; dopo anni di grigiore calcistico è la via del bel gioco quella che secondo Cragnotti porta in Paradiso.<br />
Zdenek ritrova a Roma il suo pupillo Signori e convince il Patron a portare nella Capitale anche l&#8217;argentino Chamot e Rambaudi.<br />
Nonostante il passaggio ad una squadra con maggiori ambizioni il mister non cambia i sistemi di allenamento, la filosofia è sempre la stessa: è solo con il lavoro che si possono ottenere dei risultati.<br />
La prima Lazio di Zeman viene penalizzata nei suoi risultati da decisioni arbitrali quanto meno discutibili: abbandona i sogni scudetto perdendo in casa con la Juventus rimanendo in dieci per la dubbia espulsione di Cravero, esce dalla Coppa Uefa a Dortmund solo all&#8217;ultimo minuto con un gol di Riedle che perfeziona in rete una punizione invertita che aveva provocato anche l&#8217;ingiustificata espulsione dell&#8217;argentino Chamot, viene eliminata dalla Coppa Italia in semifinale dalla Juventus dopo una partita condotta dal primo all&#8217;ultimo minuto e giocata per più di un&#8217;ora in dieci uomini.<br />
Nonostante tutto i piazzamenti finali rendono giustizia al lavoro del Boemo: la Lazio è seconda in campionato, ottenendo il miglior risultato dallo scudetto del 1974 e raggiunge per la prima volta i quarti di finale di una Coppa Europea.<br />
L&#8217;anno seguente raggiunge il terzo posto nel campionato scoprendo al centro della difesa il giovane Alessandro Nesta, futura perla del calcio italiano.<br />
I detrattori del tecnico si fanno avanti scordandosi forse che nella parte cruciale della stagione perde per una lesione ai legamenti di un ginocchio il portiere Luca Marchegiani.<br />
Nelle Coppe il cammino della Lazio non è positivo come l&#8217;anno precedente: viene eliminata dalla Coppa Uefa dalla squadra francese del Lione e dall&#8217;Inter nei quarti di finale della Coppa Italia.<br />
E&#8217; comunque il solito ottimo finale di campionato con due pareggi e sei vittorie consecutive che gli permettono di ottenere la conferma per la panchina biancoceleste.<br />
Il terzo anno della sua storia laziale è forse uno dei più tristi della vita professionale del mister. Poco aiutato dal presidente Dino Zoff ed alle prese con una parte del &#8220;gruppo&#8221; che non lo segue più,  viene esonerato dal Patron Sergio Cragnotti il 27 gennaio 1997.<br />
I tifosi laziali devono comunque a lui in quell&#8217;anno  la scoperta del Ceko Nedved.<br />
L&#8217;epilogo della sua storia con la Lazio è tristissimo dal punto di vista umano: la notizia dell&#8217;allontanamento gli giunge infatti dai giornalisti mentre sta partecipando a Coverciano all&#8217;annuale incontro fra allenatori e capitani delle squadre.<br />
6 Maggio 1997: il presidente della A.S. Roma Franco Sensi convoca Zeman all&#8217;Hotel Cicerone e gli propone la panchina giallorossa.<br />
Il mister accetta volentieri l&#8217;incarico e si prepara ad affrontare il campionato 1997/98 che dovrà segnare il rilancio della compagine Capitolina.<br />
Il ritiro di Kapfenberg in Austria getta le basi per quella che sarà la più bella stagione della Roma degli ultimi anni.<br />
I tifosi riscoprono la gioia di andare allo stadio divertendosi sicuri di poter affrontare qualunque squadra a testa alta con la certezza di poter vincere su ogni campo.<br />
Chiude la stagione al quarto posto con il miglior attacco della serie A, qualificando così la squadra per la Coppa Uefa. I tifosi nonostante i quattro derby persi, che gli costano anche l&#8217;eliminazione dalla Coppa Italia, sono con il tecnico Boemo ed aspettano con impazienza il campionato successivo.<br />
Luglio 1998: scoppia la bomba doping. Il mister parla di calcio che deve uscire dalle farmacie  e dagli uffici finanziari, provocando la scomposta reazione di molti personaggi dell&#8217;ambiente che si sentono tirati in ballo dalle dichiarazioni di Zeman.<br />
Tali dichiarazioni gli porteranno non pochi problemi&#8230;..quante partite senza rigori durante il campionato successivo!!!!!!!!! Lo stesso vicepresidente del Milan Adriano Galliani a fine stagione dichiarerà che l&#8217;unica squadra veramente danneggiata dalle decisioni arbitrali è stata quella giallorossa.<br />
La stagione 1998/99, nonostante una rosa meno competitiva delle dirette concorrenti vede la Roma al quinto posto, ad un punto dalla quarta ed a due dalla terza posizione che avrebbero garantito l&#8217;ingresso in Champions League. E&#8217; sempre della Roma il miglior attacco della serie A e solo un arbitraggio scandaloso nega ai giallorossi la semifinale di Coppa Uefa. Il tecnico inoltre si prende anche la  rivincita nei derby, vincendo 3-3 (il quarto gol di Delvecchio è inspiegabilmente annullato) l&#8217;andata e 3-1 quello di ritorno, ripagando così la fiducia incondizionata del pubblico romanista.<br />
Si devono a lui la definitiva consacrazione di un campione come Francesco Totti, la nazionale per giocatori come Damiano Tommasi, Eusebio Di Francesco, A.C. Zago, l&#8217;esplosione di Luigi Di Biagio e la pioggia di gol di Marco Delvecchio che risulterà il miglior realizzatore italiano della stagione.<br />
Maggio 1999: finisce inspiegabilmente la storia fra Zdenek Zeman e l&#8217; A.S. Roma.<br />
Il mister dichiarerà di sentirsi molto deluso, forse più che dopo l&#8217;esonero della Lazio&#8230;&#8230;.<br />
