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	<title>Mediterraneonline.IT &#187; Ambiente ed Energia</title>
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	<description>Notizie di cronaca, politica, economia e sport con fotografie, immagini e video dall&#039;Italia e dall&#039;estero</description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 Aug 2011 20:55:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Legambiente, sul ritrovamento di uova di Tartaruga marina, a Calamizzi.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 15:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LEGAMBIENTE: UN RICHIAMO CHE  VIENE DALLA NATURA AD AVERE PIU’ CURA PER IL MARE E I NOSTRI LITORALI, UN TEMPO STUPENDI OGGI DEGRADATI. UN RINGRAZIAMENTO AL CIRCOLO POSEIDONE E AGLI ESPERTI DELL’UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA. UN INVITO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A RIMUOVERE I MASSI e GLI INERTI SPARSI SULLA SPIAGGIA  “TUNNEL RAMIREZ”, LUOGO DEL RITROVAMENTO. Reggio Calabria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_87621" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Caretta-caretta3.jpg"><img class="size-medium wp-image-87621" title="Caretta-caretta3" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Caretta-caretta3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Legambiente, sul ritrovamento di uova di Tartaruga marina, a Calamizzi. (Nella foto un bellissimo esemplare di Caretta-Caretta)</p></div>
<p>LEGAMBIENTE: UN RICHIAMO CHE  VIENE DALLA NATURA AD AVERE PIU’ CURA PER IL MARE E I NOSTRI LITORALI, UN TEMPO STUPENDI OGGI DEGRADATI. UN RINGRAZIAMENTO AL CIRCOLO POSEIDONE E AGLI ESPERTI DELL’UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA. UN INVITO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A RIMUOVERE I MASSI e GLI INERTI SPARSI SULLA SPIAGGIA  “TUNNEL RAMIREZ”, LUOGO DEL RITROVAMENTO.</p>
<p>Reggio Calabria 23 luglio 2011. I volontari del circolo Legambiente di Reggio Calabria  insieme ad alcuni componenti del circolo Poseidone hanno presenziato e collaborato durante tutte le fasi di individuazione e prelievo delle uova. Legambiente, nel ringraziare per la sensibilità e l’intuizione i rappresentanti del circolo Poseidone, “veri tutori di questo fazzoletto  di litorale”, in merito al ritrovamento osserva: “ sarebbe stato bello che le uova fossero rimaste nel luogo del ritrovamento. Al momento della schiusa avrebbe costituito un’attrattiva per gli amanti della natura, una lezione all’aperto per i bambini. Purtroppo quella che fino agli anni settanta era una spiaggia bellissima, con la sabbia bianca e fine e i sedimenti particolari, oggi è quasi scomparsa. Molte responsabilità sono dell’uomo e dei suoi interventi scriteriati.</p>
<div id="attachment_87622" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/caretta_caretta_piccoli-300x205.jpg"><img class="size-full wp-image-87622" title="caretta_caretta_piccoli-300x205" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/caretta_caretta_piccoli-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">Piccoli di Caretta-Caretta appena nati.</p></div>
<p>Poiché non c’è sul litorale della città una spiaggia che, per ampiezza e sicurezza, si presti  ad accogliere le uova, inevitabile la decisione dell’Università di trasferirli altrove. Abbiamo chiesto, però, e ottenuto dai responsabili del Progetto TARTACare Calabria che un cartello sul luogo scelto per la schiusa richiami la città e la spiaggia del ritrovamento”.Ancora Legambiente fa notare come “la scelta di deporre le uova in quel luogo probabilmente è conseguente al ricordo di dove la tartaruga madre è nata, se non un ricordo ancestrale di un tempo in cui la nidificazione lungo la spiaggia a sud dell’antico  fiume Apsias era frequente. I lavori della ferrovia prima, gli attuali lavori relativi al parco lineare sud, con una collocazione inadeguata dei massi di protezione, hanno contribuito a compromettere un angolo di paradiso. Per non parlare degli inerti sparsi dappertutto”.Legambiente non manca di rivolgere un invito all’Amministrazione Comunale:</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Legambiente.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-87623" title="Legambiente" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/Legambiente.gif" alt="" width="250" height="163" /></a>“L’occasione del ritrovamento delle uova di tartaruga può essere il richiamo giusto che ci viene dalla natura per avere più cura dei luoghi e intanto procedere quantomeno alla rimozione degli inerti sparsi su questo spicchio di spiaggia detto “tumbinu Ramirez” e sul litorale di Calamizzi.Tra l’altro, se , come spesso capita, la tartaruga madre dovesse decidere di tornare tra quindici giorni a deporre  altre uova nello stesso luogo, troverebbe un ambiente più accogliente e nessun uovo verrebbe rotto , come in questa circostanza è avvenuto ( una decina su novanta), a causa dei calcinacci, nella fase di copertura, da parte della stessa tartaruga, dopo il deposito.”.</p>
<p>LEGAMBIENTE REGGIO CALABRIA</p>
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		<title>Ambiente. Pugliano replica alle dichiarazi​oni di Greco.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 14:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente ed Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Assessore regionale all’Ambiente Franco Pugliano]]></category>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni dell’ex assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco]]></category>
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		<description><![CDATA[Balneazione in Calabria. Dichiarazioni dell’Assessore Pugliano in riferimento a un articolo di stampa. Catanzaro 4 luglio 2011. In riferimento ad alcune dichiarazioni dell’ex assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco, contenute in un articolo di stampa – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – l’Assessore regionale all’Ambiente Franco Pugliano ha precisato quanto segue. “Come nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_86185" class="wp-caption alignleft" style="width: 194px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/PUGLIANO-Francesco-2.jpg"><img class="size-full wp-image-86185" title="PUGLIANO Francesco 2" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/07/PUGLIANO-Francesco-2.jpg" alt="" width="184" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;Assessore regionale all’Ambiente Franco Pugliano.</p></div>
<p>Balneazione in Calabria. Dichiarazioni dell’Assessore Pugliano in riferimento a un articolo di stampa.</strong></p>
<p>Catanzaro 4 luglio 2011. In riferimento ad alcune dichiarazioni dell’ex assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco, contenute in un articolo di stampa – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – l’Assessore regionale all’Ambiente Franco Pugliano ha precisato quanto segue.</p>
<p><strong>“Come nei tre precedenti Forum dedicati alla balneazione in Calabria – ha affermato Pugliano &#8211; anche quest&#8217;anno sono stati esposti i dati riguardanti l&#8217;ultima campagna di controllo sulle acque destinate alla balneazione</strong>, con le stesse procedure adottate anche quando il dr. Greco ricopriva la carica di assessore alle Politiche Ambientali della Regione Calabria. Appare, quindi, strano che lo stesso dr. Greco si sia scandalizzato, da come appare nel suddetto articolo, che la base di discusione del IV Forum sulla balneazione siano stati i dati relativi alla campagna di controllo 2010. La capacità richiesta di esporre i dati e addirittura tirare le somme di una campagna di controllo ancora in fase d&#8217;esecuzione  è esercizio possibile solo a chi ha doti premonitive o si basa su sensazioni e non su dati scientifici. Quest&#8217;atteggiamento certamente non ce lo aspettiamo da una personalità di alto livello scientifico come nella fattispecie è il dr. Greco.</p>
<p>Circa i giudizi qualitativi sulle acque di balneazione, prodotti da Arpacal, controllati e condivisi dal Ministero della Salute, sulle acque controllate, esposti nel Forum, non sono stati sviluppati per simpatie o sensazioni &#8211; sia pur di esperti &#8211; ma sulla base di rigorose formule matematiche utilizzate su tutto il territorio nazionale, imposte dal d.lgs. 116/08 e dal successivo DM 30/03/2010. Inoltre, la nuova normativa non consente di recuperare tratti di costa, precedentemente dichiarati non balneabili, alla stregua di quanto poteva essere fatto con il DPR 470/82, ai tempi di Greco, proprio perché oggi si esprimono giudizi qualitativi sviluppati sulla storia di almeno quattro anni e non sul monitoraggio degli ultimi mesi. Ne consegue l&#8217;inutilità di esporre dati della campagna in corso, comunque disponibili a tutti sul Portale Acque aggiornato in continuo dalla Regione Calabria. Per quanto riguarda l&#8217;atto formale d&#8217;interdizione alla balneazione, negli scorsi anni la Regione Calabria, in base alla vecchia e non più utilizzabile normativa DPR 470/82, emetteva una Delibera di Giunta. Con l&#8217;avvento della nuova normativa ha invece emesso un Decreto Dirigenziale n° 3405 del 18/04/2011 che a tutti gli effetti sostituisce la vecchia prassi.</p>
<p><strong>Sugli altri interrogativi che il dr. Greco si pone:</strong></p>
<p><strong>- a) sono stati fatti o no i campionamenti? </strong></p>
<p><strong>- b) i dati sono forse disastrosi? </strong></p>
<p><strong>- cosa rispondere? </strong> E&#8217; indignante sentire da un esponente del mondo scientifico che un Ente strumentale come l&#8217;Arpacal che egli ben conosce possa esporre dati inventati, per il quale sviluppo sono stati coinvolti non meno di 20 tecnici (gli stessi che da anni lavorano in Arpacal, anche nel periodo Greco). Quindi è preferibile pensare che le sue esternazioni siano state dettate non già dall&#8217;uomo di scienza bensì dal politico di opposizione.</p>
<p><strong>Concordiamo con il dr. Greco sul fatto che i Forum rappresentano un momento di approfondimento e di discussione</strong> però non capiamo perché invece d&#8217;intervenire agli stessi Forum si intenda spostare il tutto sui giornali ove è chiaro che le poche righe disponibili non consentano un reale approfondimento della tematica, lasciando ombre sugli argomenti in discussione che bene non fanno alle istituzioni e quindi alla nostra regione.</p>
<p><strong>Hanno il solo effetto di allarmare i cittadini</strong> che nell&#8217;incertezza, così come fu per l&#8217;enfasi prodotta dallo stesso dr. Greco negli annunci di disastro causati dalle navi dei veleni poi smentita da dati scientifici, abbandonano il nostro splendido mare e la nostra Calabria con le conseguenze economiche e sociali che tutti noi conosciamo. Per quanto attiene ai finanziamenti ed agli interventi relativi all’ Accordo di Programma Quadro Tagiri, &#8211; ha concluso Pugliano &#8211; daro’ risposte alle domande del Prof. Greco in una prossima nota”.</p>
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		<title>Ecomafie: un business da 20 mld di euro l&#8217;anno.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 14:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Legambiente, 31.000 illeciti al giorno e 26.500 case abusive. ROMA, 7 Giugno 2011 &#8211; Il business delle Ecomafie vale quasi venti miliardi all&#8217;anno. Una torta suddivisa tra duecentonovanta clan. Sfiorano i trentunomila gli illeciti ambientali accertati ogni anno, pari a ottantaquattro al giorno. Questi, in sintesi, alcuni dei dati contenuti nel rapporto Ecomafia duemilaundici di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_84165" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Gerardis.jpg"><img class="size-medium wp-image-84165" title="Gerardis" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Gerardis-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></strong><p class="wp-caption-text">In una foto d&#39;archivio, il responsabile regionale di Legambiente Nuccio Barillà, sciorina i numeri di Ecomafie alla biblioteca della Provincia.</p></div>
<p><strong>Legambiente, 31.000 illeciti al giorno e 26.500 case abusive</strong>.</p>
<p>ROMA, 7 Giugno 2011 &#8211; Il business delle Ecomafie vale quasi venti miliardi all&#8217;anno. Una torta suddivisa tra duecentonovanta clan. Sfiorano i trentunomila gli illeciti ambientali accertati ogni anno, pari a ottantaquattro al giorno. Questi, in sintesi, alcuni dei dati contenuti nel rapporto Ecomafia duemilaundici di Legambiente. Nel duemiladieci i rifiuti pericolosi sequestrati sono stati due milioni di tonnellate, l&#8217;abusivismo e&#8217; in crescita con una stima di circa ventiseimila cinquecento nuovi immobili &#8216;illegali&#8217;.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ecomafia 2011 di Legambiente. Le storie e i numeri della criminalità ambientale</strong></p>
<p>30.824 illeciti ambientali accertati nel 2010, 84 al giorno, 3,5 ogni ora 19,3 miliardi di euro di fatturato, 2milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi sequestrati,26.500 nuovi immobili abusivi stimati, 290 i clan coinvolti</p>
<p>1.117 chilometri. Più o meno da Reggio Calabria a Milano. Questa la lunga strada che 82.181 tir carichi di rifiuti potrebbero coprire. Una interminabile autocolonna “immaginata” sommando i quantitativi di rifiuti (2 milioni di tonnellate) sequestrati solo in 12 delle 29 inchieste per traffico illecito di rifiuti messe a segno dalle forze dell’ordine nel corso del 2010. Una strada impressionante eppure ancora sottostimata, perché i quantitativi sequestrati sono disponibili per meno della metà delle inchieste ma anche perché, com’è noto, viene normalmente individuata solo una parte delle merci trafficate illegalmente.</p>