6 Ottobre 1999: Zeman viene contattato dal presidente del Fenerbahçe Aziz Yildimir che lo vuole leader della sua squadra. Abituato a stupire come al solito il Mister anche questa volta non si lascia sfuggire l&#8217;occasione&#8230;&#8230;ed il contratto di otto mesi viene firmato prima che quasi ce ne potessimo accorgere. Una nuova sfida quella del Boemo, una sfida tanto ardua quanto stimolante quella alla guida dei Gialloblù Turchi&#8230;&#8230;.Zeman, d&#8217;altra parte, non può e non deve stare lontano dal Calcio.<br />
L&#8217;esordio è una sconfitta fuori casa contro il Trabzonespor, sconfitta che i giornali locali non esiteranno a definire &#8220;vittoria in campo&#8221;, visto l&#8217;entusiasmo della squadra e il gioco spumeggiante che Zeman ci ha abituato a vedere, &#8220;sconfitta per colpa dell&#8217;arbitro&#8221;, visto lo scandaloso comportamento di quest&#8217;ultimo. A seguire: una serie di partite con vittorie, pareggi, qualche sconfitta (ma comunque sempre gran bel gioco!); la curiosa saga che ha accompagnato i rinvii del derby turco (per voler del Galatasaray!); qualche altro problemino e dopo tre mesi le dimissioni.<br />
16 Giugno 2000: Presentazione di Zeman alla Società Sportiva Calcio Napoli. Il mister torna così in Italia per allenare la neopromossa squadra partenopea. La speranza è quella di rendere alla neopromossa il valore passato. Le premesse tuttavia non sono delle migliori: dei giocatori chiesti dal Mister ne arrivano ben pochi ed alcuni a ritiro ormai ultimato. Il precampionato fa intravedere sprazzi di bel gioco, ma è la voglia dei giocatori quella che manca; molti sono infatti i giocatori che già dal ritiro davano segni di insofferenza. L&#8217;esordio in Coppa Italia vede la sconfitta degli azzurri, ma mancavano i permessi per molti dei nuovi arrivi (a giochi fatti ci chiediamo se sia stato solo un caso&#8230;). La prima partita di campionato contro la Juventus ci offre un gioco spumeggiante e solo una magia di Del Piero nega al Napoli di raccogliere punti e soprattutto morale. La trasferta di Milano contro l&#8217;Inter denuncia la scarsa competitività della rosa per affrontare un campionato di serie A, ma con il lavoro del Mister tutto sarebbe possibile! Sono però le partite successive a segnalarci come i veri problemi del Napoli siano altri. I risultati del campo sono poco importanti, quello che conta sono gli strani giochi che si compiono in società: mezzi esoneri, fiducia a tempo, ingerenze varie, per finire con la sceneggiata di Perugia dove, dopo un pareggio strappato da una delle future squadre rivelazione del campionato, anche grazie ad un dubbio rigore a favore degli umbri, la società decide di interrompere il rapporto di lavoro con Mister Zeman facendo anticipare le sue decisioni da un gruppo di tifosi &#8220;molto vicino&#8221; ai vertici societari.<br />
2 Luglio 2001: Presentazione di Zeman alla Salernitana. Numerose sono state le offerte giunte al Mister durante il periodo di &#8220;silenzio&#8221; che ha seguito l&#8217;esonero da parte della società partenopea, ma Zdenek ha deciso di ricominciare ad &#8220;allenare&#8221; ed &#8220;insegnare calcio&#8221;. Riparte dunque da Salerno il suo viaggio nel mondo del calcio, da una società che ha piena fiducia nelle sue capacità, da un gruppo di ragazzi che hanno voglia di lavorare, di imparare e di giocare&#8230;&#8230;&#8230;<br />
13 Agosto 2001: Esordio ufficiale del Mister sulla panchina granata. L&#8217;avventura del tecnico di Praga con la Salernitana inizia nel migliore dei modi 3-0 al Catania in Coppa Italia e 2-0 contro la Sampdoria nel Campionato di serie B. La stagione continua con alti e bassi, ma una seconda parte di stagione fa pensare ad un finale a sorpresa con una possibile lotta per la serie A, traguardo non preventivato ad inizio anno. Sono le ultime partite dell&#8217;anno a far tramontare questo sogno, non senza qualche rimpianto e molti dubbi&#8230;.Nonostante tutto la Salernitana chiude con un ottimo sesto posto, il terzo attacco del campionato e si pensa di aver gettato le basi per un campionato di vertice nella stagione successiva.<br />
14 Giugno 2002: Dopo alcune incertezze, dovute alla necessità di chiarire le strategie della società, Zdenek Zeman decide di continuare l&#8217;avventura a Salerno per raggiungere l&#8217;obiettivo che si era prefissato un anno prima. Si parte per il ritiro ma al contratto manca ancora la firma.<br />
Estate 2002: Nonostante alcune divergenze con la società relative all&#8217;organico, ai campi d&#8217; allenamento e ai programmi da seguire, Zdenek Zeman decide di firmare il contratto alla vigilia dell&#8217;esordio in Coppa Italia, sperando che tutti i problemi possano essere risolti e che le promesse fatte vengano mantenute.<br />
27 Dicembre 2002: La Salernitana decide di interrompere anticipatamente il rapporto con Mister Zeman. Delle cose garantite a giugno non è arrivato nulla e la sensazione è quella di una storia che era finita già prima di cominciare.<br />
16 Giugno 2003: Zdenek Zeman viene presentato ad Avellino. Sarà la società irpina la squadra con cui il tecnico Boemo tenterà di riproporre il suo calcio spumeggiante.<br />
18 Luglio 2003: Inizia il ritiro precampionato a San Giorgio di Brunico (Bz)<br />
12 giugno 2004: Termina con una sconfitta contro il Catania la sfortunata stagione irpina. La squadra retrocede tra i molti rimpianti per una stagione che avrebbe potuto dare molto di più.<br />
15 giugno 2004: E&#8217; dalla Puglia che ripartirà l&#8217;avventura del tecnico Boemo nella massima serie del Campionato Italiano. Torna nella regione che lo aveva presentato al grande pubblico con la nascita di Zemanlandia e torna ai colori giallorossi.<br />
29 maggio 2005: Termina con il pareggio per 3 reti a 3 contro il Parma il campionato del Mister in Puglia. Il Lecce si salva tranquillamente ed a molti resta il dubbio che se non ci fossero stati episodi poco chiari, confermati successivamente dalle intercettazioni che daranno il via a Calciopoli, la stagione avrebbe avuto un’altra storia.<br />
5 marzo 2006: Ricomincia l&#8217;avventura con il calcio giocato. Mister Zeman riparte da Brescia.<br />
21 giugno 2006: Torna ad allenare il Lecce il tecnico boemo Zdenek Zeman.<br />
Natale 2006: Il Lecce decide di interrompere il rapporto di lavoro con il tecnico boemo.<br />
17 giugno 2008: Zdenek Zeman e&#8217; il nuovo allenatore della Stella Rossa di Belgrado.<br />
15 luglio 2010: La rinascita, a Foggia tornano Zeman, Casillo e Pavone, storica triade dei bei tempi.</p>
<p>1974-75 Palermo Giovanili<br />
1975-76 Palermo Giovanili<br />
1976-77 Palermo Giovanili<br />
1977-78 Palermo Giovanili<br />
1978-79 Palermo Giovanili<br />
1979-80 Palermo Giovanili<br />
1980-81 Palermo Giovanili<br />
1981-82 Palermo Giovanili<br />
1982-83 Palermo Giovanili<br />
1983-84 Licata Serie C2/d<br />
1984-85 Licata Serie C2/d<br />
1985-86 Licata Serie C1/b<br />
1986-87 Foggia Serie C1/b<br />
1987-88 Parma Serie B<br />
1988-89 Messina Serie B<br />
1989-90 Foggia Serie B<br />
1990-91    Foggia       Serie A<br />
1991-92 Foggia Serie A<br />
1992-93 Foggia Serie A<br />
1993-94 Foggia Serie A<br />
1994-95 Lazio         Serie A<br />
1995-96 Lazio         Serie A<br />
1996-97 Lazio         Serie A<br />
1997-98 Roma Serie A<br />
1998-99 Roma Serie A<br />
1999-00 Fenerbahçe Serie A (Turchia)<br />
2000-01 Napoli Serie A<br />
2001-02 Salernitana Serie B<br />
2002-03 Salernitana Serie B<br />
2003-04 Avellino Serie B<br />
2004-05 Lecce Serie A<br />
2005-06 Brescia Serie B<br />
2006-07 Lecce Serie B<br />
2008-09 Stella Rossa Belgrado Serie A (Serbia)<br />
2010         Foggia        Prima Divisione</p>
<p><strong>Tattica</strong></p>
<p>Perchè il 4-3-3? &#8220;E&#8217; il modo più razionale per coprire gli spazi&#8221; Come è arrivato a questa soluzione? &#8220;E&#8217; geometria&#8221;</p>
<p>Sembra facile a sentire le parole del Mister ma la sua organizzazione di gioco è un meccanismo perfetto, degno del più sofisticato Rolex.<br />
I movimenti difensivi del 4-3-3 consistono nel &#8220;pressare la palla e nel coprire gli spazi&#8221;.</p>
<p>I difensori sono quattro, schierati seguendo il profilo di una mezzaluna, ma i due esterni sono molto più inclini alla fase offensiva che a quella difensiva.<br />
Dei centrocampisti, il centrale è il fulcro di tutta la manovra, mentre i due laterali macinano chilometri per tamponare il gioco avversario, ma soprattutto per creare superiorità numerica sulle fasce, &#8220;collaborando con il terzino e con l&#8217;attaccante&#8221;.<br />
I giocatori del tridente offensivo devono essere veloci e tecnici, sempre pronti a sfruttare le numerosissime occasioni da rete fornite dagli schemi di Zeman, non esistendo un unico finalizzatore delle azioni di attacco che &#8220;dipende dalla situazione che si crea sul campo&#8221;, senza per questo dimenticarsi di tornare a coprire a centrocampo quando la sfera è in mano all’avversario, nei suoi movimenti difensivi infatti la posizione degli attaccanti laterali &#8220;dipende da dove si trova la palla&#8221;.</p>
<p>Un calcio dinamico, quindi, senza lasciare nulla al caso, in cui l&#8217;organizzazione domina sull&#8217;improvvisazione, perchè un conto è la lavagnetta e un altro è il campo.<br />
Allo stesso tempo però un calcio facile, alla portata di tutti; 4-3-3 dunque, &#8220;perchè non esiste giocatore che non lo può fare&#8221; &#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p><strong><br />
Giornata tipo in ritiro</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/curva_foggia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-55582" title="curva_foggia" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/curva_foggia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
ore 9,30 Stretching<br />
ore 10,00 Ripetute<br />
ore 11,30 Stretching<br />
ore 13,00 Pranzo<br />
ore 16,00 Lavagna<br />
ore 16,30 Stretching<br />
ore 17,00 Esercizi di tecnica individuale<br />
- Esercizi di possesso palla<br />
- Gradoni<br />
- Partitella<br />
- Tattica<br />
ore 19,45 Stretching<br />
ore 20,30 Cena    ( Biografia, Carriera e Tattica a cura di Zeman.org)</p>
<p>&#8220;Raramente mi capita di dire una bugia. Per questo mi sento solo. E&#8217; un mondo, il nostro, in cui se ne dicono tante.&#8221; Zdenek Zeman</p>