<p>540 campi da calcio, invece, possono rendere l’idea del suolo consumato nel 2010 dall’edilizia abusiva, con 26.500 nuovi immobili stimati. Una vera e propria cittadina illegale, con 18.000 abitazioni costruite ex novo e la cementificazione di circa 540 ettari.</p>
<p>Bastano questi semplici esempi a illustrare la gravità del saccheggio del territorio descritto e analizzato nel rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente, presentato oggi a Roma, presso la sede del Cnel, durante una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Antonio Marzano (Presidente CNEL), Vittorio Cogliati Dezza (Presidente nazionale Legambiente), Enrico Fontana(Responsabile Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità &#8211; Legambiente), Alfredo Mantovano (Sottosegretario Ministero Interno), Fabio Granata (Vice Presidente Commissione Antimafia), Marcello Tocco (Coordinatore osservatorio socio-economico sulla criminalità – CNEL), Alessandro Bratti (Comm. Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti), Paolo Russo (Presidente Comm. Agricoltura Camera dei Deputati), Roberto Della Seta (Comm. Ambiente, Senato), Cristiana Coppola (Vice Presidente Mezzogiorno Confindustria), Francesco Ferrante (Comm. Ambiente, Senato), Luca Palamara (Presidente Ass. Nazionale Magistrati).</p>
<div id="attachment_84166" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/presidente-nazionale-di-Legambiente-Vittorio-Cogliati-Dezza-200x300.jpg"><img class="size-full wp-image-84166" title="presidente-nazionale-di-Legambiente-Vittorio-Cogliati-Dezza-200x300" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/presidente-nazionale-di-Legambiente-Vittorio-Cogliati-Dezza-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati.</p></div>
<p>Sono 290 i clan benimpegnati nel business dell’ecomafia censiti nel rapporto, 20 in più rispetto al 2009; 19,3 miliardi di euro invece è il giro d’affari stimato per il solo 2010. Nel complesso, la Campaniacontinua a occupare il primo posto nella classifica dell’illegalità ambientale, con 3.849 illeciti, pari al 12,5% del totale nazionale, 4.053 persone denunciate, 60 arresti e 1.216 sequestri, seguita dalle altre regioni a tradizionale presenza mafiosa: nell’ordine Calabria, Sicilia e Puglia, dove si consuma circa il 45% dei reati ambientali denunciati dalle forze dell’ordine nel 2010. Un dato significativo ma in costante flessione rispetto agli anni precedenti, in virtù della crescita, parallela, dei reati in altre aree geografiche. Si segnala, in particolare, quella nord Occidentale, che si attesta al 12% a causa del forte incremento degli illeciti accertati in Lombardia.</p>
<p>“Come un virus, con diverse modalità di trasmissione e una micidiale capacità di contagio. Questa l’immagine dell’ecomafia che emerge dal rapporto 2001 – ha dichiarato Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio Ambiente e legalità dell’associazione -. Un virus che avvelena l’ambiente, inquina l’economia, mette in pericolo la salute delle persone; che ha un sistema genetico locale e una straordinaria capacità di connessione su scala globale: può nascere, infatti, in provincia di Caserta o di Reggio Calabria e riprodursi a Milano, entrare in simbiosi con altre cellule in altre città europee, saldare il suo Dna con ceppi lontani, fino a Hong Kong. I fenomeni di criminalità ambientale continuano a diffondersi senza incontrare adeguate resistenze, determinando impressionanti sottrazioni di risorse naturali e gravi distorsioni dell’economia, con significativi contraccolpi sulle possibilità di crescita per le imprese virtuose. Eppure, nonostante i ripetuti allarmi, poco o nulla è stato fatto sul versante della prevenzione e degli strumenti indispensabili per prosciugare il “brodo di cultura” del virus eco mafioso, che così continua a diffondersi e moltiplicarsi approfittando di gravi sottovalutazioni, molte complicità e troppi silenzi”.</p>
<p>“Numerose indagini e i rapporti sull’ecomafia finora realizzati dimostrano che il business dell’ecomafia, con la sua capacità pervasiva e la possibilità di occupare stabilmente posti chiave dell’economia, si propaga e si rafforza anche grazie al coinvolgimento dei cosiddetti colletti bianchi (impiegati e quadri in ruoli chiave delle amministrazioni) e alle infiltrazioni nell’imprenditoria legale – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -.  Fenomeno che si aggrava notevolmente nelle fasi di crisi economica e di scarsità finanziaria e che rende difficoltoso la svolgimento delle indagini e la ricerca delle responsabilità che si perdono in un percorso travagliato tra legalità e malaffare. Per porre rimedio a questa situazione, avevamo atteso con ansia il decreto col quale il governo deve recepire la Direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente, inserendo finalmente i delitti ambientali nel Codice Penale. Purtroppo, ad oggi, lo schema approvato rappresenta una vera e propria ‘occasione mancata’. Si rimane, infatti, nel solco delle fattispecie contravvenzionali, senza riuscire a individuare i delitti, con l’effetto di continuare a fornire alle forze che devono indagare e reprimere armi spuntate: nessuna possibilità di utilizzare le intercettazioni telefoniche e ambientali, impossibilità delle rogatorie internazionali, tempi brevissimi di prescrizione”.</p>
<p>Gli illeciti accertati sono stati 30.824, con un incremento del 7,8% rispetto 2009: più di 84 reati al giorno, 3,5 ogni ora. I reati relativi al ciclo illegale di rifiuti (dalle discariche ai traffici illeciti) e a quello del cemento (dalle cave all’abusivismo edilizio) rappresentano da soli il 41% sul totale, seguiti dai reati contro la fauna, (19%), dagli incendi dolosi (16%), da quelli nella filiera agroalimentare (15%), mentre tutti le altre tipologie di violazioni non superano complessivamente il 6% degli illeciti accertati.</p>
<div id="attachment_84167" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Legambiente.jpg"><img class="size-medium wp-image-84167" title="Legambiente" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Legambiente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Dietro questi numeri c’è l’impegno, costante, di tutte le forze dell’ordine.</p></div>
<p>Dietro questi numeri c’è l’impegno, costante, di tutte le forze dell’ordine: il lavoro svolto in generale dal Corpo Forestale dello Stato e da quelli delle regioni a statuto speciale, soprattutto per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento; l’attività d’indagine sviluppata dal Comando tutela ambiente dell’Arma dei carabinieri in particolare per quanto riguarda i traffici illegali di rifiuti; l’incremento dei reati denunciati dalle Capitanerie di porto, quasi raddoppiati rispetto al 2009; l’azione della Guardia di finanza per i reati economici in campo ambientale; quella in crescita, così come i risultati, dell’Agenzia delle Dogane e in particolare dell’Ufficio antifrode contro i traffici internazionali di rifiuti e di specie protette; l’attenzione crescente della Polizia di Stato e quella diffusa sul territorio delle diverse Polizie provinciali. Attività a cui si deve aggiungere il lavoro svolto, come sempre, dal Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e il contributo specifico, che pubblichiamo anche quest’anno, della Direzione investigativa antimafia, impegnata in particolare nell’analisi dei fenomeni d’infiltrazione dei clan nel ciclo dei rifiuti.</p>
<p>Il 2010 è un anno da record per le inchieste sull’unico delitto ambientale, quello contro i professionisti deltraffico illecito di veleni (art. 260 Dlgs 152/06): sono state ben 29, con l’arresto di 61 persone e la denuncia di 597 e il coinvolgimento di 76 aziende. Altre 6 inchieste di questo tipo si sono svolte nei primi quattro mesi del 2011, mentre in totale – cioè dalla sua entrata in vigore nel 2002 a oggi – sono salite a quota 183. Il fenomeno si è oramai allargato a tutto il paese, consolidandosi in strutture operative flessibili e modulari, in grado di muovere agevolmente tonnellate di veleni da un punto all’altro dello stivale. I numeri e i dati relativi alle attività d’indagine svolte sui traffici illeciti non esauriscono l’azione di contrasto dei fenomeni di smaltimento illegale. Sempre nel corso del 2010, le forze dell’ordine hanno accertato circa 6.000 illeciti relativi al ciclo dei rifiuti (circa 1 reato ogni 90 minuti). La classifica a livello nazionale è guidata, anche in questo caso, dalle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (nell’ordine Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), ma cresce anche il numero di reati accertati nel Lazio e in Lombardia.<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Eco-libro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-84168" title="Eco libro" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Eco-libro-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p>E dove ci sono rifiuti c’è sempre qualcuno che ha la sua ricetta facile di smaltimento, illegale, ovviamente. Da Ascoli Piceno a Montenero di Bisaccia, da Brescia a Reggio Emilia, da Palermo a Cuneo, da Chieri a Teramo, il copione svelato dagli investigatori è sempre lo stesso. Si fanno carte false e si spediscono lungo le rotte illegali, che possono anche essere marine e spingersi fino in Cina. Dai porti di Venezia, Napoli, Gioia Tauro, Genova ma anche Cagliari, dove i carabinieri la scorsa estate hanno scoperto una organizzazione che spediva carichi di rifiuti elettrici ed elettronici (Raee) verso Cina, Malesia, Pakistan, Nigeria, Congo. L’Agenzia delle Dogane ha inoltrato alle autorità competenti più di 100 notizie di reato per traffico internazionale di rifiuti (art. 259 Dlgs 152/06) e sequestrato nei porti italiani ben 11.400 tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, il 54% in più rispetto al 2009.Il 60% di questi diretti in Cina, il 12% in Corea del Sud, il 10% in India, il 4% in Malesia e così via.</p>
<div id="attachment_84170" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/nuccio-barilla.jpg"><img class="size-medium wp-image-84170" title="nuccio-barilla" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/nuccio-barilla-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Nuccio Barillà</p></div>
<p>Per quanto riguarda il ciclo del cemento, nel 2010 sono stati accertati 6.922 illeciti, con 9.290 persone denunciate, più di una ogni ora. La Calabria è la prima regione come numero d’infrazioni (945) seguita dalla Campania, dove si registra il maggior numero di persone denunciate (1.586) e dal Lazio. Secondo le stime del Cresme, nel 2010 sono stati 26.500 i casi gravi di abusivismo, tra nuove costruzioni (18.000), ampliamenti e cambiamenti di destinazioni d’uso. E, come se non bastasse, si continua a costruire abusivamente e fuori controllo in un territorio ad alto rischio idrogeologico. Sempre la Calabria, regione con il 100% dei comuni interessati da aree a rischio idrogeologico solcata da torrenti e fiumare, nulla ferma l’avanzata del cemento abusivo. Lungo la costa è accertato un abuso ogni 100 metri, 5.210 in tutta la Regione e 2.000 nella sola Provincia di Reggio Calabria. La Campania dal 1950 al 2008 è stata fra le regioni più colpite da eventi franosi, piangendo anche 431 vittime, e da inondazioni con 211 vittime (Fonte: Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche Cnr-Irpi). Ebbene, in un così fragile territorio in soli dieci anni sono state realizzate 60.000 case abusive, 6.000 ogni anno, 16 al giorno.</p>
<p>Anche le frodi alimentari sono state al centro dell’intenso lavoro di tutte le forze dell’ordine, in particolare del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e del Nucleo Agroalimentare e Forestale del Corpo forestale dello Stato. Nel 2010 sono state 4.520 le infrazioni accertate nel settore, 2.557 le denunce e 47 gli arresti; mentre il valore dei sequestri ha raggiunto una cifra che supera i 756 milioni di euro. Il maggior numero di reati è stato riscontrato nel settore delle carni e allevamenti (1.244), della ristorazione (1.095) e dei prodotti alimentari vari. Le strutture chiuse e sequestrate sono state 1.323 con il sequestro di quasi 24 milioni di chili/litri di merci. Secondo la Cia il fatturato si aggira intorno ai 7,5 miliardi di euro.</p>
<p>In questo rapporto viene stimato, dal Comando carabinieri tutela patrimonio culturale, anche il business dell’arte rubata: il valore di opere e reperti recuperati ammonta, solo nel 2010, a più di 216 milioni di euro. In leggera flessione il numero di furti (983, l’anno prima erano stati 1.093), quasi 3 al giorno, ma cresce in maniera esponenziale il numero di oggetti trafugati: 20.320 lo scorso anno, erano 13.219 nel 2009. Nel totale ci sono state 1.237 persone indagate e 52 arresti. Da segnalare anche i furti nel settore dei libri, documenti antichi e beni archivistici di rilevante interesse storico-culturale, a danno di istituti, enti e biblioteche pubbliche e private dove spesso gli ammanchi sono ignorati a causa della incompleta catalogazione dei testi, della estrema facilità di trasporto e parcellizzazione dei beni sottratti. Nel 2010 il numero di documenti e libri denunciati come sottratti è stato nettamente superiore a quello registrato nel 2009 (11.712 a fronte di 3.713). Da sottolineare gli ottimi risultati investigativi in fatto di recupero di oggetti d’arte: nel 2010 la cifra sale a quota 84.869, dei quali 79.260 provenienti direttamente da furti.</p>
<p>Sempre nell’ultimo anno le forze dell’ordine hanno accertato 5.835 reati commessi contro la fauna, quasi 16 al giorno: +13,2% rispetto al 2009 per un business che ogni anno si aggira intorno ai 3 miliardi di euro ed è sempre più globalizzato. Secondo il Corpo Forestale dello Stato, la stragrande maggioranza degli accertamenti, oltre 39.000, è avvenuta in ambito doganale a causa dell’espansione globale dei mercati orientali (a partire da quello cinese) con un volume d’affari di specie animali e vegetali e di prodotti lavorati che supera ormai, a livello mondiale, i 100 miliardi di euro all’anno.</p>