<p>Rosario Ligato</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Serie A: Le big iniziano la nuova stagione in attesa dei colpi di mercato</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 12:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il Mondiale, il calcio va in vacanza: il primo impegno ufficiale sarà il 21 agosto, quando a Milano si giocherà la Supercoppa italiana tra Inter e Roma. I nerazzurri di Benitez scenderanno in campo anche il 27 agosto contro l&#8217;Atletico Madrid in occasione della Supercoppa Europea. La prima giornata della Seria A si disputerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il Mondiale, il calcio va in vacanza: il primo impegno ufficiale sarà il 21 agosto, quando a Milano si giocherà la Supercoppa italiana tra Inter e Roma. I nerazzurri di Benitez scenderanno in campo anche il 27 agosto contro l&#8217;Atletico Madrid in occasione della Supercoppa Europea.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/rafael_benitez_primo_allenamento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55530" title="rafael_benitez_primo_allenamento" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/rafael_benitez_primo_allenamento-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>La prima giornata della Seria A si disputerà il 28 e 29 agosto.</strong><br />
In un calciomercato bloccato dalla crisi, la maggior parte delle squadre ha ripreso la preparazione in vista del nuovo anno calcistico. Dopo la stagione trionfale conclusa con la vittoria di Campionato, Coppa Italia e Champions League, l&#8217;Inter riparte con la stessa fame di vittoria della scorsa stagione. La squadra è rimasta invariata, sono arrivati elementi giovani e di qualità come Biabiany e Coutinho, Branca è pronto a piazzare il grande colpo a metà campo ( Mascherano ). Probabilmente il presidente Moratti si priverà di uno dei suoi campioni per fare cassa, l&#8217;indiziato numero 1 ad emigrare è Balotelli, richiesto da City e United.<br />
Sarà la nuova Inter di Rafa Benitez che ha un compito difficilissimo, sostituire il miglior allenatore del mondo, alias Jose Mourinho. Benitez è un allenatore molto intelligente e saprà gestire al meglio un gruppo formato da tanti campioni. Il tecnico spagnolo ama il bel gioco e cercherà di costruire un Inter vincente e bella allo stesso tempo.<br />
Benitez è un fautore del 4-2-3-1, oggi giocherebbe così: J. Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti; T. Motta, Cambiasso; Biabiany, Sneijder, Eto&#8217;o, Milito.</p>
<p><strong>Dopo l&#8217;avvincente testa a testa della passata stagione,</strong> la Roma si presenta ai nastri di partenza con un Adriano in più: la squadra di Ranieri nonostante i debiti, cercherà di ripetere la stagione appena conclusa. Il direttore sportivo Pradè sta cercando in tutti i modi di acquistare la comproprietà di Burdisso, elemento di sicuro affidamento nella retroguardia capitolina.<br />
Ranieri ha la fiducia di tutto l&#8217;ambiente giallorosso, il tecnico romano ha saputo risollevare la squadra dopo la crisi patita nell&#8217;ultima edizione dell&#8217;era Spalletti. I giallorossi hanno espresso un calcio gradevole, perdendo il campionato solo per una manciata di sfortuna.<br />
Oltre a Burdisso e Adriano la Roma dovrà rinforzare un centrocampo che ad oggi non ha grandi sostituti, e in un campionato lungo come la Serie A, oltre alla Champions, avere una panchina lunga fa la differenza.<br />
Così la Roma targata Ranieri: 4-4-2 Julio Sergio, Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Taddei, Pizzarro, De Rossi, Perrotta; Vucinic, Totti.</p>
<p><strong><br />
Tutto fermo invece in casa Milan:</strong> i rossoneri dopo la parentesi Leonardo ripartono da Allegri. I tifosi del diavolo sono delusi dopo un avvio di mercato privo di colpi nè alla botte nè al cerchio. Sarà un Milan Low Cost: probabili le partenza di Ronaldinho e Hunteelar, Galliani cerca una punta, ma senza spendere un euro non sarà facile trovarlo.<br />
Il Milan è la brutta copia del grande Milan vincente di qualche anno fa. A queste condizione, la famiglia Berlusconi farebbe meglio a vendere. I tifosi sono abituati a lottare per vincere in ogni competizione; con questa squadra il Milan potrà alzare solo qualche trofeo estivo e nulla più. Una società come quella del Milan ha il dovere di far sognare i propri tifosi, oggi invece, i sogni sono chiusi in un cassetto con un lucchetto anti scasso.<br />
Così il Milan di Allegri, 4-3-1-2: Abbiati, Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Flamini, Pirlo, Ambrosini; Seedorf; Pato, Borriello.</p>
<p>Se il Milan ha difficoltà a muovere il calciomercato, la Juventus sta cambiando pelle a 360 gradi: dopo il presidente Agnelli, sono arrivati il tecnico Del Neri e il direttore Marotta. L&#8217;ambiente bianconero vuole tornare ad essere vincente come alcuni anni fa. Non sarà semplice ma la voglia non manca: la dirigenza juventina è a lavoro per costruire una grande Juve: sono arrivati Storari, Motta, Bonucci, Martinez, Pepe; altri calciatori di qualità arriveranno. Il direttore Marotta potrebbe avere dalla Reggina il difensore Camilleri di cui si dice un gran bene.<br />
Del Neri è un tecnico tradizionalista, che fa del lavoro la sua arma vincente: il 4-4-2 è il suo marchio di fabbrica, il suo modulo richiede 4 esterni che sappiamo svolgere al meglio le 2 fasi di gioco. La Juve è alla ricerca di una punta in grado di finalizzare il gioco dopo il semi fallimento di Amauri nella passata stagione. Storari prenderà il posto del convalescente Buffon.<br />
La Juve oggi giocherebbe così, 4-4-2: Storari, Motta, Bonucci, Chiellini, De Ceglie; Pepe, Sissoko, Marchisio, Martinez, Del Piero, Iaquinta.</p>
<p>Rosario Ligato</p>