<p>A concludere affari con l’ecomafia è spesso un vero e proprio esercito di colletti bianchi e imprenditori collusi. Ampia disponibilità di denaro liquido da una parte, competenze professionali e società di copertura dall’altra hanno trovato nel business ambientale una perfetta quadratura. I ‘Sistemi criminali’ (dalla definizione del magistrato Roberto Scarpinato) sono la sintesi migliore per capire l’ecomafia di oggi. I ‘Sistemi criminali’, sono network illegali complessi dei quali fanno parte soggetti appartenenti a mondi diversi: politici, imprenditori, professionisti, mafiosi tradizionali. Il ‘sistema nervoso’ che mette in comunicazione tra loro tutti i soggetti è costituito dai cosiddetti colletti bianchi, persone con un curriculum di rispettabilità, sociale ed economica. Senza il loro concorso, molti affari illegali non si potrebbero neppure immaginare. È in questo ‘Sistema’ che il virus si modifica, cambia strategia di diffusione, cerca di diventare invisibile agli anticorpi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Incontro Regione – Capitaneria di Porto per monitorare lo stato delle coste e dei depuratori in vista dell’estate.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 14:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_83893" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Antonella-Stasi-Reggio-Calabria-Assemblea-Straordinaria-Consiglio-Regionale-16032011.jpg"><img class="size-medium wp-image-83893" title="Antonella-Stasi-Reggio-Calabria-Assemblea-Straordinaria-Consiglio-Regionale-16032011" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Antonella-Stasi-Reggio-Calabria-Assemblea-Straordinaria-Consiglio-Regionale-16032011-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">La Vicepresidente della Regione Antonella Stasi. </p></div>
<p>Reggio Calabria 3 giugno 2011. La Vicepresidente della Regione Antonella Stasi e l’Assessore regionale all’Ambiente Francesco Pugliano, nell’ambito di un’azione promossa dalla Giunta regionale e coordinata, mirata a garantire la più alta attenzione per una maggiore pulizia del mare e dell’intera costa calabrese durante la stagione estiva, hanno incontrato stamani il direttore marittimo della direzione regionale della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, capitano Vincenzo De Luca, per fare il punto sull’attività di difesa ambientale marittima e in particolare sullo stato di salute del sistema depurativo delle coste regionali. All’incontro –  informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale &#8211; ha partecipato anche il dirigente generale al dipartimento Ambiente Bruno Gualtieri. Durante la riunione è stato presentato uno studio accurato che la Capitaneria di Porto ha effettuato sull’intero litorale regionale con attenzione particolare alle fonti di inquinamento e allo stato di smaltimento dei depuratori. Dall’analisi è scaturita una certa criticità generalizzata ed è stato evidenziato come i problemi di inquinamento delle acque derivino essenzialmente della mancanza di effettivo funzionamento dei sistemi fognario e depurativo.</p>
<div id="attachment_83894" class="wp-caption alignright" style="width: 240px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/De-Luca.jpg"><img class="size-medium wp-image-83894" title="De-Luca" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/De-Luca-230x300.jpg" alt="" width="230" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il direttore marittimo della direzione regionale della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, capitano Vincenzo De Luca</p></div>
<p>“La Regione &#8211; ha affermato la Vicepresidente Antonella Stasi &#8211; ha molto a cuore le sorti del nostro mare e dell’intero sistema depurativo regionale. Eravamo già al corrente di questi dati e delle criticità rilevate dalla Capitaneria di Porto. L’obiettivo che ci siamo posti, in forte sinergia con la stessa Capitaneria, è quello di garantire un controllo costante, con l’arrivo dell’estate, dell’effettivo funzionamento di tutti i depuratori, 24 ore su 24. L’attenzione da parte della Regione è massima in materia di tutela delle acque anche perchè c’è la convinzione che attraverso una gestione partecipata dei processi decisionali si riuscirà finalmente a porre fine alle carenze infrastrutturali che il territorio oggi manifesta e si potrà così restituire a tutti i cittadini un ambiente sempre più pulito e all’altezza delle loro aspettative”. Secondo l’Assessore Pugliano “la Regione fa fronte comune con la Capitaneria di Porto in questo caso, per fronteggiare il pericolo soprattutto dei fanghi prodotti dai sistemi depurativi che finiscono a inquinare il mare attraverso scarichi senza controllo. Anche l’azione che abbiamo messo in campo oggi fa parte di una strategia più ampia della Regione per mantenere pulite le coste e il nostro mare. In effetti, a partire dallo scorso mese di maggio, avvio dell’attività dell’esecutivo Scopelliti, l’assessorato all’Ambiente ha da subito fronteggiato la stagione estiva 2010 attraverso la promozione e il finanziamento di piccoli interventi sugli impianti di depurazione per garantirne la funzionalità.</p>
<div id="attachment_83895" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Capitaneria-RC.jpg"><img class="size-medium wp-image-83895" title="Capitaneria RC" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/06/Capitaneria-RC-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">La sede operativa della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria</p></div>
<p>All’attività straordinaria si è immediatamente affiancata l’attività ordinaria di programmazione, attraverso incontri specifici con i Comuni e le cinque Autorità di Ambito per conoscere, dapprima, le criticità presenti nel territorio in materia di trattamento delle acque reflue urbane per poi definire, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, un programma di interventi finalizzato ad individuare prioritariamente le infrastrutture necessarie a superare i deficit presenti negli agglomerati superiori ai 15.000 abitanti equivalenti oggetto di contenzioso con l’Unione Europea. La Regione ha dunque proposto ed approvato nell’assemblea del Consiglio Regionale un nuovo modello organizzativo più snello ed efficiente attraverso l’istituzione di un unico Ambito Territoriale Ottimale Regionale per raggiungere finalmente gli obiettivi in materia di tutela delle acque, impegnandosi con tutti i cittadini calabresi”.</p>
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		<title>SOS Rinnovabili. Lettera al Sindaco Giuseppe Raffa.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 12:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Egr. Sindaco Comune di Reggio Calabria Dott. Giuseppe Raffa Al mio sindaco, come lei sa, amministrare una città significa valorizzare le scelte e i modelli di vita, che rendono la residenza in questo territorio sostenibile, godibile  e competitiva. Il modo in cui si produce e si distribuisce l’energia è uno dei fattori che determina l’indice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egr. Sindaco Comune di Reggio Calabria</p>
<p><strong> Dott. Giuseppe Raffa</strong></p>
<p>Al mio sindaco,</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/04/studio-sergi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-80735" title="studio sergi" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/04/studio-sergi-300x74.jpg" alt="" width="300" height="74" /></a>come lei sa, amministrare una città significa valorizzare le scelte e i modelli di vita, che rendono la residenza in questo territorio sostenibile, godibile  e competitiva.</p>
<p>Il modo in cui si produce e si distribuisce l’energia è uno dei fattori che determina l’indice di civiltà di un Paese.</p>
<p>Anche i suoi concittadini vogliono che il nostro comune entri nella lista delle città vivibili e sostenibili.</p>
<p>Da oggi questi cittadini, insieme ai loro amministratori, avvieranno un lavoro comune per raggiungere questi obbiettivi.</p>
<p>L’unica possibilità di ecosostenibilità passa per l’autosufficienza energetica grazie alle fonti rinnovabili, quello che noi definiamo il SOLE CHE FA.</p>
<p>SOS Rinnovabili è un movimento nato per necessità per la salvaguardia delle energie rinnovabili in Italia, e si prefigge di poter rendere il nostro paese non dipendente da energie fossili e fissili, portando avanti una campagna di sensibilizzazione per rendere l’Italia un modello. Intendiamo anche promuovere, con le fonti rinnovabili, un modello a misura d’uomo: condominio per condominio, dove proprio il comune possa elaborare il suo piano regolatore dell’energia locale.</p>
<p>Ci auguriamo di poterla annoverare tra i protagonisti di questa battaglia e fra i testimonial di questo sviluppo della nostra città.</p>
<p>La cercheremo ancora con proposte e idee sapendo di poter contare sul suo impegno di essere il sindaco di tutti.</p>
<div>
<p>SOS Rinnovabili Comune di Reggio Calabria</p>
</div>
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		<title>IL POI ENERGIA AD ENERGY MED 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 12:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL POI ENERGIA AD ENERGY MED 2011 Napoli, Mostra d’Oltremare, 14, 15 e 16 aprile 2011 pad. 4 stand 36 – ore 9.30/19.30 (08/04/2011)) Il Programma Operativo Interregionale Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013 (POI Energia) sarà presente a Napoli dal 14 al 16 aprile 2011 alla IV edizione di ENERGY MED, mostra convegno sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL POI ENERGIA AD ENERGY MED 2011</strong></p>
<p><em>Napoli, Mostra d’Oltremare, 14, 15 e 16 aprile 2011</em></p>
<p><em> </em><em>pad. 4 stand 36 – ore 9.30/19.30</em></p>
<p><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/04/POI.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-80650" title="POI" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/04/POI-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" /></a>(08/04/2011))</em> <strong>Il Programma Operativo Interregionale Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013 (POI Energia) </strong>sarà presente<strong> </strong>a <strong>Napoli</strong><strong> </strong><strong>dal 14 al 16 aprile</strong><strong> 2011 alla IV edizione di ENERGY MED, </strong>mostra convegno sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica nel Mediterraneo (www.energymed.it), organizzata dall’ANEA (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente) ed articolata in tre sezioni: <em>Ecobuilding,</em> per l’edilizia efficiente,<em> Recycle</em> per il recupero di materia ed energia dai rifiuti<em> e MobilityMed </em>per la<em> </em>mobilità sostenibile.</p>
<p>La partecipazione del POI Energia ad ENERGY MED rappresenta l’occasione per promuovere i risultati conseguiti dal Programma e informare sui bandi di finanziamento, i progetti e le attività in corso. <strong>Nelle giornate di giovedì 14 e venerdì 15 aprile all’interno dello stand “eco-sostenibile” saranno attivati  due Info-point tecnici</strong> con esperti del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente pronti a fornire informazioni sul Programma, gli interventi di attuazione e le procedure di partecipazione.</p>
<p>Il Programma Operativo Interregionale “Energie rinnovabili e risparmio energetico” 2007-2013 (POI Energia) si pone l’obiettivo di incrementare la quota di energia consumata proveniente da fonti rinnovabili e migliorare l’efficienza ed il risparmio energetico, promuovendo opportunità di sviluppo locale e  valorizzando i collegamenti tra produzione di energie rinnovabili, efficientamento e tessuto sociale ed economico delle Regioni Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La dotazione economica complessiva è di circa 1,6 miliardi di euro, derivanti per metà da Fondi FESR e per metà da Fondi nazionali. Autorità di gestione è la Regione Puglia; Organismi intermedi, responsabili dell’attuazione del Programma, sono il Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; DG Energia Nucleare, Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica e DG Incentivazioni e Attività Imprenditoriali &#8211; e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare &#8211; DG per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia.</p>
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		<title>Giornata ecologica per la via Marina di Lazzaro (RC)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 14:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna Italia Massara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Assessorato all’Ambiente del Comune di Motta San Giovanni.]]></category>
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		<description><![CDATA[Una giornata dedicata alla Via Marina di Lazzaro e alle spiagge ricostruite: Sabato 9 aprile 2011_ ore 8.00 Lazzaro (Reggio Calabria) 6 aprile 2010. Una giornata dedicata alla cura ambientale, la giornata ecologica di sabato prossimo organizzata dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Motta San Giovanni. E’ un  appuntamento che vedrà impegnati gli amministratori comunali, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><strong>Una giornata dedicata alla Via Marina di Lazzaro e alle spiagge ricostruite: Sabato 9 aprile 2011_ ore 8.00 </strong></p>
<div id="attachment_79966" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/04/Lazzaro.jpg"><img class="size-medium wp-image-79966" title="Lazzaro" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/04/Lazzaro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Una giornata dedicata alla Via Marina di Lazzaro, giornata ecologica, organizzata dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Motta San Giovanni.</p></div>