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		<title>Le pagelle di Sudafrica 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 22:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SPAGNA 10: E&#8217; la squadra campione del mondo, la più forte, la migliore per qualità di gioco, per tecnica individuale, per carattere. Le Furie Rosse hanno vinto la Coppa del mondo vincendo per 1 a 0 le 4 sfide ad eliminazione diretta, manifestando un grande equilibrio tra i reparti. La Spagna ha vinto anche senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/mondiali_sud_africa_20101.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55175" title="mondiali_sud_africa_2010" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/mondiali_sud_africa_20101-261x300.jpg" alt="" width="261" height="300" /></a>SPAGNA 10:</strong> E&#8217; la squadra campione del mondo, la più forte, la migliore per qualità di gioco, per tecnica individuale, per carattere. Le Furie Rosse hanno vinto la Coppa del mondo vincendo per 1 a 0 le 4 sfide ad eliminazione diretta, manifestando un grande equilibrio tra i reparti. La Spagna ha vinto anche senza Torres: il bomber del Liverpool pur giocando in ogni match, è stato praticamente inesistente. Il portiere Casillas ha giocato un grande mondiale: decisive le 2 parate in finale sulle conclusioni di Robben.<br />
La difesa di Del Bosque è stata la vera arma vincente: Sergio Ramos, Piquè, Puyol e Capdevila non hanno concesso niente ai vari attaccanti che si sono fatti avanti. La Spagna è sembrata una vera macchina da guerra condotta verso la vittoria dal suo fantastico regista :Xavi Hernandez, un metro e settanta di altezza ma chili di cervello a seguito. Il metronomo del Barcellona è stata la vera anima di questa squadra, dettando i tempi di ogni giocata.<br />
Se Xavi è stato un leader, Iniesta ha dato un contributo notevole alla causa spagnola: il fantasista blaugrana non ha rivali dalla metà campo in avanti. Iniesta è la qualità fatta persona: abile nel dribbling, bravissimo negli inserimenti, cinico e decisivo sotto porta. Suo il gol più importante di tutta la storia della Spagna. L&#8217;attacco delle Fuori Rosse non è riuscito a tramutare in gol il grande possesso palla spagnolo, tuttavia, Villa è stato decisivo in molte partite di questo mondiale. Il neo attaccante del Barca ha segnato 5 gol diventando il vero punto di riferimento per i suoi compagni. Il dominio spagnolo cominciato nel 2008 continua, solo l&#8217;Inter è riuscita nell&#8217;impresa di interrompere la lunga scia di successi che ha preso la via della Spagna, battendo il Barcellona ed eliminandolo dalla Champions League 09/10. La Spagna annovera calciatori giovani ed è destinata a vincere ancora.</p>
<p><strong>OLANDA 9:</strong> Ha accarezzato fino all&#8217;ultimo il sogno mondiale. Si è arresa al 113&#8242; piegata da un gol di Iniesta. I Tulipani hanno raccolto più di quanto potevano dare: non tutti i suoi elementi valevano la finale mondiale. Gli arancioni hanno sfruttato alla grande alcune individualità, su tutti Sneijder e Robben che hanno trascinato la squadra fino alla finale. Il risultato ottenuto vale un bel 9 in pagella.</p>
<p>GERMANIA 8,5: Ha giocato il più bel calcio del mondiale, a tratti irresistibile. Merito del suo allenatore che ha inculcato ai giocatori una mentalità vincente. Una squadra multietnica, camaleontica, costruita con l&#8217;ossatura del Bayern: Schweinsteiger ha guidato come un veterano la squadra di Loew; ottime le sorprese Ozil e Mueller che sono il futuro del calcio tedesco. Da lodare il contributo del sempreverde Klose.</p>
<p>URUGUAY 8: Un quarto posto che vale come la vittoria del mondiale. Partita in sordina, la Celeste è arrivata fino alle semifinali grazie al suo notevole potenziale offensivo: Forlan, Suarez e Cavani hanno fatto faville. L&#8217;attaccante dell&#8217;Atletico Madrid ha vinto la palma del miglior giocatore del Mondiale, un motivo d&#8217;orgoglio per tutto l&#8217;Uruguay.</p>
<p>GHANA 8: Molti si chiedono dove sarebbe potuto arrivare il Ghana se Gyan avesse trasformato quel rigore contro l&#8217;Uruguay. A noi non interessa, il Ghana ha comunque disputato un grande mondiale e si merita un bel 8 in pagella.</p>
<p>PARAGUAY 7: Il Calcio sudamericano è in continua ascesa: in questo mondiale si è messo in mostra il Paraguay che ha dimostrato grande forza fisica e buone qualità tecniche. Si è arreso alla grande Spagna.</p>
<p>PORTOGALLO 5: Nessuno pensava ad Portogallo campione del Mondo, ma una squadra composta da elementi del calibro di Cristiano Ronaldo, Carvalho, Miguel, Simao, doveva fare sicuramente qualcosa in più.</p>
<p>BRASILE 4: Partito con i favori del pronostico il Brasile si è dissolto alla prima vera difficoltà. Probabilmente non era la grande squadra immaginata dai suoi tifosi: Kaka ha deluso così come Robinho. Dunga non è stato all&#8217;altezza della situazione: Felipe Melo dopo la prima ammonizione contro l&#8217;Olanda andava sostituito. Dettagli che sono costati la qualificazione. Il 2014 sarà il tempo delle rivincite, il mondiale si disputerà proprio in Brasile e la vittoria non potrà sfuggire.</p>
<p>INGHILTERRA 3: Molti addetti ai lavori davano l&#8217;Inghilterra campione del mondo ancor prima di giocare. Peccato che i conti si fanno alla fine. Don Fabio ha sbagliato tutto: ha costruito la sua carriera sul 4-4-2, unica parentesi con la Roma dove ha giocato con un 3-4-1-2. Ha stravinto le qualificazioni sempre con lo stesso modulo ma poi si è presentato in Sudafrica come un bambino alle prime armi, cambiando modulo ogni 10 minuti. Capello ha fallito in quello che gli riusciva meglio: la squadra non ha avuto disciplina, nè in campo nè fuori. L&#8217;emblema è stato Rooney che non ha lasciato traccie della sua presenza.</p>