<p>Lazzaro (Reggio Calabria) 6 aprile 2010. Una giornata dedicata alla cura ambientale, la giornata ecologica di sabato prossimo organizzata dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Motta San Giovanni.<br />
E’ un  appuntamento che vedrà impegnati gli amministratori comunali, le associazioni e i volontari desiderosi di vedere il bel lungomare Cicerone e i tratti di spiaggia ricostruiti, ripuliti da rifiuti portati dal mare e da immondizie che purtroppo ancora troppi incivili abbandonano.<br />
L&#8217;appuntamento per tutti è sabato 9 aprile alle ore 8.00 nell&#8217;area di sosta accanto la foce del torrente San Vincenzo.<br />
Le squadre si adopereranno per la pulizia dell’intero tratto di spiaggia, dei marciapiedi, della foce del torrente e delle strade che immettono al lungomare Cicerone.<br />
Come nelle edizioni passate l&#8217;iniziativa verrà supportata dalle imprese del posto e dalla società di raccolta e smaltimento RSU che hanno già espresso la disponibilità ad intervenire per la raccolta dei rifiuti.<br />
Guanti, Spazzoloni, rastrelli, decespugliatori ed altra attrezzatura da sfalcio saranno utili e gradite. Alle ore 13,00, poi, graticolata per tutti i volontari che prenderanno parte alla giornata.</p>
<p>Per maggiori informazioni contattare Assessorato ambiente Comune di Motta San Giovanni<br />
Ass. Dr Antonino Verduci  0965 718213 _  336 547241.</p>
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		<title>Quale energia nel futuro dell&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 13:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Moratoria di un anno sul nucleare Blocchi fornitura gas per instabilità politica L&#8217;eolico e il sole copriranno il 7-9% dei consumi Il carbone è una fonte sicura ed economica Progetto SEI. Energia sicura e a buon mercato. La centrale utilizzerà le tecnologie più avanzate nel settore e garantirà salute pubblica e compatibilità ambientale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Moratoria di un anno sul nucleare</strong><br />
<strong> Blocchi fornitura gas per instabilità politica</strong><br />
<strong> L&#8217;eolico e il sole copriranno il 7-9% dei consumi</strong></p>
<p>Il carbone è una fonte sicura ed economica</p>
<p><span style="color: #003300;"><strong>Progetto SEI.</strong></span><br />
<span style="color: #003300;"><strong> Energia sicura e a buon mercato.</strong></span></p>
<p>La centrale utilizzerà le tecnologie più avanzate nel settore e garantirà <strong>salute pubblica</strong> e <strong>compatibilità ambientale</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-79809" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/04/SEI_poster_12_ESECUTIVO505.jpg" alt="" width="504" height="720" /></p>
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		<title>Progetto SEI. La partita è ancora aperta: i cittadini chiedono il confronto sul territorio.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 20:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GPL</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centrale a carbone Saline Joniche &#8211; SEI S.p.A.: sufficiente ma non basta! &#8211; Rimandata in “compensazione” Saline Joniche -Montebello Jonico (Reggio Calabria) 12 gennaio 2011 &#8211; Non convince nonostante sia “SEI”! I cittadini del comprensorio dell’area grecanica vogliono saperne di più. Bella la grafica dei manifesti murali fatti affiggere dalla SEI S.P.A. ma il contenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Centrale a carbone Saline Joniche &#8211; SEI S.p.A.: sufficiente ma non basta! &#8211; Rimandata in “compensazione”</strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Saline-Joniche.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-74089" title="Saline-Joniche" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/02/Saline-Joniche-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Saline Joniche -Montebello Jonico (Reggio Calabria) 12 gennaio 2011 &#8211; Non convince nonostante sia “SEI”! I cittadini del comprensorio dell’area grecanica vogliono saperne di più. Bella la grafica dei manifesti murali fatti affiggere dalla SEI S.P.A. ma il contenuto è ritenuto ancora poco chiaro. Non si tratta di diffidenza preconcetta ma di negativa esperienza del passato. La “vocazione turistica del territorio” prevale su un “vogliamo saperne di più” che fa pari e patta con “il carbone è tossico”.<strong> La partita è ancora aperta: i cittadini chiedono il confronto sul territorio.</strong> Programmi, proclami e promesse: discutiamone! La politica chiede un urgente tavolo di trattative per non far volar via l’ingente “investimento” della Società e ha in serbo proposte alternative veramente interessanti. Il microfono del nostro giornale è “detronizzato” da dichiarazioni difficilmente smentibili. Alcuni intervistati vedono il cronista e l’operatore come professionisti televisivi “mandati” dalla SEI S.p.A.</p>
<p><strong>Gli animi si “sedano” quando mostriamo le credenziali del nostro giornale molto conosciuto e letto.</strong> L’impropriamente detta “compensazione”, dettagliata nel programma della SEI, non va giù proprio a nessuno. Il servizio riferisce fedelmente gli stati d’animo e le opinioni, nonostante il rispetto doveroso dei “tempi televisivi”. Gli “strateghi” della SEI probabilmente dovranno rivedere qualcosa ma la facciano di concerto con tutte le rappresentative sociali del territorio e della politica, perché solo “una revisione” comune potrà portare ad un esito positivo per entrambi i soggetti. Mediterraneonline.it rimarrà sempre di più “sul pezzo”!</p>
<p>gepy la piana</p>
<p><object width="504" height="408"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/umKhzZmP8YI?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/umKhzZmP8YI?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="504" height="408"></embed></object><br />
Lo Speciale Focus di Mediterraneonline.IT, con le videointerviste a Melito di Porto Salvo, Saline Joniche, Motta San Giovanni (fra cui il sindaco Paolo Laganà e il vicesindaco Verduci) e l&#8217;intervista telefonica al&#8217;ingengner Luca Poggiali Consigliere di Amministrazione della SEI S.p.A.</p>
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		<title>Presentato POI Energia in Campania</title>
		<link>http://www.mediterraneonline.it/2011/01/29/presentato-poi-energia-in-campania/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 22:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Palamara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente ed Energia]]></category>