<p>ARGENTINA 2: Probabilmente con un altro allenatore, la Seleccion avrebbe conteso alla Spagna la Coppa del Mondo. Maradona invece ha deturpato i sogni di milioni di tifosi che pensavano di trionfare dopo anni di anonimato. Maradona ha deturpato il sogno di Milito che, accantonato in panchina, ha perso quel pallone d&#8217;oro che tanto meritava dopo le vittorie con l&#8217;Inter.<br />
Maradona ha dato uno schiaffo morale al mondo del calcio lasciando a casa Cambiasso e Zanetti, campioni dentro e fuori dal campo. Maradona ha gettato alle ortiche la classe di Messi, miglior giocatore al mondo, caricandolo di troppe responsabilità.<br />
Maradona dovrebbe dimettersi per il bene del calcio argentino.</p>
<p>ITALIA 1: I campioni del mondo uscenti lasciano la competizione sudafricana nel peggior modo possibile in uno dei gironi più deboli visti nella storia dei mondiali. La banda di Lippi ha fatto vergognare un&#8217;intera nazione: giocatori molli, senz&#8217;anima, senza qualità, senza orgoglio, senza dignità ma con tanta paura. C&#8217;è modo e modo di perdere, la disfatta degli azzurri in Sudafrica è ingiustificabile e vede in Lippi il primo responsabile. Anche Abete non è esente da colpe e farebbe meglio a rassegnare le dimissioni per il bene di tutti. La palla passa a Prandelli e speriamo passi anche dai piedi di quei giocatori che col pallone ci sanno fare.</p>
<p>FRANCIA 0: Tecnicamente ha deluso come l&#8217;Italia, i Blues però, hanno fatto una pessima figura dopo le liti tra giocatori e allenatore durane il mondiale. La disfatta dei “Bleus” è diventata un caso politico in Francia. Il presidente Nicolas Sarkozy ha incontrato Thierry Henry. L’ex capitano, escluso dal ct Domenech, gli ha chiesto un faccia a faccia. Il capitolo Domenech si è concluso come peggio non poteva, spetterà al nuovo allenatore Laurent Blanc ricostruire una squadra a pezzi.</p>
<p>Rosario Ligato</p>
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		<title>LA SPAGNA E&#8217; CAMPIONE DEL MONDO</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 04:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Johannesburg, Soccer City Stadium &#8211; Domenica 11 luglio Ci sono voluti 120 minuti per decretare la squadra Campione del Mondo 2010: ha trionfato la Spagna grazie ad una rete di Iniesta arrivata a 9&#8242; dai calci di rigore. E&#8217; stata una partita giocata all&#8217;ultimo sangue dalle 2 squadre, una partita che resterà negli annali del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Johannesburg, Soccer City Stadium &#8211; Domenica 11 luglio Ci sono voluti 120 minuti per decretare la squadra Campione del Mondo 2010: ha trionfato la Spagna grazie ad una rete di Iniesta arrivata a 9&#8242; dai calci di rigore.<br />
E&#8217; stata una partita giocata all&#8217;ultimo sangue dalle 2 squadre, una partita che resterà negli annali del calcio: questa sera le Furie Rosse conquistano per la prima volta nella loro storia la Coppa del Mondo.<br />
La squadra di Del Bosque bissa la vittoria dell&#8217;Europeo del 2008 dimostrando di essere la squadra migliore di tutte: una rosa composta da giovani fenomeni che hanno legittimato questa coppa giocando un calcio champagne.<br />
<strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/spagna1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55040" title="spagna" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/spagna1-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Ha vinto la scuola spagnola che ha messo in mostra un possesso palla fantastico</strong>, figlio di un lavoro che proviene dalla cantera, il settore giovanile iberico. Ha vinto Del Bosque che è stato bravo a presentare una Spagna versione Barcellona: sono ben 7 i giocatori Catalani che sono scesi in campo contro l&#8217;Olanda. Una struttura di squadra già amalgamata, organizzata, con un sistema di gioco consacrato.<br />
E&#8217; stato Iniesta l&#8217;eroe della serata che ha consegnato alla Spagna una vittoria che ha spalancato la porta dei festeggiamenti ai milioni di spagnoli che hanno visto la partita in ogni angolo del mondo. Il centrocampista del Barcellona ha segnato il gol più importante della sua carriera. Un gol che ha scacciato ogni fantasma e ha decretato la squadra più forte del mondo.<br />
Il Mondiale si conclude con la vittoria delle Furie Rosse che prendono il posto degli azzurri Campioni del Mondo uscenti. Onore all&#8217;Olanda che ha giocato alla pari con la Spagna fino all&#8217;ultimo secondo. Gli Orange hanno perso solo perchè sono stati più sfortunati: Robben ha avuto ben 2 volte la palla che avrebbe potuto cambiare le sorti dell&#8217;incontro, ma è stato bravo Casillas che nelle occasioni ha salvato il risultato.<br />
I Tulipani hanno disputato un grande mondiale. Non è facile, però, digerire la terza sconfitta in 3 finali di Coppa del Mondo. Come &#8217;74, &#8217;78, anche il 2010 diventerà una data triste per il calcio olandese.<br />
La squadra di Van Marwijck è stata battuta solo ai tempi supplementari e con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto vincere la Coppa: da segnalare che qualche minuto prima del gol di Iniesta, l&#8217;arbitro Webb<br />
non ha concesso un sacrosanto calcio d&#8217;angolo all&#8217;Olanda che avrebbe tenuto distante Torres e compagni dall&#8217;area di rigore difesa da Stekelenburg.<br />