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		<description><![CDATA[Presentato ieri, 27 gennaio, a Napoli, nel corso di un Info-day, il Programma Operativo Interregionale Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013 (POI Energia), che sostiene interventi di efficientamento e risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili nelle quattro Regioni dell’Obiettivo “Convergenza” (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia). POI Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013 INFO-DAY [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato ieri, 27 gennaio, a Napoli, nel corso di un Info-day, il Programma Operativo Interregionale Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013 (POI Energia), che sostiene interventi di efficientamento e risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili  nelle quattro Regioni dell’Obiettivo “Convergenza” (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia).</p>
<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/01/POI1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-72300" title="POI" src="http://www.mediterraneonline.it/wp-content/uploads/2011/01/POI1-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /></a>POI Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013</strong></p>
<p><strong>INFO-DAY in Campania, presentato il Programma e il bando in corso</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>(28/01/2011) – <strong>Presentato ieri, 27 gennaio, a Napoli, nel corso di un Info-day, il Programma Operativo Interregionale Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013 (POI Energia), che sostiene interventi di efficientamento e risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili  nelle quattro Regioni dell’Obiettivo “Convergenza” (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia).</strong></p>
<p><strong>Sergio Vetrella</strong>, Assessore ai Trasporti, Viabilità e Attività produttive della Regione Campania,  ha aperto i lavori  celebrando, con un minuto di silenzio, la “Giornata della memoria”, in ricordo delle vittime della Shoah. Poi ha introdotto l’argomento, sottolineando l’importanza del POI Energia, che “promuove le energie rinnovabili attraverso  un investimento specifico che si integra con le risorse regionali già stanziate per questo settore. La  Regione Campania  &#8211; ha continuato Vetrella – sta mettendo in campo un nuovo bando di diverse centinaia di milioni di euro, la cui pubblicazione è prevista per maggio, per facilitare l’utilizzo di energie rinnovabili e risollevare la situazione generale di settore, fortemente penalizzata in questa Regione.”</p>
<p><strong>Luca Limongelli</strong>, Autorità di Gestione del POI Energia, ha sottolineato che il Programma si può definire ben avviato con numerosi interventi ammessi a finanziamento, che vedono come beneficiari ospedali, scuole, edifici pubblici. “C’è grande aspettativa rispetto al Programma – ha continuato Limongelli -  testimoniata dalla elevata risposta ai bandi già conclusi e al forte interesse manifestato per quelli ancora in corso”.</p>
<p>Per il Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; DG Energia Nucleare, Energie Rinnovabili ed Efficienza Energetica, <strong>Simonetta Piezzo</strong> ha illustrato i risultati del bando già concluso afferente alla Linea 1.3, per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, che ha finanziato ben 106 progetti nelle quattro Regioni, con una erogazione in <strong>Campania</strong> di oltre 4,4 milioni di euro per l’elettrico (fotovoltaico e cogenerazione) e di oltre 3 milioni per il termico (solare termico e biomasse).</p>
<p>Ancora in corso il <strong>bando da 20 milioni di euro</strong> per il finanziamento di progetti esemplari di produzione di energia da fonti rinnovabili su edifici pubblici. I progetti riguardano la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili con caratteristiche di esemplarità, in relazione alla natura ed alle funzioni degli edifici interessati, all’integrazione architettonica ed alla capacità di integrazione ambientale, al mix delle fonti di energia utilizzate, alle caratteristiche tecniche e tecnologiche degli impianti. I beneficiari  sono i Ministeri, le Università, le Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità montane delle aree dell’obiettivo Convergenza che possono presentare istanza al MISE <strong>dall’1 al 20 aprile 2011</strong>.</p>
<p>Per il Ministero dell’Ambiente, <strong>Antonio Strambaci Scarcia</strong>, DG per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia, ha illustrato i risultati dei tre bandi di finanziamento già emanati: il  bando per le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere, per la linea di attività 2.2 e 2.5  con un importo 60 Meuro che ha visto 21 manifestazioni d’interesse approvate, tra cui in Campania il progetto dell’Istituto nazionale dei tumori &#8220;G. Pascale&#8221; e dell’l’Azienda ospedaliera Antonio Cardarelli. Ancora in corso di valutazione il bando congiunto MATTM-MIUR rivolto agli istituti scolastici, con una dotazione finanziaria di 20 Meuro, che conta 102 candidature pervenute e il bando per i Comuni fino a 15.000 abitanti compresi borghi antichi e di pregio, con una dotazione finanziaria di 60 Meuro e 704 candidature pervenute.</p>
<p>Per il Ministero dello Sviluppo Economico &#8211; DG Incentivazione Attività Imprenditoriali- <strong>Romeo Petti </strong>ha illustrato i dati delle domande di agevolazione pervenute fino al 13 gennaio 2011, relative al Decreto del 6 agosto, che prevede agevolazioni in favore delle produzione di beni strumentali funzionali allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile e al risparmio energetico nell’edilizia, dando attuazione alle linee di attività 1.2 e 2.1. del POI.</p>
<p>Interessante la sessione pomeridiana, che ha visto le testimonianze di alcuni <strong>soggetti beneficiari</strong> degli interventi di attuazione. Sono intervenuti: il <strong>Comune di Amalfi</strong>, per progetti di produzione di energia su vari edifici pubblici; <strong>l’Aeronautica Militare</strong> per tre progetti per l’aeroporto militare di Bari Palese e di Foggia e per la Scuola Specialisti AM Caserta con un finanziamento di 1.8 Meuro; il <strong>CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche</strong>, per il progetto VIGOR di Valutazione del Potenziale Geotermico; <strong>Enel Distribuzione Spa</strong> in relazione a progetti di Reti Intelligenti e potenziamento rete MT per produttori da fonti rinnovabili; Renael Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali per il Progetto che coinvolge il Patto delle Province; l’Azienda Ospedaliera Cardarelli  per i progetti relativi alla Mis. 2.2-2.5 del MATTM.</p>
<p>In chiusura, l’intervento di<strong> Antonio Risi</strong>, Autorità Ambientale della Regione Campania e di <strong>Giuseppe Angelici,</strong> Responsabile di Struttura dell’Autorità Ambientale della Regione Puglia, che hanno illustrato il ruolo e le finalità delle Autorità Ambientali e le possibilità di collaborazione con il Programma.</p>
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