Ma il calcio è anche questo: probabilmente era già tutto scritto, la Spagna era la squadra prescelta dal destino per sollevare la Coppa più importante del mondo.<br />
La festa in Spagna è appena iniziata: a Madrid intere generazioni si sono dati appuntamento nelle piazze per festeggiare l&#8217;impresa dei suoi beniamini. La festa continuerà per tutta la notte. La vittoria di stasera unisce una nazione divisa dal suo rigido campanilismo.</p>
<p><strong>11 LUGLIO 2010: La Spagna è Campione del Mondo.</strong></p>
<p>OLANDA &#8211; SPAGNA 0-1</p>
<p>OLANDA: 1 Stekelenburg; 2 Van der Wiel, 3 Heitinga 5, 4 Mathijsen, 5 Van Brocnkhorst 5.5 (14&#8242;pts Braafheid); 6 Van Bommel, 8 De Jong 5 (8&#8242;pts Van der Vaart), 11 Robben, 10 Sneijder, 7 Kuyt 5.5 (25&#8242;st Elia); 9 Van Persie. A disp.: Vorm, Boschker, Boulahrouz, Ooijer, De Zeeuw, Schaars, Afellay, Elia, Babel, Huntelaar. All.: Van Marwijck</p>
<p>SPAGNA: 1 Casillas; 15 Sergio Ramos, 3 Piquè, 5 Puyol, 11 Capdevila; 8 Xavi, 6 Iniesta, 16 Busquets, 14 Xabi Alonso 6 (41&#8242;st Fabregas), 18 Pedro 5.5 (15&#8242;st Navas); 7 Villa 6 (1&#8242;sts Fernando Torres). A disp.: Valdes, Reina, Albiol, Marchena, Busquets, Silva, Mata, Arbeloa, Llorente, Navas. All.: Del Bosque</p>
<p>ARBITRO: Webb (Ing); assistenti Cann e Mullarkey (Ing); 4° uomo Nishimura (Gia)</p>
<p>MARCATORI: 11&#8242;sts Iniesta</p>
<p>NOTE: espulso al 4&#8242;sts Heitinga per doppia ammonizione; ammoniti Van Persie, Puyol, Van Bommel, Sergio Ramos, De Jong, Van Bronckhorst, Heitinga, Capdevila, Robben, Van der Wiel, Mathijsen, Xavi.</p>
<p>Rosario Ligato</p>
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		<title>Sudafrica 2010: Alla Germania la medaglia di bronzo. Superato l&#8217;Uruguay per 3 a 2</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 06:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Port Elizabeth, &#8220;Stadio Nelson Mandela Bay&#8221; 10 Luglio 2010 La Germania ha chiuso il suo mondiale al terzo posto. La squadra di Loew ha battuto l&#8217;Uruguay per 3 a 2 grazie alle reti di Mueller, Jansen e Khedira; per la Celeste hanno segnato Cavani e Forlan. E&#8217; stata una partita ricca di gol: i calciatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Port Elizabeth, &#8220;Stadio Nelson Mandela Bay&#8221; 10 Luglio 2010</strong></p>
<p>La Germania ha chiuso il suo mondiale al terzo posto. La squadra di Loew ha battuto l&#8217;Uruguay per 3 a 2 grazie alle reti di Mueller, Jansen e Khedira; per la Celeste hanno segnato Cavani e Forlan. E&#8217; stata una partita ricca di gol: i calciatori hanno interpretato la gara senza pensare troppo a difendersi, ne ha guadagnato lo spettacolo, le occasioni da gol non sono mancate. <strong>Alla fine ha vinto la Germania</strong> che ha dimostrato la sua superiorità di squadra nei confronti dei sudamericani.</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/forlan.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-54991" title="forlan" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/forlan-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Bene l&#8217;Uruguay di Forlan</strong> che chiude al quarto posto  conquistando tanti applausi e tante pacche sulle spalle.<br />
Domani la finale tra Olanda e Spagna manderà in archivio il mondiale sudaficano 2010.</p>
<p>Mondiali 2010 &#8211; FINALE 3°-4° POSTO</p>
<p>URUGUAY-GERMANIA 2-3<br />
RETI: 19&#8242; Muller (G), 27&#8242; Cavani (U), 51&#8242; Forlán (U), 56&#8242; Jansen (G), 78&#8242; Khedira (G).</p>
<p>URUGUAY (4-3-3) Muslera; Fucile, Lugano, Godín, Cáceres; Maxi Pereira, Pérez (77&#8242; Gargano), Arévalo Ríos; Cavani, Forlán, Suárez (a disp. Castillo, Silva, Victorino, Egurén, A. Pereira, Lodeiro, González, Scotti, S. Fernández, Abreu). CT: Tabárez</p>
<p>GERMANIA (4-2-3-1): Butt; J.Boateng, Friedrich, Mertesacker, Aogo; Khedira, Schweinsteiger; Oezil, Muller, Jansen (81&#8242; Kroos); Cacau (73&#8242; Kiessling)(a disp. Neuer, Wiese, Tasci, Lahm, Badstuber, Trochowski, Podolski, Marin, Gómez, Klose). CT: Loew</p>
<p>Arbitro: Archundía (Messico; ass. Vergara-Torrentera)<br />
Ammoniti: Aogo, Cacau (G), Pérez (U)</p>
<p>Rosario Ligato</p>
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		<title>Sudafrica 2010: Una rete di Puyol regala la prima finale mondiale alle Furie Rosse</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 07:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durban, &#8220;Durban Stadium&#8221;, 7 luglio 2010. Sarà Olanda-Spagna la finale del mondiale Sudafricano 2010. Le Furie Rosse hanno battuto la Germania per 1 a 0, ha deciso la sfida una rete di Puyol al 73&#8242; della ripresa. Ha vinto la squadra più forte, la favorita numero 1 di questo mondiale. E non può essere altrimenti: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durban, &#8220;Durban Stadium&#8221;, 7 luglio 2010. Sarà Olanda-Spagna la finale del mondiale Sudafricano 2010. Le Furie Rosse hanno battuto la Germania per 1 a 0, ha deciso la sfida una rete di Puyol al 73&#8242; della ripresa.<br />
Ha vinto la squadra più forte, la favorita numero 1 di questo mondiale. E non può essere altrimenti: una rosa che annovera elementi come Puyol, Pique, Sergio Ramos, Busquets, Xavi, Iniesta, Pedro, Torres, Villa, Fabregas, può solo vincere.<br />
La Germania ha entusiasmato gli sportivi giocando un calcio champagne, questa sera, però, si è dovuta arrendere alla maggiore qualità degli spagnoli.<br />
L&#8217;assenza di Mueller nelle file tedesche ha pesato e non poco: la squadra di Loew non è riuscita a organizzare un contropiede degno di questo nome. La Spagna col passare dei minuti ha trovato più efficacia nel suo gioco sfoggiando un grande possesso palla.<br />
La Germania ha provato a difendersi con 10 effettivi dietro la linea della palla ma ha dovuto alzare bandiera bianca al 73&#8242; quando Puyol, approfittando di un calcio d&#8217;angolo, saltava più in alto di tutti e batteva l&#8217;incolpevole Neuer con un grande colpo di testa.<br />
Il talento delle Furie Rosse è superiore, il verdetto del campo è una sentenza di cassazione. Vince meritatamente la Spagna che raggiunge un traguardo storico come la prima finale mondiale nella sua storia. Dopo la vittoria dell&#8217;Europeo 2008, la Spagna punterà al bis. Di fronte l&#8217;Olanda di Sneijder e Robben in una sfida che si preannuncia tra le più belle degli ultimi anni.<br />
<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/puyol_1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-54862" title="puyol_1" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/puyol_1-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<p><strong>GERMANIA-SPAGNA 0-1</strong><br />
73&#8242; Puyol</p>
<p>GERMANIA (4-2-3-1) Neuer, Lahm, Mertesacker, Friedrich, Boateng (52&#8242; Jansen), Khedira, Schweinsteiger, Trochowski (62&#8242; Kroos), Özil, Podolski, Klose. Ct: Joachim Loew</p>
<p>SPAGNA (4-1-3-2) Casillas, Sergio Ramos, Puyol, Piqué, Capdevila, Busquets, Xavi, Xabi Alonso (92&#8242; Marchena), Iniesta, Villa (81&#8242; Torres), Pedro (85&#8242; Silva). Ct: Vicente Del Bosque</p>
<p>Arbitro: Viktor Kassai (Ungheria)</p>
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		<title>Serie B: Sarà una Reggina Low Cost</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 09:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rosario Ligato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il calcio italiano è in crisi: il fallimento della nostra nazionale nel mondiale sudafricano è stato l&#8217;emblema del momento difficile che attraversa il nostro calcio. Mancano i talenti, mancano i campioni, mancano gli italiani. Negli ultimi anni l&#8217;invasione straniera non ha lasciato scampo al settore giovanile, quest&#8217;ultimo sempre più trascurato e sempre più dimenticato. Anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il calcio italiano è in crisi: il fallimento della nostra nazionale nel mondiale sudafricano è stato l&#8217;emblema del momento difficile che attraversa il nostro calcio. Mancano i talenti, mancano i campioni, mancano gli italiani.<br />
Negli ultimi anni l&#8217;invasione straniera non ha lasciato scampo al settore giovanile, quest&#8217;ultimo sempre più trascurato e sempre più dimenticato.<br />
Anni addietro i vivai erano le uniche risorse per il nostro calcio, oggi invece la globalizzazione ha aperto nuove frontiere e nuovi orizzonti. Le squadre italiane preferiscono pescare all&#8217;estero, soprattutto in sudamerica dove si compra per poche migliaia di euro.<br />
E in un mondo dove il denaro conta più di ogni altra cosa, non è una questione che si può risolvere dall&#8217;oggi al domani. Si andrà avanti con questa politica fin quando non si allineeranno i costi: all&#8217;estero<br />
un calciatore costa 10 volte meno che in Italia.</p>
<p><strong>Chi ne fa le spese è sempre la nazionale che non riesce a mettere insieme 23 giocatori di buon livello</strong> in grado di ben figurare in una competizione come il Mondiale o l&#8217;Europeo.<br />
Per tornane grandi bisognerà puntare e investire sui settori giovanili, puntare su istruttori che sappiano insegnare calcio ai giovani facendoli maturare come sanno fare in Spagna, Germania, Olanda e Sudamerica in generale.<br />
Chi punterà sui giovani, è sicuramente la Reggina del presidente Pasquale Foti detto &#8220;Lillo&#8221;: la linea tracciata dal capo amaranto è chiara: sarà una linea verde.<br />
Dopo la stagione fallimentare della passata stagione, ci sarà una vera e propria rivoluzione. Il presidente l&#8217;anno scorso ha speso tanto e ha raccolto niente.<br />
<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/lillo_foti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-54615" title="lillo_foti" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2010/07/lillo_foti.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a><strong>Quest&#8217;anno sarà tutto diverso: sarà una Reggina Low Cost.</strong><br />
Se i soldi sono finiti, è rimasta invece intatta la voglia di continuare una passione che abbraccia tutto il mediterraneo: il calcio a Reggio è un bene prezioso che va difeso con i denti. La Serie B è una categoria importante che nobilita una città, una città che si stringe intorno alla sua squadra e ne sposa la causa.<br />
Sarà una stagione difficile e piena di insidie; il presidente amaranto ha scelto Atzori come allenatore: l&#8221;ex trainer del Catania è un tecnico giovane ma con tanta esperienza sulle spalle visto il suo passato da calciatore. Porterà con se tanta voglia di fare bene, tante ambizioni e un grande cuore, quello che serve per far parte di questa squadra che rappresenta un popolo straordinario, un popolo fantastico e ricco d&#8217;amore. Una squadra che sarà composta per la maggior parte da giovani, quei giovani che sono il futuro del nostro calcio.</p>
<p>Rosario Ligato</p>
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